
E' il titolo dell'allestimento teatrale , proposto da Echidna associazione culturale, che ho visto ieri sera.
Sulla scena due monologhi che si alternano nella narrazione di quello che è :
"Il tentativo di raccontare quello che è sotto i nostri occhi, spesso così chiaro alle menti ma che sfugge ai nostri cuori."
Lo scenario descrive il nostro territorio, il Nord Est ed il relativo ambiente sociale. Entrambi risultano trasformati, contaminati, condannati ad un destino tristemente prevedibile: l'uno per la devastazione dell'ambiente e l'altro per la sempre più evidente difficoltà di relazionarsi.
“ C'è un inquinamento che sfugge alle sigle e ai numeri, più sottile delle polveri, più impalpabile dei gas e dei fumi. Gli effetti sono imprevedibili: si infila nelle trame dei nostri cuori, deviando i pensieri e le azioni. E' un disagio diffuso, che ci siamo costruiti intorno, giorno dopo giorno, senza lasciare vie di scampo.”
Decisamente suggestive e coinvolgenti le interpretazioni dei due attori-coautori Silvio Barbiero e Marco Tizianel. Il loro linguaggio verbale è piuttosto prorompente, colorato da espressioni di forte impatto emotivo.
“ Sono una farfalla nella giungla di cemento”.
La narrazione lascia spazio a riflessioni su quello che è il disagio del vivere il nostro tempo. Io ne ho goduto la visione e la suggerisco a chi ne avrà l'opportunità.