dal web
Una catastrofe ambientale senza precedenti, titolano i giornali oggi. La piattaforma del Bp Deepwater Horizon è sprofondata nel Golfo del Messico il 22 aprile e da allora continua a riversare in mare petrolio.
E i barili che fuoriescono al giorno non sono 1000 come ipotizzato inizialmente ma cinque volte tanto.
Dal sito adnkronos.com ( notizia di ieri):
“L'allarme è altissimo, si stima ora che, se la fuoriuscita prosegue a questi ritmi, ci vorranno 57 giorni, e non 260 come calcolato in un primo tempo, perché il disastro assuma le dimensione della catastrofe della Exxon Valdez del 1989 a largo delle coste dell'Alaska, finora il peggiore disastro del genere negli Usa. La marea nera potrebbe arrivare oggi in Louisiana, che ha già dichiarato lo stato d'emergenza. Particolarmente in pericolo è la foce del Mississippi, un ecosistema delicatissimo: la macchia si trova già a una distanza di 25 chilometri dal delta.” Leggi il seguito
Penso alle undici vittime, ma anche al grave disastro all'ecosistema. Un'altra ferita profonda alla Natura difficilmente sanabile. E sempre noi responsabili.
