Erri de Luca si definisce "non credente", ma c'è molta più attenzione al mistero in lui che in tanti canonici "credenti".
In questo pezzo che voglio proporvi, c'è una sua riflessione sulla Pasqua che mi piace molto:
"Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza"
Il viaggio di chi crede dura una vita, non credo esistano certezze che pongano fine a tante domande. Il desiderio di comprendere esige una continua ricerca, un approfondimento che, umanamente, è accompagnato anche da dubbi.
Buon cammino a tutti, dunque.
Lu
Di Erri De Luca
“Pèsah - Pasqua è voce del verbo ebraico "pèsah", passare.
Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.
Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della
loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta
perciò ogni segno di presenza.
Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo "pèsah",
passaggio.
Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca,
è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s'azzarda nell'
altrove assetato del credente.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre,
l'uscita d'Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme.
Sono due scatti verso l'ignoto.
Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà.
Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione.
Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato
alla perfetta fede di giungere.
Inciampo e resto fermo,
il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha
salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono
muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli corrieri a
ognicosto, atleti della parola pace.”