sabato 5 giugno 2010

Una strana malattia...il non vivere

in direzione ostinata e contraria


“ -Credo di aver trovato il motivo delle tue ansie e delle tua infelicità.
-Che malattia è?
-(…) il tuo problema non è aver paura di morire, ma aver paura di vivere. E' il contrario. Hai quella maledettissima malattia molto diffusa del " NON VIVERE”. Sei malato di non vita.
Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità? La pastiglia è la vita.
Vivi, buttati, apriti, ascoltati.
Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi.
Sei castrato nei sentimenti.
Sei bloccato.
Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde? Diceva che vivere è la cosa più rara del mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più."

da "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo

12 commenti:

  1. Angelo Azzurro

    Un bel libro davvero...Francesco il protagonista per riappropriarsi della sua Vita...dovrà faticare ...ed andare contro corrente, ma poi arriva Ilaria...

    Buona Domenica

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  2. Angelita, ho acquistato il libro, ma non l'ho ancora letto.

    Amici me ne hanno parlato positivamente. Vedremo!

    Il brano che hai estratto si presenta bene.

    E' così: esistere e vivere sono due realtà diverse. Ci vuole coraggio per affrontare la vita e viverla sino in fondo. Sono d'accordo.

    Bacione.

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  3. Grande Fabio Volo. Poche, semplici parole che evidenziano tutta l'eesenza del nostro essere qui: vivere, vel senso più profondo della parola. Questo post è una autentica risposta a ciò che hai scritto l'altro giorno a proposito della apatia. Buttarsi nella vits con coraggio. Ho letto da qualche parte che la l'allegria è solo coraggio.

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  4. un pizzico di sorrisi, un po' di adrenalina, tanti sogni da raggiungere, che bella la vita!

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  5. Quelle parole sono vere e la paura di vivere ti uccide dentro...

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  6. La vita è talmente bella, che nonostante tutto, vale la pena di viverla, magari a volte con molto coraggio, ma viverla sempre.
    Quando penso alla unicità di ciascuno di noi, quando penso che tutti siamo irripetibili ed unici, allora si, che mi dico che se siamo qui, ci sarà bene una ragione.
    Allora dentro di me sento la voglia di vivere.
    Ciao carissima, buona domenica.
    Bruna

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  7. Anche vivere rimane una nostra paura.Ti auguro un buon inizio settimana,saluti a presto

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  8. @Annarita, io l'ho comprato qualche giorno fa e non mi dispiace. E' ironico e offre più di qualche spunto di riflessione.
    Ciao!

    Serenella, su questo non si discute: nella vita bisogna osare, altrimenti non si vive, ma si sopravvive. Ciao!

    Kyra, anche molti sorrisi da offrire se con il sorriso vogliamo essere ricambiati, ciao!

    Viviana, la paura è un freno che spesso ci impedisce di procedere, purtroppo, ciao!

    DianaB, mi piace la tua positività. E' bello leggere di qualcuno che sa godere della vita.
    Buona settimana a te!

    cavaliere, che dici, è una paura che possiamo tentare d'affrontare, no? Almeno provarci, dai!
    ciao!

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  9. Angelo Azzurro
    Eccome qua:-))...

    A proposito di: Il gabbiano Jonathan Livingston
    c'è una frase che credo cada come il cacio sui maccheroni su questo post:

    "Quando arriva il momento giusto.......
    Niente può impedire che accada;
    Ma quando il momento
    non è ancora arrivato,
    niente può far sì che accada".

    Si prova a vivere come possiamo e sentiamo giusto di fare...senza forzare la propria natura..semplicemente lasciando che le cose capitino, con l'unico impegno di lasciare aperta la porta del cuore sempre, e mai quella dell'orgoglio.

    Magari lassù...un occhio benevolo lo può sempre buttare e dare una mano che capitino belle cose, quando meno ce le aspettiamo.

    Grazie
    Angelo Azzurro per la Tua Sincera Amicizia.

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  10. Ciao Paolo!
    Grazie per la citazione. Solo mi domando: riusciamo tutti a capire quando è il momento giusto per tentare di diventare i protagonisti della nostra vita?
    O meglio, sentiamo tutti questa esigenza?

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  11. Circa il sentire l'esigenza...

    E' un discorso estremamente personale. Molto dipende da come siamo caratterialmente, dall'educazione, dalla scala dei valori o priorità individuali, dalle situazioni, dalle opportunità,dalla resistenza personale alle difficoltà, dal destino o dalla provvidenza(per chi crede)...
    E' un discorso troppo particolare...ciò che è valido per me potrebbe non esserlo per te.
    Di una cosa sono certo...quando una situazione è avvertita insostenibile e ne prendiamo atto...decidiamo di agire... altrimenti ci trasformiamo in un grosso scarafaggio, come ben racconta Kafka:-)) con tutte le conseguenze del caso...e non ne vale la pena, credimi.

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