ovvero, è il giorno limite in cui ci siamo
giocati le risorse che la Terra ci rende disponibili ogni anno
secondo la New Economics Foundation di Londra, un' organizzazione che
si occupa di questo genere di studi. Per il 2012 è stato il 22
agosto, anticipando di quattro mesi la data che solo 25 anni fa era
calcolata a fine anno. Ora vivremo a debito questi ultimi mesi
facendo finta che le risorve disponibili siano infinite. Ma così non
è purtroppo, e ci sarà chi ne farà le spese fin da subito. Gli
studiosi sottolineano il problema: avremmo bisogno di una Terra e
mezza per mantenere questo ritmo nei consumi di beni naturali. Di due
Terre addirittura entro il 2050.
Colonizzare Marte credo non sia la
risposta a breve che cerchiamo.
E che dire alle generazioni future?
Stiamo seriamente compromettendo il loro diritto ad averne uno di
futuro. Il nostro egoismo è un disprezzo nei loro confronti. Loro
non avranno possibilità di scegliere l' eredità che gli lasciamo.
Noi invece possiamo decidere di cambiare rotta, possiamo creare un'
economia che sia più sostenibile, evitando sprechi ed abusi di
risorse comuni. E' indispensabile trovare un equilibrio. Se diamo
valore alle parole futuro, giustizia ed equità non possiamo non
pensarci.



