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sabato 25 dicembre 2010

E' ri-nato

il presepe allo squero

Per celebrare questa Santa Notte, ho scelto fra le mie letture questo vibrante componimento scritto e ispirato dalla Cappelli che non pensava al Natale , ma ad una semplice, umana natività.  Del resto, anche quella  del Cristo stesso è stata una natività umana e certo Maria avrà provato le stesse, medesime, intense ed indimenticabili sensazioni di tante altre madri.

Di Fiorella Cappelli
VITA; Dialogo di "luce" nell'ombra

"Trepida l'attesa
Ti sentivo vivere in me...
Quanta gioia mista a timore
Tu ed io...corpo nel corpo
Cuore nel cuore...quanti battiti...
Il mio quasi a fermarsi
per ascoltare il tuo, così galoppante
ed irrequieto
come il mio desiderio di vederti...
Ed ora che il dolore mi lacera le carni
tu mi liberi, dalla mia sofferenza
dalla mia attesa interminabile...
ECCOTI...
Nella penombra sei la luce più bella
Lo scatto di vita che qualcuno immortalerà
Chiaroscuro di attese divenute certezze
ECCOTI...
Anima mia...
Ora, qui, sul mio grembo, scivoli...
tra le mie mani che ti accarezzano sfiorandoti
ti osservo, con occhi velati
e il mio respiro è  tuo...
......

ECCOMI...
A chiedere protezione, a dare amore,
innocenza, speranza...
legato cordone, al respiro della tua vita
che fa essere  TUO FIGLIO
tienimi così...stretto a te
non c'è culla più bella
di questo tuo morbido ventre
umido e caldo...
tienimi, per un attimo di vagito,
ancora assopito...tra questi silenzi d'amore,
MAMMA."


Auguro un autentico Natale a tutti i credenti.
E per gli altri, serene festività.

sabato 26 dicembre 2009

Perchè sono nato, dice Dio


 
"Sono nato nudo,
dice Dio perchè tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero
perchè tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perchè tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole,
dice Dio perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona,
dice Dio perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo perchè tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato
perchè tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio per portare tutti alla casa del Padre."
Lambert Noben

mercoledì 23 dicembre 2009

Cos'è...

...il Natale?
(E' un post che pubblicato lo scorso anno ma, visto che la riflessione non è cambiata...)
Cos'è.
Me lo sono chiesta spesso. E di nuovo anche quest'anno.
E' vero che, da adulti, guardiamo questa festa con occhi diversi rispetto ai bambini. Per loro il Natale è magia, è grande emozione, è attesa. Probabilmente più dei regali che di Gesù che rinasce. Ma resta sempre un'attesa.

Noi adulti viviamo la cosa differentemente. Crescendo abbiamo perso quell'incanto tipico dei bambini che rendeva tutto così speciale.
Il punto è che, strada facendo, abbiamo anche perso di vista lo spirito vero del Natale.


Il Natale dovrebbe ricordarci che Gesù è venuto sulla terra per aiutare gli uomini a cambiare la loro vita. E' venuto ad insegnarci che è possibile vivere in modo diverso, più autentico.
Da qui dovremmo partire per fare la nostra riflessione sul significato vero di questa festa.


Si, d 'accordo, è bello vedere le strade illuminate a festa, gli alberi accesi, i presepi più originali, ma...a che serve tutto ciò?? Mi aiuta a diventare migliore?


Personalmente non trovo abbia molto senso tutto questo falso clima gioioso. C'è una leggera punta d'ipocrisia che aleggia nell'aria. Si percepisce proprio. Ognuno è alla ricerca del proprio bene e, al massimo, di quello per i propri cari. Questa è la verità.
E' spesso un falso buonismo che dura la bellezza di un giorno. E poi...
Poi non ci si accorge di chi ci sta intorno perchè la verità è che siamo diventati tutti più egoisti. L'individualismo è sempre più preponderante nella nostra società e questo guasta il nostro vivere, le nostre relazioni. Non riusciamo più a trovare i canali giusti per entrare in sintonia con gli altri. Badiamo al nostro orticello, e guai a chi lo tocca!
Accettiamo tutto questo come normale stile di vita, così arido e sterile che non lascia speranze per esempio alla solidarietà, o alla condivisione anche di un semplice pensiero o emozione.


E allora?


Che futuro ci attende se siamo sempre più proiettati in questo senso?


Che augurio è lecito farci senza essere ipocriti?