domenica 7 dicembre 2008

Vi ricordate di... “Un medico tra gli orsi” ?



Ieri sera stavo rimettendo in ordine le mie video-cassette, quando mi è capitata fra le mani quella dove ho registrato l'ultimissima puntata della serie televisiva "Un medico tra gli orsi".


Nonostante sia passato qualche anno da quell'ultima visione, credo ancora che quella sia la migliore serie che io abbia mai visto. Incarna il genere narrativo che preferisco: dentro la storia c'è intelligente ironia , originalità, talvolta simpatico surrealismo, un po' di filosofia, c'è la natura nel suo massimo splendore ( adoro quando mostrano l'aurora boreale!) e la dimostrazione che la convivenza con culture diverse può funzionare. Un mix di fattori rari da trovare raccolti insieme.

Una serie assolutamente perfetta.


Non per niente in America, dove è stata creata negli anni novanta, ha riscosso un'enorme successo.


Le prime tre stagioni ( ce ne sono state sei in totale, per 110 puntate complessive) sono state fra le prime venti trasmissioni televisive più viste negli Stati Uniti. La serie è stata premiate ai Golden Globes e agli Emmy Awards. Niente male come risultato, no?

In Italia è stata trasmessa prima dalla Rai, poi da canale cinque e qualche anno fa da rete quattro. Mi ricordo che per seguire le puntate su quest'ultima rete mi alzavo alle sei di mattina: la mandavano più o meno a quell'ora!

La storia è incentrata sulle vicissitudini del dottor Joel Fleischman, giovane medico ebreo newyorkese costretto a esercitare la professione per quattro anni nella sperduta cittadina di Cicely, Alaska, per ripagare un prestito universitario.

Deve quindi adattarsi ad un ambiente rurale, profondamente diverso da quello della metropoli a cui è abituato, e deve convivere con un'umanità e quotidianità del tutto singolari.


I miei personaggi preferiti? Tutti, naturalmente! Ognuno aveva un adorabile carattere che era impossibile non apprezzarne la parte, ma voglio comunque distinguere chi per me era irresistibile: il leggendario Chris del mattino! Toccava a lui aprire la puntata con i suoi spunti di riflessione sulla vita e la realtà che lo circondava.
Grande Chris!




Mi piacerebbe che riproponessero la serie in Tv: appassionerebbe sicuramente tante persone ancora!


2 commenti:

  1. Condivido pienamente. Non ci sono mai state serie simili. Molti l'hanno definita una serie "semplice", ma era nella sua semplicita' che stava la sua grandezza, nel far riapprezzare le cose semplici della vita, che non sono un paio di scarpe nuove e l'aperitivo delle sette. Ed era per le riflessioni che portava che teneva incatenati, non per storie d'amore da telenovelas. Finiva la puntata, si aveva il sorriso sulle labbra e qualcosa a cui pensare...

    RispondiElimina
  2. Ciao Anomimo, grazie per il commento! Hai ragione, la serie incatenava per quei tanti spunti di riflessione che suggeriva. Io ogni tanto mi rivedo ancora le cassette!
    Ciao, spero di risentirti!

    RispondiElimina

Chiunque può lasciare un messaggio purchè decoroso e non offensivo