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domenica 31 gennaio 2010

Sogni ed audacia


Central Park, New York


"O i sogni
sono accompagnati
da una grande audacia
o smettono di essere
sogni."
Luis Sepulveda

giovedì 21 gennaio 2010

La giornata ha cento tasche




"Se si ha molto da mettervi dentro, la giornata ha cento tasche"
 da Umano troppo umano di F.Nietzsche

sabato 2 gennaio 2010

In quel di Jesolo



Sand Nativity edizione 2009




Qualche notizia al seguente link http://www.jesolo.it/ita/sand-nativity-2009.html


sabato 19 dicembre 2009

Diario


 
Australia. La mia amica S., compagna da diversi anni al mitico English course serale, in questo momento si trova nella terra dei canguri e dei koala. Per la seconda volta, pure. Beata lei! Ammetto che la invidio un po'.
Mi piace viaggiare da sempre.
Solo l'idea di programmare un viaggio mi manda al settimo cielo. Va bene qualsiasi posto, non importa che sia lontano, all'estero, o qui in Italia (Paese meraviglioso geograficamente parlando). E' bella l'esperienza del conoscere luoghi così differenti dal posto in cui vivi. E se poi incontri anche culture a te estranee, è ancora meglio. L'incontro, il confronto, lo scambio, arricchiscono sempre. Ti cambiano dentro.
Ricordo il primo viaggio fatto da sola senza la famiglia. Avevo undici anni e già tanta voglia di esplorare il mondo. L'occasione fu un' offerta vacanze proposta dalla scuola in occasione del Gemellaggio tra Jesolo ed Epinal, Francia. Il progetto per quell'anno era indirizzato a ragazzi dagli undici ai quattordici anni. Destinazione Gerardmer una località tra i monti arricchita da un lago e da una natura incontaminata, a 34 chilometri da Epinal. Ho ancora presente il momento in cui la maestra propose la cosa in classe.

Mentre lei descriveva i dettagli, già la mia mente vagava immaginandomi in viaggio. E tutto il seguito. La vacanza era prevista per luglio, quindi finiti gli esami di licenza elementare. Tre settimane piene. Quale momento migliore della pausa estiva dalla scuola, pensavo. Avevo un sacco di tempo a disposizione, io.
Certo, bisognava convincere i genitori...e non era cosa da poco...
Credo d'averli supplicati per un mese intero, ma forse anche di più. La decisione fu presa ( penso per sfinimento) l'ultima settimana disponibile per dar conferma all'iniziativa. Ormai avevo quasi perso le speranze quando mi dissero di si. Era maggio e da quel momento non aspettai altro che partire. Insieme a me vennero anche altre tre compagne di classe. Il che andò a fagiolo in quanto nella struttura dove alloggiammo ci assegnarono una stanza per quattro. Ricordo che, oltre al gruppo di noi italiani, il centro ospitava anche inglesi e francesi, tutti ragazzi più o meno della nostra età. Come accompagnatori avevamo degli insegnanti, i quali conoscevano già alcuni di noi più grandicelli essendone gli educatori a scuola.


Che dire, ho ricordi splendidi di quell'esperienza. Fu la prima volta per un sacco di cose. La prima volta che andai all'estero, la prima volta che toccai la neve d'estate mentre attraversavamo le Alpi, la prima volta che vedi i nidi di cicogna sui tetti di casette da fiaba, la prima volta che conoscevo degli stranieri, la prima volta che dormii in tenda (per ben due sere). La prima volta che vidi importanti musei ed altre meraviglie. Una volta alla settimana avevamo un'escursione in pullman che durava tutta la giornata. Fu la prima volta che sentii parlare del Consiglio d'Europa di Strasburgo perchè ci portarono a visitare la sede. Che emozione trovarsi in quelle grandi sale: era tutto così grandioso ai miei occhi! Fu anche la prima volta che vidi una donna condurre un pullman. Lo ricordo perchè guidava come una pazza, a detta di una delle nostre insegnanti. Ne rimase letteralmente sconvolta visto che, l'incauta autista,  sfiorò più volte delle rocce di una montagna ai bordi della strada...
Ho visitato la casa di Giovanna D'arco ed attraversato il Reno per entrare in Germania. Tappa Baden Banden, una linda cittadina che mi colpì per l'estrema cura e pulizia di strade, giardini e parchi. Ricordo i paesaggi dei Vosgi che attraversavamo percorrendo la regione della Lorena. Era tutto un saliscendi di strade collinari immerse nel verde, a volte strette e piene di curve. Certi villaggi sembravano usciti da un libro di fiabe talmente erano “curiosi”. Mi chiedo se dopo tutti questi anni sia rimasto qualcosa di tutta quella bellezza...
Comunque, finita la vacanza, tornai a casa con tanta nostalgia per il posto che avevo lasciato. Sapevo che difficilmente l'avrei rivisto.

giovedì 17 dicembre 2009

C'era una volta...ultima parte


Era una grande festa da pregustare lentamente nell'attesa della partenza. Il giorno predestinato poteva essere il 23 o la vigilia di Natale. Dipendeva dalle ferie di papà e da come riusciva a delegare i vari impegni per concedersi qualche giorno d'assenza. E comunque, il giorno stabilito si partiva molto presto pregando di non incontrare le nebbie o la neve che spesso comparivano a complicare le cose. Non ho un buon ricordo del tempo meteorologico del periodo. Arrivavamo in Lombardia spesso accompagnati da cielo grigio che era capace di stabilizzarsi per tutta la vacanza. Non ho mai capito se quella capa fosse colpa dell'inquinamento o se fosse frutto di stagione. Certo che l'aria che respiravamo appena arrivati era ben diversa da quella a cui eravamo abituati. Comunque, la felicità di vedere nonni, zii e cugini era talmente grande che tutto passava in secondo piano.

Nel giorno della vigilia, nonna preparava brodo con i cappelletti e il capitone in umido. Noi ragazzi, in realtà, non eravamo troppo entusiasti del capitone, ma mio padre ne diventava matto. Mia madre perpetua ancora la tradizione tutti gli anni. Al pranzo di Natale, io e mio fratello eravamo soliti mettere la letterina dei buoni propositi sotto il piatto di papà. Ricordo la timidezza mista ad un po' di vergogna quando la leggeva ad alta voce davanti a tutti. Non era un'abitudine quotidiana mostrare del tenero sentimentalismo nei nostri rapporti: l'educazione era severa, di tutt'altro genere di quella a cui siamo abituati oggi. Perciò l'imbarazzo era tanto. Ma almeno quel giorno, sentivamo quasi un obbligo il dover promettere che saremmo diventati più buoni ed ubbidienti. Naturalmente quelli erano propositi che duravano la bellezza del pranzo poi, neanche a dirlo, il comportamento tornava quello di sempre. Natale riuniva anche gli zii che vivevano fuori casa perchè ormai sposati. Così, capitava che in cucina ci trovassimo più di venti. Il pomeriggio gli uomini giocavano a carte e le donne se la raccontavano. Io e mio fratello, con diversi cugini più o meno della stessa età, giocavamo per conto nostro. Che caos! Ma anche una grande gioia. Ripenso a quel tempo con grande nostalgia.
Uno degli ultimi Natali prima che morisse, nonna regalò a me personalmente un piccolo presepe con tanto di lucina che illumina la Santa Famiglia.
Quel presepe lo possiedo ancora.
Inutile dire che mi è molto caro.

sabato 7 novembre 2009

Oggi sono in vena di ricordi...

...grazie ad una canzone di Steve Wonder che ho da poco sentito. E' incredibile che dopo tanto tempo la trasmettano ancora per radio..



Ogni volta che la sento mi tornano in mente i giorni ad Amsterdam, anche se sono passati una trentina d'anni, credo. Dormivamo al terzo piano di un ostello in centro e al mattino ci svegliava proprio questa canzone.
Amsterdam è stata la prima meta della nostra vacanza nei Paesi Bassi, il nostro primo approccio con il paese dei tulipani e dei mulini a vento che tanto aveva attratto due cugine, mia sorella e me. Ricordo una città per lo più grigia, dato che il tempo fu parecchio inclemente con noi in quei giorni. E anche continuando il viaggio, e nonostante fosse agosto, avremo visto il sole non più di una decina di volte su un totale di venti giorni di permanenza. Ricordo in particolare che a metà mese vedevamo i ragazzi andare a scuola indossando già il cappotto Loden, cosa parecchio strana ai nostri occhi per il periodo! Mentre ci coricavamo alla sera, avvolti nelle nostre coperte di lana, pensavo a casa e al caldo che pativano in Italia. Amsterdam ed il fascino dei suoi canali, le biciclette che in gran numero sfrecciavano ovunque, i suoi musei, ma anche le donnine in vetrina a proporre con noncuranza il proprio corpo, i ragazzi per strada che proponevano “la roba” come se fosse la cosa più naturale al mondo. Un po' scioccante per me che arrivavo dalla provincia... A dir la verità, ho apprezzato molto il più il resto del Paese che si è rivelato poi essere tutt'altra cosa in fatto di bellezza.
Chissà che non mi prenda un altro attacco nostalgico...! Potreste correte il rischio di sapere anche il resto della storia...

venerdì 30 ottobre 2009

I giorni passati



«Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c'è più.»
                                          Tiziano Terzani



martedì 20 ottobre 2009

Un compleanno importante



Ecco, ci siamo. Oggi mia figlia diventa maggiorenne. Non mi sembra vero... Nel senso che ai miei occhi lei è ancora una ragazzina bisognosa di tutte le mie attenzioni. In realtà non è affatto così. Lei stessa mi dà modo ogni giorno di sorprendermi per la maturità e l'autonomia con cui prende tutte le sue decisioni. E' diventata adulta e io non mi sono quasi resa conto, talmente il tempo è passato in fretta! Sembra ieri che la tenevo tra le braccia all'ospedale dopo il parto. Parto cesareo per precisione. Deciso tra l'altro dopo aver tentato in tutti i modi il parto naturale, che invece mai sarebbe potuto avvenire. Totale ore di sofferenze sempre più ingestibili oltre 22. Nonostante tutte le ecografie e visite fatte, il mio ginecologo non poteva sapere che avevo una malformazione seria all'utero, cosa che avrebbe messo a serio rischio la vita della bambina e anche la mia. “Ma questo non si poteva sapere prima di aprire chirurgicamente” ci disse il medico poi. Ero un caso da manuale perchè evento raro, roba da letteratura che lui personalmente, dopo tanti anni di onorabile carriera, non aveva mai avuto occasione di sperimentare prima. Poco consolante sapere la cosa quando avevo appena avuto quella che per parecchio tempo ho considerato una delle peggiori esperienze della mia vita. E pensare che il corso preparatorio al parto mi aveva talmente rasserenata da non avere la benchè minima preoccupazione al riguardo. Prima. Poi, quando sono cominciate le prime doglie e le contrazioni mi ripetevo “Ce la posso fare, ho imparato il metodo per rilassarmi, per respirare nel modo giusto. Ce la posso fare. Ho il controllo della situazione. Mi sento sicura.” E invece niente perchè poi tutto è precipitato in dolori che non riuscivo più a controllare. La bambina era bloccata con la testa in una fossetta e mai sarebbe potuta nascere da sola. Finchè il medico, finalmente, vedendomi che non avevo più fiato per respirare, decise per il cesareo. E ci salvò la vita. Non è così che si dovrebbe ricordare la nascita dei propri figli. A volte però succede che le cose non vadano come previsto, così, alla fine, ringrazi Dio che non sia successo il peggio.

Comunque, a parte questa parentesi, ora ho una figlia meravigliosa che oggi compie diciott'anni.
Auguri Sara. Spero che tu riesca a realizzare tutti i bei progetti che hai sognato per il tuo futuro. Io sarò sempre lì,vicino a te, pronta a sostenerti!


lunedì 28 settembre 2009

Tra i colli vicentini



Fine settembre, fine estate. Ma, grazie al tempo che generosamente ci regala ancora bellissime giornate, è ancora il caso di approfittarne per fare delle lunghe passeggiate immersi nella natura. Ieri l'occasione ci è stata offerta dalla manifestazione “Scollinando” svoltasi a Montecchio Precalcino, Vicenza. L'appuntamento si ripete ormai da quattro anni, ma il percorso che rigorosamente facciamo a piedi, su e giù per il colle, è ogni volta diverso. E caspita! Ieri abbiamo camminato proprio una cifra!! Quasi tre ore, facendo delle brevi soste, con le guide che graziosamente ci davano informazioni sui vari siti che potevano destare qualche interesse.

Per noi , sorella e cognato, è soprattutto un'occasione per vederci, per stare insieme e godere della reciproca compagnia. Dunque, la cosa funziona in questo modo. Il ritrovo è pomeridiano, in villa Cita. Da qui, ogni quindici minuti, parte un gruppo di baldanzosi podisti accompagnati da una guida.



Il nostro gruppo parte alle 15.15 circa. Fa caldo, ma una leggera brezza ci accarezza il viso. Risaliamo il colle e prendiamo via Bastia. Questo primo pezzo di percorso ormai lo conosciamo, siamo già alla nostra terza partecipazione all'iniziativa. La tranquillità di questi posti è tangibile. Senti solo il canto di qualche uccellino e l'abbaiare dei cani che fanno da guardia alle case che incontriamo. Superiamo il roccolo che abbiamo visitato in una delle edizioni passate. Ora non è più in uso e rimane come testimonianza di un recente passato.
A proposito, tutti sanno cos'è il roccolo? Immagino di no, perciò vi rimando a questo link:http://www.scalve.it/percorsi/roccoli.htm .
Parlando di cacciagione, mi viene in mente che, l'altro giorno con il monticiano, si parlava del piatto veneto “ poenta e osei”. Beh! Ieri mi hanno confermato che da queste parti è ancora una prelibatezza... poveri uccellini! Io, intanto, mi vanto di non averlo mai assaggiato...


La passeggiata prosegue in valle, attraversando campi e piccoli percorsi sterrati. Qualcuno trova dei funghi piopparelli che suggeriscono l'idea di un risotto particolarmente profumato! Lo guardiamo con un po' d'invidia mentre li raccoglie...

Dopo qualche chilometro, si arriva a Levà, piccola frazione di Montecchio, dove è offerto un piccolo ristoro che ci ricarica di energie. Lì ci aspetta una collaboratrice dell'organizzazione particolarmente informata. Ci parla delle origini della frazione arricchendo il racconto con qualche aneddoto curioso legato alla storia del campanile.
Proseguiamo per ritornare in zona colli dove risaliamo un ripido pendio di quella che è considerata probabilmente la zona più antica di Montecchio Precalcino. Sono state ritrovate tracce d'insediamenti risalenti all'età del paleolitico e del bronzo.Lì visitiamo la tenuta Bastia Saccardo. Il proprietario è un produttore eccellente di vini DOC che gentilmente ci ospita nella sua cantina e ci regala un assaggio del suo prosecco.
Potevamo concludere il tour in miglior modo? NO...appunto.

venerdì 25 settembre 2009

A Mike M.



Inutile...non faccio che pensarci...

Oggi ho ricevuto una mail che mi ha letteralmente disorientato. Poche righe che spiegano l'assenza di quasi quattro mesi. Insolita la cosa, pensavo giusto ieri. Non è mai capitato che passasse un così lungo periodo tra una mia lettera e una loro risposta. Mi sono data un sacco di motivi in queste settimane e, non volendo forzare le cose, ho semplicemente aspettato. Si sa, certi rapporti, soprattutto se a distanza, possono esaurirsi nel tempo.
Oggi ho saputo che a giugno è mancato Mike, il marito di Linda, il papà di Annie, una carissima ragazza di Pittsburgh che ho ospitato due anni fa. Una morte improvvisa, mi dicono, inaspettata....devastante.
E io, ora, sono qui a chiedermi: ma cos'è in fondo la nostra vita! Nient'altro che un singolo battito d'ali nel trascorrere del tempo. Ed è veloce il nostro passaggio. Perchè ce lo scordiamo così spesso? Perchè ci avveleniamo la vita in cose per lo più futili?

A Mike.
 CONTINUITA'
 Walt Whitman

Niente è mai veramente perduto,
o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità,
nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza,
nessuna cosa visibile;
L'apparenza non deve ostacolare,
né l'ambito mutato confonderti il cervello.
Vasto è il Tempo e lo Spazio,
vasti i campi della Natura.


Il corpo, lento, freddo, vecchio,
cenere e brace dei fuochi di un tempo,
La luce velata degli occhi
tornerà a splendere al momento giusto;
Il sole ora basso a occidente
sorge costante per mattini e meriggi;
Alle zolle gelate sempre
 ritorna la legge invisibile della primavera,
Con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

domenica 13 settembre 2009

Domenica e Lunedì

Qualche anno fa, quando mia figlia finì le scuole elementari, una delle sue insegnanti volle fare un regalo a tutti i suoi alunni. Preparò una cassetta musicale con alcune canzoni che per lei avevano un significato particolare e, a questa, allegò una lettera personale, scritta distintamente per ognuno di loro. Fu un pensiero molto delicato e commovente che ci colse tutti di sorpresa. Conserviamo ancora quella lettera e quella cassetta perchè le consideriamo un dono prezioso. Tra le canzoni registrate, c'era questa che a me piacque particolarmente.

Read

Domenica e Lunedì Lyrics

here.
                              Domenica e Lunedì
A. Brandardi/L. Zappa Banduardi
No, non perdetelo il tempo ragazzi,
non è poi tanto quanto si crede;
date anche molto a chi ve lo chiede,
dopo domenica è lunedì.
Vanno le nuvole coi giorni di ieri,
guardale bene e saprai chi eri;
lasciala andare la gioia che hai,
un giorno forse la ritroverai.
Camminano le ore,
non si fermano i minuti;
se ne va,
è la vita che se ne va;
se ne vo,
di domani nessuno lo sa.
Dopo domenica è lunedì.
No, non perdiamolo il tempo ragazzi,
non è poi tanto quanto pensate;
dopo l'inverno arriva l'estate
e di domani nessuno lo sa.
Camminano le ore,
non si fermano i minuti;
se ne va,
è la vita che se va;
se ne va,
dura solo il tempo di un gioco;
se ne va,
non sprecatela in sogni da poco;
Se ne va,
di domani nessuno lo sa.
Non si fermano i minuti,
dopo domenica è lunedì.
Camminano le ore
ed il tempo se ne va;
non si fermano i minuti,
di domani nessuno lo sa.
Dopo domenica è lunedì.
No, non perdetelo il tempo ragazzi,
non è poi tanto quanto si crede;
non è da tutti catturare la vita,
non disprezzate chi non ce la fa.
Vanno le nuvole coi giorni di ieri,
guardale bene e saprai chi eri;
è così fragile la giovinezza,
non consumatela nella tristezza.
Dopo domenica è Lunedì...
Domani inizia la scuola qui in Veneto. E allora, buon lavoro ad insegnanti e studenti!

martedì 4 agosto 2009

Rieccoci qua, sani e salvi...

...e già pieni di nostalgia per il bel paese lasciato!
Siamo rientrati questa sera e sento un pò la stanchezza del viaggio, perciò in questo post lascio solo una dedica a tutti i compagni di ventura che hanno condiviso con noi l'esperienza di questi giorni. Un grazie particolare ad Antonella e Paolo che tanto hanno lavorato perchè tutto funzionasse nel migliore dei modi .




Per chi non conoscesse la canzone, ecco una nota presa da Wikipedia.


Auld Lang Syne, nota in Italia come "Valzer delle candele", è una canzone tradizionale diffusissima nei paesi di lingua inglese, dove viene cantata soprattutto nella notte di capodanno per dare l'addio al vecchio anno e in occasione di congedi, separazioni e addii (per esempio dai compagni di classe alla fine di un corso di studi, o dai commilitoni al temine del servizio militare, o dai colleghi di lavoro in occasione del pensionamento di uno di loro, o ancora per salutare gli amici conosciuti in vacanza al momento del rientro).

Il titolo della canzone, Auld Lang Syne, è un'espressione scozzese ormai accolta anche nei dizionari inglesi dove è tradotta letteralmente come “old long since”, o, in modo meno aderente all'originale scozzese ma senz’altro più corretto, “the good old days” nel senso de “i bei tempi andati”; il testo della canzone è un invito a ricordare con gratitudine i vecchi amici e il tempo lieto passato insieme a loro
.

Thanks, again.


giovedì 5 marzo 2009

omaggio a Lucio Battisti


Lucio Battisti, 5 marzo 1943 – 9 settembre 1998.
Oggi sarebbe stato il suo compleanno. Quanti ricordi legati alle sue canzoni! Lo adoravo, semplicemente!

Almeno sino alla sua collaborazione con Mogol, poi mi è piaciuto meno. La sua musica ti coinvolgeva sentimentalmente.La descrizione delle emozioni era così semplice, così vera. Passavo ore a guardare il cielo alla finestra avendo come sottofondo le sue canzoni. Un grande!



venerdì 20 febbraio 2009

Una notizia inaspettata

Fa sempre piacere sapere che le persone si ricordano di te anche dopo tanti anni.

E' capitato che, parlando con mio padre, mi dice:

“Sai chi ho visto stamattina ?”

“ Non so immaginare” rispondo
“ Ho visto Marcello e mi ha chiesto di te.” continua lui sorridendo.
“ Marcello?? Non mi dire...ma si ricorda ancora di me? Sono passati diciassette anni e tanta acqua sotto i ponti da quando l'ho visto per l'ultima volta!”

Marcello è uno dei due titolari dell'ufficio dove ho lavorato per quasi otto anni prima di trasferirmi e di fare la mamma a tempo pieno. Facevo parte di un team di sette ragazze che lavoravano come impiegate in uno studio di commercialisti. In qualità di ragioniera, il settore di cui mi occupavo era la contabilità, lavoro che non ho mai rimpianto d'aver lasciato in quanto parecchio noioso!

Tornando a Marcello, ricordo quell'uomo particolarmente generoso, sensibile e attento nei nostri confronti. E' una dote assai rara come ho riscontrato nei diversi datori di lavoro che ho avuto, perciò doppiamente apprezzabile.

Saluti a te Marcello e grazie della simpatia dimostratami!

domenica 7 dicembre 2008

Vi ricordate di... “Un medico tra gli orsi” ?



Ieri sera stavo rimettendo in ordine le mie video-cassette, quando mi è capitata fra le mani quella dove ho registrato l'ultimissima puntata della serie televisiva "Un medico tra gli orsi".


Nonostante sia passato qualche anno da quell'ultima visione, credo ancora che quella sia la migliore serie che io abbia mai visto. Incarna il genere narrativo che preferisco: dentro la storia c'è intelligente ironia , originalità, talvolta simpatico surrealismo, un po' di filosofia, c'è la natura nel suo massimo splendore ( adoro quando mostrano l'aurora boreale!) e la dimostrazione che la convivenza con culture diverse può funzionare. Un mix di fattori rari da trovare raccolti insieme.

Una serie assolutamente perfetta.


Non per niente in America, dove è stata creata negli anni novanta, ha riscosso un'enorme successo.


Le prime tre stagioni ( ce ne sono state sei in totale, per 110 puntate complessive) sono state fra le prime venti trasmissioni televisive più viste negli Stati Uniti. La serie è stata premiate ai Golden Globes e agli Emmy Awards. Niente male come risultato, no?

In Italia è stata trasmessa prima dalla Rai, poi da canale cinque e qualche anno fa da rete quattro. Mi ricordo che per seguire le puntate su quest'ultima rete mi alzavo alle sei di mattina: la mandavano più o meno a quell'ora!

La storia è incentrata sulle vicissitudini del dottor Joel Fleischman, giovane medico ebreo newyorkese costretto a esercitare la professione per quattro anni nella sperduta cittadina di Cicely, Alaska, per ripagare un prestito universitario.

Deve quindi adattarsi ad un ambiente rurale, profondamente diverso da quello della metropoli a cui è abituato, e deve convivere con un'umanità e quotidianità del tutto singolari.


I miei personaggi preferiti? Tutti, naturalmente! Ognuno aveva un adorabile carattere che era impossibile non apprezzarne la parte, ma voglio comunque distinguere chi per me era irresistibile: il leggendario Chris del mattino! Toccava a lui aprire la puntata con i suoi spunti di riflessione sulla vita e la realtà che lo circondava.
Grande Chris!




Mi piacerebbe che riproponessero la serie in Tv: appassionerebbe sicuramente tante persone ancora!


sabato 25 ottobre 2008

lunedì 20 ottobre 2008

Sade, e tanti ricordi...

Quanti bei ricordi mi tornano in mente quando sento questa cantante! Ritorno esattamente al 1985, e giù di lì… periodo particolarmente felice della mia vita…

Di Sade ho ancora tutte le sue cassette…Già! Allora si usavano le cassette musicali che ora sono diventate preistoria…quanta nostalgia di quei tempi!

Sigh...

martedì 19 agosto 2008

Biciclettata di S.Rocco.

Non me la sono persa neanche quest’anno!

Anche se il tempo prometteva pioggia, la manifestazione si è svolta lo stesso, accettando anche qualche goccia durante il tragitto.

Partenza P.tta Degli Storti ore 9.00.

La mia amica ed io eravamo un po’ in ritardo, perciò ci siamo aggiunte alle già tante biciclette a percorso iniziato.

Destinazione Mira.

La prima tappa al ponte ciclopedonale di particolare fattura e bellezza estetica, che risale all’800.

Proseguendo lungo il Brenta, la nostra seconda meta è stata un altro ponte girevole,ancora manovrato manualmente, anch’esso oggetto d’interesse storico, in località Valmarana.

Quando abbiamo raggiunto la terza tappa, Villa Widman Foscari, le nuvole intanto si facevano sempre più scure minacciando acqua…

Qui ci aspettava pazientemente una guida. In maniera simpatica ed esaustiva, ci ha accompagnato all’interno della villa invitandoci ad immedesimarci in quel fastoso mondo vissuto dalla nobiltà veneziana del passato.

Villa Widmann-Foscari era un’ elegante e ricca dimora, abbellita con decorazioni e dipinti. Ospitò, tra gli altri, Goldoni, D’Annunzio e Strawinsky. All’interno, il salone delle feste è decorato con un ciclo di affreschi a soggetto mitologico. Ora è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Venezia.

Ero già stata qualche tempo fa a visitare quei meravigliosi affreschi, ma ogni volta è sempre piacevole ritornare in quel posto.

Intanto fuori è iniziato a piovere a dirotto!! Così la nostra guida gentilmente si è dedicata a noi oltre il tempo dovuto, raccontandoci ulteriori curiosità legate alle famose personalità che hanno frequentato la villa.

In una sala laterale è esposto un antico felze originale.
Il felze è una cupola che veniva posta sulla gondola per proteggere il passeggero dalla pioggia , dalle intemperie e… dagli sguardi indiscreti dei veneziani. Bello davvero!

Aspettando che smettesse di piovere, abbiamo sostato nella barchessa vicina dove ci sono stati offerte anguria e melone. Che curiosa sensazione trovarci a “banchettare” nello stesso spazio dove i nobili usavano farsi servire almeno trenta portate! Altri tempi! Lì non si badava alla dieta!!!

Per nostra fortuna, dopo un po’ il cielo è tornato sereno e spuntava timido un po’ di sole. Era ora di ritornare, così il nostro serpentone di bici si è impadronito della statale! Eravamo in tanti, credo più di cento, perciò facevamo effetto quando passavamo. Per la nostra sicurezza, ci ha accompagnato per tutto il percorso la protezione civile oltre al gruppo “Trovemose”, che sempre è presente ad offrire il proprio aiuto nel segnalare il nostro passaggio.

Punto d’arrivo Villa Angeli, dove abbiamo concluso con un bel rinfresco sotto l’ombra degli alberi del parco. Perfetta conclusione per una gita altrettanto perfetta!

Arrivederci al prossimo anno.

mercoledì 25 giugno 2008

Come una cometa


E' arrivata e se n'è andata... Haley intendo...

E' partita questa mattina, con il resto del gruppo, per continuare questa sua magnifica esperienza che è il viaggio in Europa.

Che dire di questi due giorni passati insieme?
Mah, ...i sentimenti sono contrastanti...non c'è stato il feeling dello scorso anno e questo mi dispiace un pò...ma è una cara ragazza, e questo è stato sufficiente.

Comunque, ogni esperienza va vissuta cercando di trarne il meglio ed è quello che ho intenzione di fare io.
Dopo che era partita ho trovato un piccolo biglietto sul tavolino in camera che dice:
-"...Italy is beautiful, and you are beautiful people..." Mi ha commosso!
Goodbye Haley...