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venerdì 14 maggio 2010

Il corso di Pilates volge al termine


Ancora poche lezioni e poi la pausa estiva.
Che farò io senza i miei amici in carne o ossa, per niente virtuali, ma tanto reali?
Del gruppo di dodici persone che frequentano il mio stesso corso al mattino, io ed un maschietto più o meno coetaneo, siamo i più giovani. E questo la dice lunga.  I miei " colleghi" sono tutti un bel pò più attempati, ma che spasso la lezione in loro compagnia. Le battute non si risparmiano. E quelle degli uomini sono solitamente le più ironiche e divertenti.
Io, in genere,  parlo poco. Mi diverto ad osservare, ascoltare, salvo poi  farmi quattro risate tra me e me ( per non disturbare la lezione, mica per altro!). Frequentando da un bel pò di mesi l'allegra compagnia, ho avuto la conferma di quanto può essere stimolante e coinvolgente interagire con persone più grandicelle.
C'è una signora poi, che trovo assolutamente straordinaria. Sarà che mi ricorda molto una mia vecchia amica, nonchè ex collega, di qualche tempo fa. Uno spirito intraprendente, allegro, intellettualmente affascinante e fiera del suo non essere più tanto giovane.
Un bel esempio di come invecchiare. Adoro i " nonnini"!

domenica 9 maggio 2010

Dedicato a mia madre, nella festa della mamma.

Posted by Picasa
marzo, 2010. Mamma e cognato ( eccezionalmente in una performance da ricordare)

A mia madre, a tutte le madri che considerano la maternità un dono, va il mio augurio ed un tenero pensiero.
A mia madre, che ha ottant'anni e non ha perso la gioia di vivere nonostante qualche acciacco.
Alla sua energia ed ottimismo nonostante tutto ( e i pensieri non sono pochi)
A lei e alla sua grande forza, con affetto e gratitudine.
lucia

P.S. lo scrivo sussurrandolo timidamente ( si fa per dire)
        Oggi è anche il mio compleanno...


giovedì 6 maggio 2010

Saggezza popolare. Ovvero: sapete proprio tutto sui fiori d'acacia?

fiori d'acacia pronti per la pastella


Scommetto di no. Io almeno, questa non la sapevo fino a ieri.
Oggi ho voglia di chiacchierare, perciò vi racconto

E' capitato ieri, mentre tornavo dalla mia lezione di Pilates.
A proposito. Senza alcun dubbio, la mia schiena sta molto meglio da quando in autunno ho iniziato questo corso. Provare per credere. Ma non è di questo che voglio scrivere.
Dunque, dicevo. Ieri mattina pioveva. Niente di serio, intendiamoci. Ma non era proprio il caso di tirar fuori la bicicletta per andare in palestra. Così, non avendo a disposizione la macchina requisita da mia figlia, decido di farmi una bella passeggiata e di andare a piedi.
All'andata sono un po' in ritardo così accelero il passo per non arrivare a lezione iniziata. Al ritorno però ho tutto il tempo di scegliere il mio ritmo e, visto che non piove più, di guardare anche la riviera che in questo periodo ha tutte le acacie del fiume fiorite.
Non me n'ero accorta i giorni scorsi. Ma insomma ci siamo: la primavera dà i suoi frutti.
Nonostante la nostra disattenzione.
I fiori d'acacia!
Ogni anno è mia abitudine raccoglierne un po' per friggerli nella pastella. Non sono male. Hanno un sapore delicato e, udite, udite: piacciono anche a mia figlia che è risaputo essere un po' “delicatina” in fatto di gusti.
Mentre raccolgo qualche "grappolino" e mi faccio una mini doccia causa rami zeppi d'acqua, arriva una nonnina. Mi si avvicina timidamente e sento che mi sussurra qualcosa. Inizialmente non capisco. Parla a voce bassa quasi temendo di disturbare. La incoraggio a ripetere, curiosa di sapere.
Mi dice: “ Lo sa cosa facevamo una volta con questi fiori?”
“ Si, lo so. Si cucinavano. ” dico io dando per scontato che si riferisse alle frittelle.
Ma lei continua. “ E no” dice. “ Non solo quello. Una volta raccoglievamo questi fiori per metterli nel pollaio. Allontanavano i pidocchi dalla cova delle galline. E funzionava, eccome se funzionava!”
“Ma va” dico “Questa non la sapevo proprio! E' una bella curiosità, sa?”
“ Eh!” mi ribatte “ Lei è giovane e certe cose non può saperle, ma io che sono vecchia ne avrei da raccontare.”
Comprendo la necessità del comunicare e vorrei incoraggiarla a dirmi di più. Ma vedo che è un po' imbarazzata ed accenna ad andare. La lascio ringraziandola. Con un sorriso le sottolineo il fatto che ho apprezzato. Sapere qualcosa in più sulla tradizione popolare ( e saggezza) è un arricchimento.
O almeno... lo è per me.