giovedì 8 maggio 2008

Birmania ( o Myanmar) e diritti umani












Dal 1962 , dopo un colpo di stato militare, questo paese asiatico in via di sviluppo, si trova costretto a subire la repressione di diritti umani e civili, la mancanza di libertà anche di stampa, nonchè una situazione di estrema povertà. Da anni questo regime governa con il terrore tra la gente.
Il regime militare birmano utilizza diffusamente il lavoro forzato di milioni di persone (uomini, donne, bambini e anziani, spesso appartenenti a minoranze etniche) costretti a costruire strade, ferrovie e altri lavori pubblici, in condizioni disumane. Molti sono costretti ad arruolarsi, anche fra i bambini, tanto che il Myanmar è il paese con il più alto numero di bambini soldato al mondo (circa 50.000).
L’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di lavoro, l’Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL - ILO), ha accusato la Birmania di “crimini contro l’umanità” per il diffuso uso del lavoro forzato.

Ora a tutto questo si aggiunge il dramma del terribile ciclone degli ultimi giorni. Fonti americane parlano di oltre 100.000 morti per una catastrofe che poteva essere evitata perchè ampiamente prevista almeno due giorni prima. L'India si era preoccupata di avvisare ed il regime non è intervenuto ad evacuare tutte quelle persone che potevano essere salvate. A tutt'oggi lo stesso è restio ad accettare gli aiuti che arrivano da più parti del mondo.
E' una catastrofe umanitaria di cui tutti dovremmo farci carico. Almeno questo, per il popolo birmano!!
Carmen La Sorella ha scritto un libro :" Verde e zafferano" che parla del dramma birmano. Conto di leggerlo presto...






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