6 militari italiani morti e 4 feriti. Tra i civili afghani, altri sedici morti più decine di feriti. Ieri è stata una giornata segnata da un pesante lutto.
Penso alle famiglie di quelle persone che torneranno dentro ad una bara e alla loro vita che non sarà più quella di prima. Hanno perso chi era partito per una missione di pace, conoscendone i rischi, certo, ma pur sempre una missione di pace. E' giusto chiamarla così? No, certamente no. E' una missione, punto. Stanno lavorando per evitare che il paese ritorni in mano a fanatici e terroristi. E di questo il presidente Karzai ringrazia. I militari corrono rischi per la loro vita. E' un dato di fatto. E' una missione dove, loro malgrado, vengono coinvolti in azioni di guerra e a volte succede il peggio.
Esprimo la mia tristezza per le vittime.
Unisco la mia tristezza alla tua
RispondiEliminaE' anche la mia rabbia, in queste schifose guerre, sono sempre le donne a piangere di più.
Mariti e figli te li strappano da petto per non vederli piu, mai più
Chi asciugherà le lacrime di chi è restato a piangere.
Chi darà giustizia a questi morti , dovremmo essere noi ma noi non siamo più in grado di fare niente e cosi restiamo a guardare la potenza degli imbecilli...degli imbecilli.
Riposate in pace cari figli.
RispondiEliminaUn particolare però mi colpisce molto: si tratta di giovani del Sud d'Italia.
Se qui c'era lavoro sarebbero andati a fare quel mestiere?
Queso penso sia una dei problemi se non il più grosso.
anch'io penso siano i rischi del mestiere. Mi fa tristezza pensare che questi ragazzi non abbiano avuto un'alternativa di lavoro, mi infastidisce la retorica scontata ed ipocrita (voglio essere sincera)...
RispondiEliminanon voglio credere che ci siano guerre giuste...
mi ha urtato ieri un sapientone alla TV che ha detto che adesso c'è l'emozione del popolino che ci spinge a pensare che questa guerra sia inutile, ma che chi è dentro alle cose cioè chi conta, sa che questa è una guerra necessaria...
allora io dico: perchè non dicono quali sono i veri obbiettivi così ci mettiamo tranquilli.
Ma soprattutto chiamiamo le cose con il loro nome...non esiste una via di mezzo, la guerra è guerra e la pace è assenza di guerra, ma si sa io faccio parte del popolino ho umori elementari.
Perdonami se ti sono sembrata un fiume in piena, ma così mi sento. baci A
Mi associo al Monticiano.
RispondiEliminasono sempre lacrime amare quelle che si versano per le vittime della guerra, che sia - per dirla alla Cremonini - "santa, giusta o sbagliata" ... mi associo nella tristezza e nel cordoglio.
RispondiEliminaMi unisco alla vostra tristezza...
RispondiEliminaCinzia
a il monticiano:
RispondiEliminaI 30 mila posti di lavoro che nessuno vuole
Si cercano falegnami, meccanici, parrucchieri, elettricisti Senza risposta un terzo delle ricerche delle piccole imprese...
corriere della sera 20.09.2009
http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_20/sergio_rizzo_i_30_mila_posti_di_lavoro_che_nessuno_vuole_c6f1ddfe-8d48-11de-ac5b-00144f02aabc.shtml
ps
RispondiEliminaormai questi lavori "veri" ci fanno schifo.
E non ricominciamo con le solite...gli stranieri sfruttati che costano meno ecc ecc
Questi sono dati confartigianato...
quindi micro aziende che cercano lavoranti da mettere in regola.
E credimi che non esistono contratti diversi per italiani e stranieri.
Questo dice la legge e ccnl in italia.
Industria e stato sono in fallimento...
La politica continua a proteggerli ma credo sia arrivato il momento di tornare a credere nelle cose semplici e vere.
Quelle pulite
Come dicevano una volta:"...intanto impara un mestiere..."
I soldati conoscono i rischi che comporta la "missione di pace". Credo che partano con in mente la convinzione di essere utili, se non necessari, a situazioni difficili.
RispondiEliminaNon le condivido tali missioni, ma rispetto profondamente chi ha scelto di partire,non ci importa per quale ragione, sapendo a quali rischi andava incontro.
un pensiero ai nostri soldati è d'obbligo, ma non chiamateli eroi.
RispondiEliminaVieni a leggere da me