Sotto gli occhi di tutto il mondo, in
una situazione particolarmente grave, al sesto scrutinio, secondo
mandato per Napolitano. Prima di lui nessuno con la stessa
riconferma.
Siamo alla frutta, e l'aver implorato
Napolitano a considerare il suo ritorno, ne è la conferma. Per
carità, niente di personale su Napolitano di cui nutro grande stima,
ma lui è la prova dell'incapacità di questo PD di gestire
soprattutto se stesso, cosa molto grave, prima del non saper trovare
argomenti convincenti con gli altri partiti. Il PD esce da questa
prova sconfitto e non sarà facile ricostruire una unità su tali
macerie.
Ora Napolitano ha in mano le carte per
suggerire un governo che dovrà essere di larghe intese. Ma senza la
collaborazione di tutti, l'impresa potrebbe risultare di nuovo ardua.
Certo, non sarà un governo che riuscirà a sopravvivere a lungo, di
questo siamo tutti consapevoli. Ma, almeno, che si riescano a fare
quelle necessarie, indispensabili riforme di cui abbiamo assoluto
bisogno: prima fra tutte una nuova legge elettorale che permetta di
dare un senso al nostro prossimo voto.
Adesso, che Dio ce la mandi buona: la
strada è tutta in salita.