Per l'uomo, il destino è come il vento per un veliero.
Chi sta alla barra non può decidere da dove debba soffiare il vento, né con quale forza,
ma può orientare la propria vela.
E ciò fa talvolta una bella differenza.
Lo stesso vento che farà perire un marinaio inesperto, o imprudente, incapace di agire per il meglio,
ricondurrà in porto un altro.
Amin Maalouf
Chi sta alla barra non può decidere da dove debba soffiare il vento, né con quale forza,
ma può orientare la propria vela.
E ciò fa talvolta una bella differenza.
Lo stesso vento che farà perire un marinaio inesperto, o imprudente, incapace di agire per il meglio,
ricondurrà in porto un altro.
Amin Maalouf
Non abbiamo potere nel decidere del nostro destino, ma possiamo orientare le nostre vele, questo si...
E intanto a Poggio Picenze ( L'Aquila) riapre la scuola, la prima scuola da campo dopo il terremoto. E' un segnale anche questo di ripresa, è il voler orientare le vele nella giusta direzione, è il ricominciare a vivere anche per i ragazzi provati da tutto quello che è successo. Forse il ritrovarsi fra i banchi potrà dare loro qualche serenità in più.
certamente sarà così, la vita continua...
RispondiEliminachi può fermare il vento??
ti saluto A
La quotidianità sarà quello che manca di più a quei bambini, cosa di meglio ritrovarsi tra i compagni e le maestre...e capire che anche nelle avversità bisogna avere la voglia di essere attivi e continuare a fare.
RispondiEliminaFORSE!
RispondiEliminaQuoto il tuo post, la scuola è un punto di riferimento per i bambini, è un bene ripartire da li!
RispondiEliminaUn abbraccio, roberta.
E vero che possiamo dirigere le vele del nostro destino e far si che possa migliorare o peggiorare, ma ricordiamoci che l'imprevisto e sempre in agguato. In questo momento la scuola e più che mai indispensabile perchè ora aggiunge anche il ruolo di dirottare questi bambini dal terremoto e farli tornare sereni.
RispondiEliminaSono convinta che non siamo completamente in balia del nostro destino. Abbiamo sempre la possibilità di drizzare la vela nella giusta direzione. Ed è con questo spirito che si sta agendo un Abruzzo. I bambini sono i più esposti agli eventi che hanno colpito la loro terra. La normalità darebbe più fiducia nel futuro.
RispondiElimina@Aliza. mi piace il vento...
RispondiElimina@la signora in rosso. Penso che la quotianità che riprende sia per loro un segnale forte che dimostra che la vita va avani.
@Monticiano. Io ne sono convinta.
@gtrus.la scuola fa parte del loro piccolo mondo, diamo loro questa sicurezza.
@Mao. Grazie della visita, vedo che concordi...
@serenella.E tu come insegnante sai quanto può essere importante per i ragazzi ricevere segnali di "normalità".
Buona giornata a tutti.
Da insegnante, non posso che concordare sulla indiscussa utilità di ricreare l'ambiente scolastico per i ragazzi abruzzesi.
RispondiEliminaCome giustamente hai affermato, è un segnale di speranza e di ritorno alla normalità, un ripristinare, con le ovvie differenze, le condizioni ante sisma. E' questo non è poco.
Su scientificando ho pubblicato il decalogo di Save the Children per il supporto psicologico ai piccoli che hanno vissuto il dramma del sisma.
Per quanto riguarda il discorso sul destino, credo nel libero arbitrio e un po' meno nel destino come deus ex machina che tira i fili dei burattini come un burattinaio.
Nel caso del sisma, la prevenzione avrebbe evitato l'appuntamento con il destino per i fratelli abruzzesi.