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domenica 13 dicembre 2009

Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia!



Not at all! Che vorrebbe dire macchè!
In realtà il giorno più corto dell'anno coincide con il solstizio d'inverno che solitamente è il 21 o 22 dicembre a seconda . Vedi Solstizio

Il detto, invece, ha queste origini:
“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” risale a quando, prima del 1582, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 rendendo quindi questo il giorno più corto dell’anno. Riformando il calendario secondo accurate osservazioni astronomiche, Papa Gregorio XIII decretò che si passasse direttamente dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, togliendo quindi i 10 giorni di sfasatura accumulati negli oltre 10 secoli precedenti. Il solstizio passò così al 21-22 dicembre (come oggi) ma la festa della santa rimase sempre al 13” (…)
dal sito: guide.supereva.it

In tanti paesi del nord Italia e del nord Europa il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia. In questi posti lei è anche la figura che fa le veci di Babbo Natale e a lei sono legate tradizioni e leggende molto particolari.


Dal sito amando.it/natale/santa-lucia:
La storia di Santa Lucia
Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre.
La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant'Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all'aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia torna a Siracusa e trova la mamma guarita. Rompe il fidanzamento, e decide di andare tra i poveretti che stanno nelle catacombe, con una lampada alla testa, e di donare loro tutta la sua dote.
Il fidanzato non comprende, si arrabbia e decide di vendicarsi, denunciando pubblicamente quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa, con l'accusa di essere cristiana.
Sono anni di persecuzione dei cristiani, sotto l'imperatore Diocleziano.
Lucia ammette e ribadisce la sua fede, irremovibile anche sotto tortura, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l'esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riescono a smuoverla. Viene così condannata a morte.
Prima di morire riesce a ricevere l'Eucaristia e predice a Diocleziano la sua prossima morte e la cessazione delle persecuzioni entro breve. Entrambi i fatti si verificano nel giro di pochi anni.

La leggenda di Santa Lucia
La leggenda narra che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Lucia acconsente al regalo, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono e ancora più belli di prima. Il ragazzo chiede in regalo anche questi, ma la giovane rifiuta, così viene da lui uccisa con un coltello nel cuore.


Le tradizioni di Santa Lucia
In alcuni luoghi Santa Lucia viene festeggiata e fa le veci di Babbo Natale.
In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l'anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai familiari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.”


Oltre ad essere il mio nome, ho altre tre amiche omonime, di cui due abitano nello stesso mio condominio.
Un tempo era un nome molto diffuso, a quanto pare!

mercoledì 11 novembre 2009

A San Martino si spilla la botte del buon vino


A Venezia centro storico, ma anche in provincia con modalità diverse, oggi si festeggia San Martino. La festa qui è ancora molto sentita e resiste la tradizione. I bambini più piccoli si travestono con un mantello per impersonare il santo e passano per calli e campielli facendosi notare in modo singolare. Hanno infatti l'usanza di battere tra di loro oggetti che fanno tanto rumore, come pentole e coperchi, e di domandare a passanti, ma soprattutto ai negozianti, qualche soldino per poi comparsi o farsi regalare il classico dolce fatto a forma di San Martino. San Martino è il santo protettore dei mendicanti, ecco perchè il dolce deve essere mendicato.
Dalle mie parti non ci sono i bambini che si travestono, ma rimane la tradizione del dolce. E' fatto di pasta frolla e raffigura il santo a cavallo nell'atto di tagliare il mantello per donarlo al povero.
Più in generale il giorno di San Martino è una data legata per tradizione alla svinatura del vino novello . “ Per San Martino si spilla la botte del buon vino” recita un proverbio.
Un tempo era anche il periodo in cui i contadini mezzadri aspettavano di rinnovare la scadenza del contratto agrario con il padrone. Quindi anche un momento da temere, in qualche modo.
Dalle vostre parti si festeggia San Martino?