“ Quella di Iqbal è una storia di speranza, una storia intensa che tutti devono conoscere”
The New York Times
Iqbal è il protagonista: un ragazzino pakistano ridotto in schiavitù sin dall'età di quattro anni per pagare i debiti della famiglia.
“Sin dal primo giorno divenne una consuetudine essere prelevato di casa il mattino presto e rincasare a tarda sera. Il lavoro alla fabbrica consisteva nell'accucciarsi davanti ad un telaio e farci passare i fili nel modo più veloce e accurato consentito dalle piccole dita. Avrebbe creato quei disegni complessi che rendevano i tappeti pakistani così desiderabili, tirando i nodi talmente forte che non si sarebbero mai sciolti, per quanti anni fossero rimasti stesi sui pavimenti dei clienti.” (...)
Passa sei anni della sua vita incatenato ad un telaio, giornate intere passate senza staccare gli occhi dal lavoro, sottomesso e minacciato da persone violente e senza scrupoli. Iqbal comprende che deve far qualcosa per cambiare la sua vita e decide per la fuga. Dopo il primo tentativo fallito miseramente, il ragazzino riesce nell'intento e, una volta libero, con l'aiuto di Ehsan, inizia la sua battaglia per far sapere al mondo della schiavitù dei bambini in Pakistan. Inoltre, cosa non meno importante, lotterà personalmente per liberare tanti ragazzini prigionieri e vittime di padroni sfruttatori, diventando per tutti un simbolo di speranza.
Andrew Crofts ha conosciuto la storia di Iqbal da Ehsan, la persona che si era presa cura di lui. Ne è rimasto talmente colpito da voler scrivere un libro: “Una storia commovente e tragica di un bambino che non si è arreso mai... Un piccolo fabbricante di tappeti che è diventato un fabbricante di sogni, l'emblema di una lotta e di una speranza per milioni di bambini: in qualche modo, è stata semplicemente la sua storia a farne un mito”

avere un pizzico del suo coraggio...
RispondiEliminaSicuramente un bel libro dalle emozioni forti.
RispondiEliminaIn questo periodo prediligo libri che parlano della mia terra, chissà, forse verrà anche il tempo per uno così.
Un caro saluto, angelo, roberta.
leggerò il libro, è già nella mia biblioteca.
RispondiEliminaLa crudeltà degli adulti non ha limite ne latitudine
grazie Angelo azzurro per la segnalazione
un abbraccio
Ottima segnalazione, Angelo.
RispondiEliminaGrazie per la segnalazione e buona giornata!
RispondiEliminaCinzia
Ci sono tanti "piccoli uomini ", che con il loro coraggio aiutano gli altri ad avere fiducia. Un libro che leggerò.
RispondiEliminaSicuramente, dopo la tua recensione, leggerò il libro, soprattutto perchè si tratta di una storia vera! Grazie Angelo.crobirad
RispondiEliminadeve esser molto bello il libro peccato che rappresenta un mito e la vergogna dell'umanità contemporaneamente!
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