La mia dirimpettaia è quel genere di vicina che tutti vorrebbero avere. Silenziosa, discreta, generosa senza secondi fini (in estate mi fa trovare davanti alla porta le verdure dell'orto della sorella); praticamente perfetta!
L'ho incontrata oggi sul vano scala e ho colto l'occasione per scambiare piacevolmente due chiacchiere. Il che non succede molto spesso: a volte capita che non ci incrociamo per mesi interi.
Questo incontro mi ha fatto riflettere sui rapporti di oggi con il vicinato. Il fatto è che neanche ci si cerca più per il semplice scopo di vedersi, di prendere un caffè insieme. Tutti siamo troppo presi dalle nostre routine frenetiche e blindate. Ognuno ha la sua vita, il proprio lavoro, le proprie amicizie, la famiglia...Tutti buoni motivi che diventano anche alibi per non intessere relazioni sociali che non stimolano più di tanto il nostro interesse.
E così finisce che si vive per anni accanto a delle persone che, alla fin fine, sono quasi delle estranee per noi.
Poco edificante la cosa se ci pensiamo bene. Il "buon" vecchio rapporto di vicinato, dove la conoscenza reciproca comprendeva anche il sapere vita, morte e miracoli l'un dell'altro ( quello era anche troppo!), beh, è tutto finito, estinto! Giace per sempre fra i ricordi di un tempo che fu e che più non è dato essere.
Per fortuna, dirà qualcuno. Ci teniamo alla nostra privacy! Meglio un buongiorno, buonasera ( forse) e stop. Non si sa mai che il coinvolgimento vada oltre i limiti.
Io invece mi chiedo se in questo cambiamento non abbiamo perso qualcosa di prezioso...
Hai ragioni Angelo,anche nel mio condominio è uguale.Proprio ieri parlavo con un amico di questo ,non esistono più rapporti di buon vicinato,una volta si conosceva tutti e qualche volta si riunivano molte famiglie insieme;adesso ognuno per fatti propri.Ti auguro una buona domenica,saluti a presto
RispondiEliminae' VERO LA TUA ANALISI, CARA aNGELO, VERISSIMA LA TUA CONSIDERAZIONE. dI FATTO...NON C'è TEMPO PER RAPPORTI DI cordiali e non superficiali tra vicini.
RispondiEliminaIl mio paese, profondo sud, non mi invoglia nemmeno più di tanto, a dire il vero.
Quando torno a casa, dopo una intera giornata di lavoro, non vedo l'ora di chiudermi tra quattro mura e stare tranquilla.
... trovare una persona che ti augura il buongiorno è come fare 6 al superenalotto!!!
RispondiEliminabuon inzio settimana ( visto l'orario) ;-)
sicuramente una perdita...ma ormai tante cose sono cambiate. Ciao
RispondiEliminaUna delle cose che più mi manca è l'amicizia, la cordialità a volte la fratellanza che avvertivamo una volta
RispondiEliminatra tutto il vicinato.
Ora un saluto, magari anche cordiale, un breve sorriso e pocbissime parole.
Non mi piace.
Concordo anche io.
RispondiEliminaQuesto sarà un tema che tratterò in futuro sul mio blog.
Le persone non si incotrano più ...anzi... non hanno più voglia di incontrarsi. A mio avviso ci perdiamo e non ci guadagnamo.
E' un vero peccato. L'italia peggiora sempre di più col passare delle generaioni.
un saluto
Sono io la tua vicina? Ci assomiglio per il silenzio e la discrezione.
RispondiEliminaAnche da me non ci sono molti contatti tra vicini e non ci si vede per mesi se non per fugaci apparizioni in garage o lungo le scale.
Ognuno preferisce la propria tranquillità.
Buon lunedì!
Abbiamo perso (quasi) tutto ...
RispondiEliminaPrima di tutto Buon giorno, buona settimana e bentornata!
RispondiEliminaCara Angelo, i rapporti umani si assottigliano sempre di più
Non si ha più tempo per curare le amicizie e neanche il buon vicinato.
Oggi va in uso una parola che odio.
Ottimizzare il tempo
A furia di ottimizzarlo ci siamo chiusi in noi stessi
Vuoi perchè la donna oggi lavora e come giustamente dice serenella
dopo una giornata di lavoro si desidera la calma delle pareti domestiche, perchè si è stanchi
Vuoi perchè gli appartamenti di oggi sono bene organizzati nel senso che una volta entrati hai tutto, anche la spesa non si fa più giornalmente i congelatori di casa sembrano quelli dei negozi.
insomma la caverna moderna è molto bene equipaggiata e questo fa in modo che una volta entrati nel proprio nido hai tutto.
Senza dimenticare la cosa più importante, che forse sotto sotto tolte le poche amicizie che durano da anni, le nuove sono un punto interrogativo che senza volere ci poniamo un po tutti.
Sarà quello che sentiamo o che succede e sempre incosciamente non ci si fida più di nessuno e cosi a danno nostro restringiamo sempre di più il bellissimo campo della comunicazione.
Bacio
ciao.
Hai proprio ragione!
RispondiEliminaSi è perso qualcosa, prima di tutto il piacere di fare due chiacchiere, solo per il piacere di farle, magari davanti ad un buon caffè...
@Cavaliere, vedo dunque che non sono l'unica ad averlo notato. Vuol dire che una certa mancanza si sente, no?
RispondiElimina@serenella. Non credo sia una questione di profondo Sud, forse siamo proprio noi che in qualche modo ci sentiamo estranei all'ambiente, che dici? Magari contribuiscono anche dei periodi difficili che viviamo. tutto contribuisce, insomma.
@ Pino. per fortuna da me il saluto si usa ancora. Almeno quello, dai!
@Aliza, mi piace pensare che basterebbe un pò di buona volontà per farle ricambiare di nuovo. Sono troppo ottimista?
RispondiElimina@ Il Monticiano, neanche a me piace tanto così. Mi ricordo della mia giovinezza quando nella mia via, ma anche nelle vie più vicine, ci conoscevamo tutti. C'era condivisione, scambio, solidarietà. Si, anche solidarietà, perchè se qualche famiglia aveva bisogno d'aiuto, bastava chiedere e qualcuno rispondeva sempre. Manca anche a me questo genere di scambio. Ora non è più così scontato
@Armando. Ecco, l'hai detta giusta. Abbiamo perso quella che secondo me era la ricchezza dello scambio. Le nuove generazioni sono molto più povere in questo senso: la centralità del loro pensiero è diventata l'IO e non c'è spazio per altro.
@ Kylie. Se fossi tu una delle mie vicine, credo che uno sforzo in più per incontrarci e chiaccherare dal vivo si potrebbe fare, che dici? :)
@ Guglielmo. Anche tu sei un pò scontento a quanto pare...
RispondiElimina@Rosy, grazie carissima! Sono di nuovo qua,mi mancavate troppo!
La tua analisi è sempre ben approfondita com'è nel tuo amabile stile.
In effetti, la comunicazione è cambiata enormemente. Ora io la definisco blindata nel senso che siamo noi, molto attenti, a decidere il come, dove, e quando a discapito della improvvisazione e della spontaneità che si è persa per strada.
Che ci riserverà il futuro?
Abbiamo sicuramente perso. Forse però nei piccoli centri o nelle città non troppo grandi qualcosa è rimasto. Non dico il libero andirivieni da una abitazione all'altra del pianerottolo, come quando ero piccola io: pensa che le porte di casa si aprivano liberamente anche dall'esterno e nessuno chiudeva con la chiave. Così sarebbe troppo.
RispondiEliminaQui nel mio quartiere, con i miei vicini si fanno quattro chiacchiere molto frequentemente e so di poter suonare qualche campanello in caso di bisogno urgnte. Non è poco.
IO non credo che dire che il "passato era meglio" sia vero. Ma credo che certe cose sì, lo erano. Tu hai centrato una di queste. Io ricordo quando ero ragazza ci si aprlava tutti, a volte si litigava anche, o ci si criticava, ma vivevamo
RispondiEliminain una comunità, c'erano delle appartenenze. A volte adesso mi sembra di vivere in mezzo a fantasmi
grazie
Abbiamo proprio perduto molto, soprattutto nelle grandi città.
RispondiEliminaFortunatamente abito alla periferia della mia città, che già lei non è molto grande e perciò sento molto meno la mancanza di rapporti.
Ci si conosce un po' tutti e infatti, quando decido di non andare in macchina, ma a piedi...non ritorno mai a casa, perchè incontro gente che si ferma a parlare ed è bello sentire questo calore umano....
ma alla sera...tutti alla tv!!!!
Ricordo, però, quando venivo in estate qua dalla mia nonna (allora non abitavo qua)
era bellissimo alla sera...mentre le nostre mamme e nonne si riunivano, fuori dalle porte, a parlare, a raccontare, noi giocavamo al buio con quel misto di paura e di mistero....
Poi, quando passavano i cavatori, che si chiamavano tra di loro per andare al lavoro, a piedi sulla montagna...
le donne dicevano sempre:
"Fate a modo" perchè sapevano che il loro lavoro era pericoloso e chi sa se sarebbero ritornati.
E a noi: "è tardi si va a letto"
Mi pare di sentire ancora i profumi, il rumore dell'acqua che scorreva per l'irrigazione dei campi..il cicaleggio delle donne..
la voce forte degli uomini
e i nostri urletti quando riuscivamo a prendere una luccioletta...
Anche qua, nonostante meno, ma si sente il cambiamento.
Ciao Azzurrina, un abbraccio forte
Bruna
chissà ...
RispondiEliminaSandra, tu sei una dei pochi fortunati che possono godere di questo speciale interscambio. Chissà che duri almeno nelle piccole comunità
RispondiEliminaGiulia, è proprio questo che manca anche a me: il senso dell'appartenenza a qualcosa che c'era e che ora non esiste più
Diana B, anche tu vivi la fortuna di Sandra. Mi fa piacere sentire che non tutto è perduto!
Che piacere andare ai ricordi! e che dispiacere invece sapere che i nostri figli e i nostri nipoti probabilmente perderanno questo stile di vita
Giardigno65, quel tuo chissà lascia intendere incertezza (voluta?)... :)
Non saprei che dirti. Sono alquanto riservato, ma mi piacerebbe chiacchierare con vicini affabili e corretti, è una cosa che ti fa sentire meno solo in questo mondo spersonalizzato. Purtroppo a volte i vicini più chje affabili sono ficcanaso.
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