domenica 31 ottobre 2010

Nella pioggia, i colori dell'autunno...e l'Amore

rain/nature Pictures, Images and Photos


Circa l'argomento del giorno...
avrei tanto la tentazione di parlare di Silvio e delle nefandezze che ci propone servite su un piatto d'argento (Lui che lavora tanto ha il sacrosanto diritto di concedersi qualche svago, dice...)
MA NON VOGLIO ROVINARE il mio millesimo post, niente affatto!
E quindi non cederò al forte invito di lanciare qualche insulto, no!

Tento di riacquistare la calma, respiro a fondo, e mi concentro su un altro topic.
Parliamo di sentimenti. Almeno quelli, se positivi, scaldano il cuore. E in una giornata come questa, se ne sente proprio il bisogno.
Oggi ho letto il bellissimo post di GIORGIO (da leggere assolutamente,  cliccando sopra)
E a questo mi riallaccio per fare qualche personale, modesta, considerazione.


E' interessante riflettere proprio sull'affermazione iniziale di Giorgio:
“Chi pensa che ti amo sia una espressione che ha per tutti lo stesso significato si sbaglia di grosso.
E' vero l'esatto contrario: ciascuno di noi quando dice ti amo dice una cosa che ha un significato estremamente soggettivo.”
Condivido. A quelle due parole diamo ognuno una valenza del tutto particolare e unica a seconda del nostro particolare “sentire”. E della nostra esperienza di vita vissuta in fatto di sentimenti. Si parla di rispetto nel post ed è proprio su questo punto che, secondo me, bisogna focalizzare l'attenzione: dal rispetto del personale percepire un sentimento che inevitabilmente è qualcosa di differente per ogni animo umano. Personalmente credo sia un errore porsi la domanda : “ma l'altro mi ama con la stessa intensità con cui l'amo io?” E' una domanda a cui non troveremo mai la risposta assoluta. Come si fa a “pesare” l'amore? Ognuno dona con esclusive risorse, chi è che può stabilire quali sono le migliori? Certo è che, per parlare d'amore, le rispettive percezioni di una coppia devono entrare in sintonia quanto più possibile. E per questo che si, è necessario prestare attenzione ai fatti più che alle parole, tenendo conto che queste ultime possono essere smentite facilmente se non c'è un coinvolgimento concreto più che percettibile. Quanto alla domanda di Aliza se sia più vitale amare o essere amati...beh! Credo che entrambi siano “bisogni” talmente importanti per ognuno che non mi sento di privilegiare l'uno a dispetto dell'altro.

venerdì 29 ottobre 2010

Ci mancava la caccia in deroga!

immagine web

Era cominciato come pomeriggio da godere: un sole tiepido che invitava ad uscire, un cielo terso insolito per il periodo. Decido per una lunga passeggiata prima di fermarmi al supermercato. Vedo colori caldi intorno a me, ne faccio scorta. Mi ricarica il contatto con la natura, è questione di percezioni forti a cui non puoi rimanere insensibile. Intanto che costeggio il fiume acutizzo la vista e l'udito: è periodo di migrazioni e gli animali si mostrano ignari. Ed ecco che, mentre cammino cercando di assorbire quanto più possibile di quell' iniezione di vita, sento i primi spari. Cacciatori. La specie più assurda di umani migranti per diletto, fuori luogo e fuori del tempo. In pochi attimi riescono a trasformare il mio buon umore in rabbia. Non sopporto questo genere di “passatempo” che non ha più ragione d'essere. In aggiunta, mi viene in mente che in Veneto è passata anche la legge in deroga sulla caccia. Ulteriore motivo d'indignazione.


La caccia in deroga è quella che consente di impallinare determinate specie nonostante il principio generale di conservazione che mira alla loro salvaguardia. E’ ammessa, in particolari condizioni, dall’Unione Europea. Particolari condizioni scavalcate da chi non si fa scrupolo d'andare oltre. Fringuello, peppola, storno, ghiandaie per fare alcuni nomi, sono specie tutelate da norme comunitarie (puntualmente ignorate), che in questi giorni sono diventate bersaglio facile dei cacciatori senza scrupoli (vedi servizio del TG3 del 27 ottobre). Le norme europee consentono la caccia in deroga solo nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, per la sicurezza aerea, per prevenire gravi danni all’agricoltura, per la protezione della flora e della fauna e, in secondo luogo, ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione. La caccia in deroga PREVEDE comunque interventi controllati e di piccole quantità. L'Italia non ha rispettato tale normativa, tant'è che una sentenza della Corte di Giustizia ha condannato l'Italia per la caccia in deroga. Per questa condanna gli italiani dovranno pagare denaro che sarà prelevato ANCHE dalle tasche di chi ( l'80% della popolazione, me compresa!) considera la caccia un atto vile di pura crudeltà.

giovedì 28 ottobre 2010

Giornata contro lo spreco

Bruxelles, Parlamento Europeo 28 ottobre
Bologna, Palazzo D'Accursio, sabato 30 ottobre

Un antidoto all'indifferenza
di Antonio Galdo, autore del libro “Non sprecare” (Einaudi)

“Lo spreco è la lucida follia del tempo contemporaneo. E' la protervia dell'uomo opulento che non distingue più tra necessità e capriccio, tra essere e apparire.
Ma lo spreco è anche il perno di un modello di sviluppo fondato solo su criteri quantitativi: più produzione, più consumi, più benessere. Ecco perchè con un misto d'indifferenza e di cattive abitudini sprechiamo il cibo, l'acqua ( il 40% non arriva neanche nei nostri rubinetti), le risorse naturali ( la Terra ne consuma ogni anno un terzo in più di quelle che poi riproduce). E con la stessa generalizzata disinvoltura abbiamo trasferito lo spreco dalla sfera delle cose tangibili a quella dei beni immateriali: il corpo, la salute, il talento. La vita.

(…) Non sprecare è anche un antidoto, genuino e salutare all'indifferenza, all'incapacità di vedere l'altro, al narcisismo. E' un modo concreto per non considerare più scontato uno sviluppo del pianeta che, mentre ci prometteva più ricchezza, si sta traducendo nel suo impoverimento e nell'aumento di insopportabili ingiustizie. In fondo, basta veramente poco per non gettare un pezzo di pane in un cestino, per non eliminare un oggetto quando può essere semplicemente riparato.
Basta poco, ma può significare tanto”

martedì 26 ottobre 2010

Sul delitto di Avetrana


Ha ragione la Littizzetto: basta, non se ne può più!
Basta con lo show che gira intorno a questo terribile omicidio. La televisione contribuisce a rimbecillire la gente per quanto ne parla. E una delle conseguenze è quella macabra trovata dei pulman turistici organizzati per arrivare a visitare i luoghi del delitto. Aberrante questa cosa! Io guardo poco la televisione ma nonostante ciò, facendo zapping mi capita d'incrociare immancabilmente l'argomento che accuratamente evito.

La settimana scorsa in casa ci siamo aggiornati con il digitale. Nuova tv, per la gioia dei familiari, ma soprattutto tante opportunità di scelta sui programmi. Finalmente si può scegliere di evitare la programmazione spazzatura.

lunedì 25 ottobre 2010

Bora fresca, di giornata!

L'avevano detto e puntualmente è arrivata. Ormai, chi fa le previsioni meteorologiche a breve sbaglia di rado. Bora dunque. Una fredda, sferzante, minacciosa, indisponente bora autunnale. Ma tra le più incattivite proprio. Non so a quanta velocità arrivi il vento, di sicuro è una bora eccezionale per noi dell' entroterra.
Tra un po' dobbiamo uscire, a Mestre un incontro importante.
E questa condizione atmosferica ci predispone male.
Spero non sia di cattivo auspicio.

domenica 24 ottobre 2010

Seconda giornata nazionale A.V.O. Vieni con noi.

la nostra locandina

Per l'occasione riporto alcuni pensieri espressi dal dott. Giuseppe Bon relatore alla nostra ultima riunione del corso di formazione ed aggiornamento A.V.O.


Sulle motivazioni del servizio di volontario.
“Spesso, ciò che spinge il volontario ad incontrare e sostenere i bisogni di un suo simile è il suo cammino di ricerca, una ricerca che nasce dal bisogno di esprimere la propria umanità anche attraverso la solidarietà. E' un percorso di apertura che implica l'abbandono dell'autosufficienza personale per donare una parte di sé. Il volontario lavora con il cuore. La solidarietà diventa dunque espressione del proprio sentirsi parte della comunità e non individuo destinato all'isolamento.
Compito del volontario è riuscire a stabilire una relazione umana profonda con la persona che incontra offrendo ascolto, incoraggiando la speranza e la fiducia, suggerendo un atteggiamento di amicizia, di rispetto, di stima e di considerazione. Perchè di questo ha bisogno la persona ospedalizzata.”

Stile del Volontario A.V.O.
  • Il volontario AVO entra in reparto in punta di piedi e con il cuore in mano.
  • Il volontario AVO si propone come un girasole vicino ai salici piangenti
  • Il volontario AVO contribuisce alla cura del malato identificandosi con lui.
Essere volontari A.V.O. è una scelta libera, ma è anche un impegno che nasce dalla volontà di essere utili.

Ho scelto questo pensiero di Michel Quoist per concludere.
“L'uomo solo non esiste. Non ci sono che uomini legati gli uni agli altri, fino ai limiti dell' umanità e del tempo.”

sabato 23 ottobre 2010

La vita insegna

Per non rimanere delusa e ferita ho imparato che spesso, nelle amicizie come in amore,  è meglio non chiedere.
Tanto poi le risposte arrivano da sole, è solo questione di tempo.

venerdì 22 ottobre 2010

Sono favorevole alle centrali nucleari, purchè...

...PURCHE' SI METTANO AD ARCORE!
E  regalerei, al famoso proprietario di quelle 20 case,  le scorie nucleari come fertilizzante per il giardino.



Dal sito : http://www.greenpeace.it/update/21_10_2010/nuclear-emergency.html

giovedì 21 ottobre 2010

Un tranquillo pomeriggio d'ottobre


Splendida giornata di sole, oggi. L'aria è fresca, si sente che l'autunno avanza, ma il cielo è terso: nemmeno una nuvola all'orizzonte. L'ideale per una bella passeggiata in bicicletta prima di dover rimpiangere un'occasione perduta, prima dell'inverno. Mi piace farmi baciare dal sole, perciò scelgo un percorso che mi porti ad ovest, per fruttare anche l'ultimo raggio. Cerco i colori dell'autunno. Mi piacciono tanto e tento di immagazzinarli nella memoria per recuperarli quando il grigiore di certe giornate avrà il sopravvento sul mio umore. Oggi scelgo una pista ciclabile che mi attrae particolarmente. E' totalmente immersa nella campagna, lontano dal traffico e dai rumori che distraggono i pensieri: quello che ci vuole quando hai bisogno di spazi familiari. Decido per una pedalata tranquilla, mi dà modo di guardarmi intorno. La pista è lunga parecchi chilometri, ma la distanza non mi preoccupa. E comunque mi lascio trasportare dalle sensazioni, dal senso di pace che provo percorrendo questi luoghi. E' bella la campagna in autunno e pedalare mi rilassa. Sento che mi fa bene. E' un metodo che adotto quando devo scaricare della tensione accumulata, ma non solo. Andare in bicicletta mi piace molto, come ho scritto più volte e come probabilmente altre volte scriverò. Mi regala emozione e ogni uscita è qualcosa di unico. Spesso vedo le garzette che, come mi avvicino, scappano impaurite. Devono ancora abituarsi all'uomo, ma fanno bene a non fidarsi: l'uomo sa tradire e spero quindi che non si abituino mai. Qualche volta capita di sorprendere dei fagiani o delle nutrie. E anche per loro vale lo stesso discorso di cui sopra. Le nutrie poi, hanno il svantaggio di moltiplicarsi molto velocemente e per questo motivo vengono catturate ed eliminate. Dicono che rovinano gli argini causando danni non da poco. Mettono a repentaglio la tenuta delle strade che vicino ai fiumi e ai canali corrono, perciò sono banditissime. Poveri animali, prima li abbiamo importati...servivano a far pelliccia qualche decennio fa. Ora sono ospiti sgraditi e perciò da sterminare. Vatti a fidare dell'essere umano...

Per un minore consumo energetico

e luce sia

Se in ogni casa italiana si sostituisse anche solo una lampada tradizionale da 100W con una a risparmio energetico da 20W, la quantità di energia elettrica risparmiata all'anno sarebbe pari a 1, 92 miliardi di kWh e si ridurrebbero le emissioni in atmosfera di 960.000 tonellate di CO2 all'anno.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

mercoledì 20 ottobre 2010

A Sara, nel giorno del suo compleanno




Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini

martedì 19 ottobre 2010

Sostenibilità: la riduzione dell'inquinamento

                                                  

"I benefici ambientali dericanti dal processo di riciclo di prodotti e materiali non devono essere identificati solo in termini di riduzione e valorizzazione dei quantitativi di rifiuti prodotti, ma anche in termini di impatti ambientali come ad esempio il risparmio energetico e la minore produzione di CO2. "

Fonte: Design Italiano per la sostenibilità - Ministero dell'Ambiente

lunedì 18 ottobre 2010

Campagna per la Sostenibilità




Lo sai che...?

Nei paesi industrializzati la disponibilità giornaliera d'acqua per il consumo individuale varia dai 300 ai 500 litri pro capite.
All'estremo opposto, in molte zone aride dell'Africa si hanno a disposizione MENO di 20 litri d'acqua al giorno.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

domenica 17 ottobre 2010

Phil Collins da Fazio, questa sera

Digressione domenicale leggera






Il bello della tecnologia...
Domanda lecita
Quelo” : “Oggi la tecnologia mi permette di comunicare persino con un aborigeno!!!
Ma la domanda è...:- Aborigeno, io e te, che cavolo (il termine originale era più esplicito) ci dobbiamo dire??-”

sabato 16 ottobre 2010

Non ha più ripreso conoscenza ed è morta

E' morta Maricica Hahaianu  dopo essere stata in coma alcuni giorni senza riprendere conoscenza. E' morta per un pugno infertole da un ragazzo che sicuramente non ha pensato alla gravità del gesto mentre lo compiva. Succede così che due giovani vite, in pochi minuti, vengono distrutte da un evento irreparabile come la morte. Una discussione in un bar per una fila non rispettata e poi fuori il  tragico seguito.
C'è da riflettere sull'estrema facilità con cui taluni sono portati a reagire con aggressività in situazioni particolari. Vedi anche la recente storia del taxista in coma picchiato dopo aver investito un cane. Perchè queste reazioni così esagerte, che tirano fuori il peggio delle persone? Perchè non si riesce più a dialogare senza arrivare a compiere gesti estremi?
Penso a Maricica e rifletto sul fatto che una cosa simile poteva succedere anche a me qualche settimana fa.
Sono una persona che sopporta male la mancanza di regole, il cattivo comportamento e il non rispetto dell'Altro. Spesso mi trattengo per evitare liti, ma a volte proprio non ce la faccio e devo dire la mia. E' successo a Padova, al parcheggio di Prato della Valle una domenica pomeriggio. Siamo in fila, una lunga fila da ben dieci minuti davanti alla cassa automatica del posteggio. Ho davanti a me dei ragazzi che scherzano, hanno voglia di divertirsi, è giusto così. Con qualche limite però. E' il turno di una ragazza del gruppetto che deve digitare i dati dell'auto per ottenere l'importo da pagare. Uno degli amici a metà operazione, scherzando, le digita il tasto annulla, così deve rifare tutto. Porto pazienza, ci vorrà qualche minuto in più. La ragazza ripete l'operazione e quando è praticamente quasi finita, il botempone del suo amico ridigita il tasto annulla più volte. Così deve rifare tutto da capo. A quel punto mi sono proprio girate e inizio a lamentarmi.  Quello mi guarda con un mezzo sorriso da deficiente. Pare non capire che il suo gesto è una mancanza di rispetto per tutte le persone che sono in coda dietro di lui ( ed eravamo in tanti perchè la fila si era allungata). Inizia una piccola discussione dove io cerco di fargli capire che se si ha voglia di scherzare, è bene farlo in situazioni dove non vengono coinvolte persone che non centrano niente. Pare non capire e ostenta uno sguardo fisso nei miei occhi. A quel punto poteva succedere di tutto, me ne sono resa conto dopo. Per fortuna arrivano i miei amici e la cosa finisce lì fra borbottamenti e sguardi torvi.
Non mi sento d'aver sbagliato nel riprendere il ragazzo e se mi ricapitasse, credo non riuscirei a resistere nel rifarlo. Ma l'osservazione che mi muovono i miei è anche giusta. Sono tempi difficili questi, in cui c'è poco spazio per il dialogo. Il rischio nell'incorrere in situazioni estreme c'è. E allora, dovremmo passare la maleducazione come cosa lecita, ritirarci come conigli a subire sempre?

venerdì 15 ottobre 2010

Diario famigliare

L'attesa è  lunga e carica di tensione. E' la conclusione di un percorso molto impegnativo ed ora siamo al dunque. Qualche attivo di isolamento per organizzare le idee: fra un pò si entra.

Collegium Medicorum
Oltre questa porta si decide del futuro

Il dado è tratto.

Giulia è stata fantastica! Una presentazione degna di nota. L'argomento tosto: si è parlato di ricerca e sperimentazione sul trattamento dei tumori al fegato.
Grande emozione e brividi da parte nostra, la ragazza non dà segni d'incertezze: dimostra sicurezza e padronanza nel trattare lo specifico.
La commissione decide: 110 e lode!

Ehm...meglio non riassumere quello che dice il papiro...

questa è mia nipote

A dicembre toccherà alla sorella: siamo alla consegna della pallina simbolica


Ed ora i festeggiamenti di rito
...ahia...!


                                                tanto per cominciare...

...e sul resto stendiamo un velo!

Ora comincerà il percorso della specializzazione. Materia scelta: i trapianti di fegato. Ancora tanto impegno, ancora tanto studio, ma è una scelta fortemente voluta. Che dire...sono molto orgogliosa di lei!

giovedì 14 ottobre 2010

Giulia's day!



Oggi pomeriggio alle 16,00 in quel di Padova . Finalmente il traguardo sarà raggiunto.
Poi ancora impegno per la specializzazione.
In bocca al lupo Giuly!!

mercoledì 13 ottobre 2010

A proposito di schizofrenia


Tutta la mia stima a PV



lunedì 11 ottobre 2010

Barcolana 101010

Barcolana 2010

42° edizione, la prima per me come spettatrice. Una giornata di sole e un leggero borino a far da cornice ideale per questa entusiasmante regata. La curiosità era tanta prima di assistervi. Ora posso dire che le parole servono poco a descriverla: la Barcolana va vista e basta. Tante emozioni nel vedere quasi 2000 imbarcazioni pronte a muoversi allo sparo del cannone che indica la partenza. E poi lo spettacolo. Le vele proiettate tutte nella stessa direzione a formare uno sciame unico mosso dal vento. Le prime battute della regata viste da Barcola e poi su, risalendo il pendio fino a raggiungere il Faro della Vittoria: altra panoramica mozzafiato. Le vele erano già lontane, ma si distinguevano ancora bene nel blu penetrante del mare. Approfitto dell'apertura del faro e decido per la salita: da lassù è ancora fiato corto ( forse per gli scalini...), ancora emozione: altra prospettiva, altra luce ed il panorama a 360°. Sono ancora lassù che suonano i botti dell' arrivo del vincitore. Appena 56 minuti e una manciata di secondi, dicono un record, per Esmit Europa 2, la barca tra i favoriti alla vittoria che alla fine stravince.


Nel pomeriggio tutti in centro città, dalla Marina San Giusto al molo Audace. Arrivano le vele per i doverosi riconoscimenti e vetrina al pubblico. Una passerella curiosa ed attraente: non capita tutti i giorni di vedere simili imbarcazioni così da vicino.
 
Qualche scatto