"E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta."
Fine settembre, fine estate. Ma, grazie al tempo che generosamente ci regala ancora bellissime giornate, è ancora il caso di approfittarne per fare delle lunghe passeggiate immersi nella natura. Ieri l'occasione ci è stata offerta dalla manifestazione “Scollinando” svoltasi a Montecchio Precalcino, Vicenza. L'appuntamento si ripete ormai da quattro anni, ma il percorso che rigorosamente facciamo a piedi, su e giù per il colle, è ogni volta diverso. E caspita! Ieri abbiamo camminato proprio una cifra!! Quasi tre ore, facendo delle brevi soste, con le guide che graziosamente ci davano informazioni sui vari siti che potevano destare qualche interesse.
Per noi , sorella e cognato, è soprattutto un'occasione per vederci, per stare insieme e godere della reciproca compagnia. Dunque, la cosa funziona in questo modo. Il ritrovo è pomeridiano, in villa Cita. Da qui, ogni quindici minuti, parte un gruppo di baldanzosi podisti accompagnati da una guida.
Il nostro gruppo parte alle 15.15 circa. Fa caldo, ma una leggera brezza ci accarezza il viso. Risaliamo il colle e prendiamo via Bastia. Questo primo pezzo di percorso ormai lo conosciamo, siamo già alla nostra terza partecipazione all'iniziativa. La tranquillità di questi posti è tangibile. Senti solo il canto di qualche uccellino e l'abbaiare dei cani che fanno da guardia alle case che incontriamo. Superiamo il roccolo che abbiamo visitato in una delle edizioni passate. Ora non è più in uso e rimane come testimonianza di un recente passato. A proposito, tutti sanno cos'è il roccolo? Immagino di no, perciò vi rimando a questo link:http://www.scalve.it/percorsi/roccoli.htm . Parlando di cacciagione, mi viene in mente che, l'altro giorno con il monticiano, si parlava del piatto veneto “ poenta e osei”. Beh! Ieri mi hanno confermato che da queste parti è ancora una prelibatezza... poveri uccellini! Io, intanto, mi vanto di non averlo mai assaggiato...
La passeggiata prosegue in valle, attraversando campi e piccoli percorsi sterrati. Qualcuno trova dei funghi piopparelli che suggeriscono l'idea di un risotto particolarmente profumato! Lo guardiamo con un po' d'invidia mentre li raccoglie... Dopo qualche chilometro, si arriva a Levà, piccola frazione di Montecchio, dove è offerto un piccolo ristoro che ci ricarica di energie. Lì ci aspetta una collaboratrice dell'organizzazione particolarmente informata. Ci parla delle origini della frazione arricchendo il racconto con qualche aneddoto curioso legato alla storia del campanile. Proseguiamo per ritornare in zona colli dove risaliamo un ripido pendio di quella che è considerata probabilmente la zona più antica di Montecchio Precalcino. Sono state ritrovate tracce d'insediamenti risalenti all'età del paleolitico e del bronzo.Lì visitiamo la tenuta Bastia Saccardo. Il proprietario è un produttore eccellente di vini DOC che gentilmente ci ospita nella sua cantina e ci regala un assaggio del suo prosecco. Potevamo concludere il tour in miglior modo? NO...appunto.
Oggi ho ricevuto una mail che mi ha letteralmente disorientato. Poche righe che spiegano l'assenza di quasi quattro mesi. Insolita la cosa, pensavo giusto ieri. Non è mai capitato che passasse un così lungo periodo tra una mia lettera e una loro risposta. Mi sono data un sacco di motivi in queste settimane e, non volendo forzare le cose, ho semplicemente aspettato. Si sa, certi rapporti, soprattutto se a distanza, possono esaurirsi nel tempo. Oggi ho saputo che a giugno è mancato Mike, il marito di Linda, il papà di Annie, una carissima ragazza di Pittsburgh che ho ospitato due anni fa. Una morte improvvisa, mi dicono, inaspettata....devastante. E io, ora, sono qui a chiedermi: ma cos'è in fondo la nostra vita! Nient'altro che un singolo battito d'ali nel trascorrere del tempo. Ed è veloce il nostro passaggio. Perchè ce lo scordiamo così spesso? Perchè ci avveleniamo la vita in cose per lo più futili?
A Mike.
CONTINUITA'
Walt Whitman
Niente è mai veramente perduto,
o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità, nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
L'apparenza non deve ostacolare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.
Vasto è il Tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura.
Il corpo, lento, freddo, vecchio,
cenere e brace dei fuochi di un tempo,
La luce velata degli occhi
tornerà a splendere al momento giusto;
Il sole ora basso a occidente
sorge costante per mattini e meriggi;
Alle zolle gelate sempre
ritorna la legge invisibile della primavera,
Con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
E come sono veramente io? Vien da chiedersi: noi, dico noi stessi, ci conosciamo veramente a fondo? Possiamo giurare di non avere sorprese, mai, assolutamente mai, del nostro pensiero, del nostro agire?
Ho riserve in questo senso. Nella vita le esperienze ci segnano, ci forgiano. Siamo plasma in continuo mutamento. Io non sono stata sempre come sono. Se penso anche solo a dieci anni fa, mi sento diversa. Sono cambiata dentro e vedo la realtà con prospettive differenti. Ho conferme che i cambiamenti si notano e non mi dispiace la cosa. Sono una piccola cellula di questo grande universo. L'universo è in continuo movimento, non è mai stato e mai sarà uguale a se stesso. Per fortuna, aggiungo.
Traduzione
Fino a dove i miei occhi possono vedere
Ci sono delle ombre che mi si avvicinano
E per quelle che mi sono lasciato alle spalle
Vorrei farti sapere
Che hai sempre condiviso i miei più profondi pensieri
Mi segui dove vado
E quando sarò vecchio e saggio
Le parole amare significheranno poco per me
I venti d’autunno mi passeranno attraverso
E qualche giorno nella nebbia del tempo
Quando mi chiederanno se ti conoscevo
Sorriderò e dirò che eri un mio amico
E la tristezza sparira’ dai miei occhi
Oh, quando saro’ vecchio e saggio
Fino a dove i miei occhi possono vedere
Ci sono ombre che mi circondano
E per quelle che mi lascio alle spalle
Voglio che tutti sappiano
Che tu hai sempre condiviso con me i momenti più bui
Mi mancherai quando me ne andrò
E quando sarò vecchio e saggio
Parole pesanti che mi hanno scosso e spinto
Come i venti d’autunno mi passeranno attraverso
E qualche giorno nella nebbia del tempo
Quando ti chiederanno se mi conoscevi
Ricordati che tu eri mio amico
Fino a quando l’ultimo velo calera’ sui miei occhi
Oh, quando saro’ vecchio e saggio
Obama dice: "Non esiste paese che possa sfuggire ai danni dei cambiamenti climatici. Come disse Kennedy i problemi provocati dall'uomo possono essere risolti dall'uomo" .
“Che fai, Diogene, in giro con la lanterna accesa in pieno giorno?”
“ Io cerco l'Uomo” rispondeva costui, uno dei tanti Diogene a spasso per la storia.
Cinico, lo chiamavano, lui che denunciava una corruzione della genuinità dell'uomo, quell'uomo corrotto dalle convenzioni della vita sociale. Chissà cosa direbbe della società odierna!
Oggi mi sento come Diogene... che fine ha fatto l' Uomo? Si è perso in qualche centro commerciale??
Paolo ieri ci ha ricordato che oggi, in tutto il mondo, si celebra la giornata internazionale per la pace. L'iniziativa è promossa dall'ONU già dal 1981 al fine di rafforzarne gli ideali tra le nazioni e i popoli. La data del 21 settembre, scelta dall’Assemblea Generale per le celebrazioni annuali, vuole promuovere un giorno di sospensione delle ostilità e della violenza in tutto il mondo, nonché l’educazione e la cooperazione per il raggiungimento di una tregua definitiva.
L'Organizzazione per le Nazioni Unite propone per l'occasione l'iniziativa di aderire con un sms, un video, una email o una semplice foto per richiamare l'attenzione di tutti.
6 militari italiani morti e 4 feriti. Tra i civili afghani, altri sedici morti più decine di feriti. Ieri è stata una giornata segnata da un pesante lutto.
Penso alle famiglie di quelle persone che torneranno dentro ad una bara e alla loro vita che non sarà più quella di prima. Hanno perso chi era partito per una missione di pace, conoscendone i rischi, certo, ma pur sempre una missione di pace. E' giusto chiamarla così? No, certamente no. E' una missione, punto. Stanno lavorando per evitare che il paese ritorni in mano a fanatici e terroristi. E di questo il presidente Karzai ringrazia. I militari corrono rischi per la loro vita. E' un dato di fatto. E' una missione dove, loro malgrado, vengono coinvolti in azioni di guerra e a volte succede il peggio.
Ieri ho ricevuto una cartolina speditami da amici di vecchia data. Non so voi, ma personalmente , mi mette sempre di buon umore sapere che qualcuno, che magari non senti da tanto tempo, si ricorda di me. La cartolina diventa una scusa per risentirci, per rinsaldare il rapporto dimenticato dallo scorrere frenetico delle nostre giornate. Perchè quando la ricevi, che altro puoi fare se non chiamare? E naturalmente scambiarci promesse per un imminente incontro. Che sicuramente sarà a breve... Ci si lascia sempre così...
A proposito, vi ho mai raccontato che colleziono cartoline? No...credo proprio di non averne avuto ancora l'occasione. Dunque, le cose stanno in questo modo. Mi piace collezionare cartoline sin da quando avevo 12 anni. Una vita proprio. Ne ho più di tremila provenienti da tutto il mondo. Alcune hanno più di quarant'anni e mi son state regalate da chi faceva la raccolta prima di me. Le conservo gelosamente perchè molte sono legate a ricordi speciali. Sono tracce di memoria di persone che hanno incrociato la mia vita e che ora non ne fanno più parte da tempo. Ogni tanto le tiro fuori dall'armadio e me le guardo, con nostalgia. Mi ritornano in mente immagini di volti che sono rimasti per me immutati. Ricordo la motivazione di quando ho iniziato la raccolta. Il mio sogno è stato da sempre quello di viaggiare e conoscere il mondo. Viaggiare è ampliare i propri orizzonti, ti mette in contatto con diverse culture, ti arrichisce, insomma. La cartolina, che materialmente arrivava da posti lontani come l'Africa, l'America o l'Australia, era il tramite che mi permetteva di volare con la fantasia ed era capace farmi sentire parte di quel mondo che desideravo tanto esplorare. “Questi posti, un giorno, io li vedrò.” pensavo. E ci credevo proprio. Poi, ho viaggiato, si. Ho visto luoghi che mi sono rimasti nel cuore e dove mi sarei fermata volentieri a vivere. Ma la vita si sa, non è fatta solo di sogni e ti riporta velocemente con i piedi per terra. Lavoro, famiglia ed altri vincoli decidono per te. C'est la vie.
E così i giornalisti, non tutti, s'intende, si son pure presi da " farabutti e traditori". Certe "gentilezze" le sa usare solo lui, non c'è che dire!
In ogni caso, mi rende felice la notizia che la trasmissione di ieri sera di Porta a porta sia stata un flop. Solo tre milioni circa di telespettatori. Battuta persino dalla Fiction di Gabriel Garko 'L'onore e il rispetto' ironicamente trasmessa su reti Mediaset. Sto gongolando.
Intanto suggerisco la visione del post di ieri di Anna. E' interessante.
"Porta a Porta" in prima serata per celebrare i "successi" del premier. Così spostano " Ballarò" e pure "Matrix" per dare ampio spazio a Vespa. Una trasmissione quasi a rete unificate. Roba da matti! E la pluralità di scelta sull'informazione che fine fa? Il canone lo pago da sempre e vorrei che la televisione che fa servizio pubblico mi desse la possibilità di scegliere quale trasmissione vedere stasera.
Oggi è tornato, dopo la pausa estiva. Lui, per fortuna, c'è ancora. Una piacevole certezza la sua presenza al nostro risveglio, mentre sorseggiamo il nostro caffè. Adoro quest'uomo e sono felice di risentire la sua voce, mi è mancato in questi mesi!
Qualche anno fa, quando mia figlia finì le scuole elementari, una delle sue insegnanti volle fare un regalo a tutti i suoi alunni. Preparò una cassetta musicale con alcune canzoni che per lei avevano un significato particolare e, a questa, allegò una lettera personale, scritta distintamente per ognuno di loro. Fu un pensiero molto delicato e commovente che ci colse tutti di sorpresa. Conserviamo ancora quella lettera e quella cassetta perchè le consideriamo un dono prezioso. Tra le canzoni registrate, c'era questa che a me piacque particolarmente.
...della festa in Riviera sono uscite da schifo, perciò non le posto. Ero in compagnia di amici e abbiamo scelto il posto sbagliato dove aspettare il corteo. Sarà per il prossimo anno...
Segue a ruota la Regata Storica di Venezia, da cui raccoglie importante eredità con la partecipazione dei suoi figuranti, ma non solo. Sicuramente la manifestazione più importante della Riviera del Brenta in quanto coinvolge tutti i comuni che si affacciano sulle rive del fiume, Riviera Fiorita è un appuntamento da non perdere.
La manifestazione, che si protrae dal 10 al 13 settembre, è una rievocazione storica dove si ricorda il passaggio in Riviera di Enrico III, Re di Francia, avvenuto nel 1574. L'accoglienza del Re in Riviera fu particolarmente calorosa. Si racconta di folle festanti e musici che dalle rive salutavano il sovrano che passò sulla Brenta, mentre i patrizi veneziani osservavano il passaggio affacciati dalle loro suntuse ville. Questo è quello che succederà domenica 13 quando il corteo acqueo attraverserà tutti i paesi della Riviera.
Domanda al cavaliere : Meglio i doveri di Stato o le donnine? Caro Silvio,so che tu non rispondi, ma fa niente, tanto so la risposta! E non dire che sono affari tuoi, perchè non lo sono finchè sei un politico e mi rappresenti! Sai che di te scrivono tutti i giornali del mondo? Saran mica tutti comunisti che vogliono infangare il tuo nome!!!! Lo so, vorresti mettere a tacere anche loro, ma grazie a Dio, che ben sa come operi e ti osserva con riguardo, grazie a Dio, dicevo, questa cosa non la puoi controllare. Mi chiedo quando il popolo maggioritario recupererà un po' di obiettività e saprà leggere la realtà dei fatti.
“Alcune cose saranno sempre più forti del tempo e della distanza,più profonde del linguaggio e delle abitudini: seguire i propri sogni e imparare ad essere se stessi, condividendo con gli altri la magia di questa scoperta.” Sergio Bambaren - da “Il delfino”
E' bene imparare ad essere se stessi, perchè gli altri ci conoscano e ci apprezzino per quel che siamo, niente di più.
E' questo lo slogan d'invito a partecipare al 13° corso di formazione ed aggiornamento promosso dall' A.V.O. di Dolo. La prima serata giovedì 17 settembre ore 20.00 presso la sala riunioni al II piano del Padiglione ex Geriatria dell'ospedale di Dolo.
Spero che qualcuno della zona raccolga questa proposta ad unirsi a noi e venga al corso, anche solo per capire chi siamo e come operiamo all'interno dell' associazione. Poi, c'è tempo per decidere se farne parte o meno.
Cito il nostro depliant di presentazione. “ Oggi più che mai, i Volontari sono necessari per umanizzare i grandi centri ospedalieri, dove si dà più attenzione all' efficienza organizzativa ed alla tecnica. Se oggi i bisogni materiali dei malati sono inferiori a quelli di un tempo, la solitudine e la sofferenza morale superano, forse quelli del passato. Chi è il Volontario A.V.O.? E' l'amico dei malati, una mano e un sorriso offerti loro perchè si sentano meno soli. L'A.V. O. è nata per riaccendere in ospedale il calore umano. Basta poco, pochissimo per dare, a una persona ammalata e sofferente, un po' di calore ed amicizia. I malati ti chiedono questo: di non essere lasciati soli, di non essere dimenticati nei loro letti d'ospedale. Vogliono continuare ad esistere, a vivere, a parlare, proprio per sentirsi “ vivi dentro”. Quello che puoi fare tu è solo una goccia nell'oceano, ma per quell'ammalato può fare la differenza.
Padre: -“Cos'è quello?” Figlio: -“ Un passero” Padre: -“ Cos'è quello?” Figlio: -“Te l'ho appena detto, papà. E' un passero” Padre: -“ Cos'è quello?” Figlio: -“E' un passero, papà. Un passero. P-A-S-S-E-R-O!” Padre: -“ Cos'è quello?” Figlio:-“Perchè lo fai? Te l'ho detto così tante volte, è un passero! Non riesci a capirlo??...papà...dove stai andando?”
Dopo un po', il padre ritorna con un diario, cerca una pagina precisa e la fa leggere al figlio.
Padre: -“A voce alta”. Figlio: -“Oggi, mio figlio più giovane, che ha compiuto tre anni alcuni giorni fa, stava seduto con me al parco quando un passero si mise di fronte a noi. Mio figlio mi chiese 21 volte cosa fosse ed io risposi tutte le 21 volte che era un passero...un passero... Lo abbracciai ogni singola volta che mi chiedeva la stessa domanda, di nuovo ed ancora, senza dar di matto, sentendo affetto per il mio piccolo ed innocente bambino”.
Qualche giorno fa ho ricevuto una mail con questo video allegato. Ho creduto valesse la pena tradurlo e riproporlo qui per una breve riflessione. Spero che piaccia tanto anche a voi come è piaciuto a me.
"Vi è molto di folle nella vostra cosiddetta civiltà.
Come pazzi voi uomini bianchi correte dietro al denaro,
fino a che ne avete così tanto, che non potete vivere abbastanza a lungo per spenderlo.
Voi saccheggiate i boschi e la terra,
sprecate i combustibili naturali.
Come se dopo di voi non venisse più alcuna generazione,
che ha altrettanto bisogno di tutto questo.
Voi parlate sempre di un mondo migliore
mentre costruite bombe sempre più potenti
per distruggere quel mondo che ora avete."
(Tatanga Mani, capo indiano della tribù degli Siux Oglala,
meglio conosciuto con il nome di “Toro Seduto”)
Queste sagge parole, pronunciate oltre un centinaio di anni fa, potrebbero adattarsi benissimo alla realtà attuale. Quasi che quel grande capo avesse potuto leggere anche nel nostro presente. Non è cambiato niente sotto questo cielo, ma ora siamo arrivati ad un punto di non ritorno. La Terra grida aiuto e l'uomo non deve più essere sordo.
da “ la stampa” «Il mondo va verso il precipizio»: è l’allarme sull’accelerazione del surriscaldamento climatico lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, intervenuto alla Conferenza sul Clima a Ginevra..."
In quel di Cavazuccherina, antico nome di Jesolo che così si è chiamata dal '500 al 1930, il 4 settembre di ottantaquattro anni fa nasceva mio padre. Un uomo tosto, mio padre, anche adesso a quest'età! E' caparbio e difficilmente accetta consigli, questo da sempre. Credo che la sua “rigidità” dipenda un po' dalla sua formazione. Ha studiato in seminario quand'era giovane, e questo secondo me ha forgiato il suo carattere. Una volta, per le famiglie che avevano poche possibilità economiche, la via del seminario era l'unico modo per far studiare i figli. Così è stato anche per i miei due zii paterni. Poi, credo che un gran numero di studenti abbandonasse la strada accorgendosi di non avere una reale vocazione alla tonaca. Tant'è che il babbo mio diventò padre di cinque figli!
Auguri papà! Grazie a Dio la vecchiaia ti ha un po' ammorbidito...
Piccola curiosità riguardo a questa data. Esattamente lo stesso giorno di vent'anni prima, nasceva anche mio nonno, il padre di mia madre. Un' insolita coincidenza che faceva festeggiare suocero e genero la medesima giornata. Nonostante nonno abitasse a Milano, dove alla fine degli anni cinquanta si era trasferito con tutta la famiglia per dar loro un futuro migliore, eravamo comunque molto uniti. Nonno veniva a trovarci spesso e capitava che il suo compleanno fosse festeggiato a casa mia, talvolta. Caratterialmente, i due non si somigliavano per niente, almeno per quello che mi posso ricordare io. Mio padre, all'epoca era di carattere tendenzialmente riservato. Amava ed ama ancora poco le occasioni mondane e il perdersi in chiacchiere poco costruttive. Nonno invece era uno che amava godersi la vita. Gli piaceva la compagnia, il confronto, il chiacchierare, il raccontarsi. Una persona solare, sempre, anche quando la situazione magari era un po' difficile. Ricordo i lunghi discorsi che facevamo io e lui. Mi raccontava della sua giovinezza, delle sue comiche imprese combinate da giovane...starlo a sentire era puro divertimento. Mi è mancato molto da quand'è morto, ma lo ricordo ancora con tanto affetto.
Per me il bello comincia adesso. Adoro questo mese. Non fa più tanto caldo, ed è il periodo più bello per godersi il mare. L'acqua è tiepida anche all'alba e le spiagge si sono quasi svuotate. A proposito. Oggi siamo stati al mare. Non a Jesolo, no. Altro mare, altra sabbia( meno bella, certo!), altro orizzonte...Più vicino a casa e più tranquillo, però. Attraversiamo la laguna di mattino presto, c'è bassa marea. Vediamo ancora qualche piantina viola di limonium fiorita, tante garzette e qualche airone cinerino oziare tranquilli tra le barene. Uno spettacolo.
Grazie Dio, che ci regali tutto questo!