mercoledì 21 luglio 2010

Oggi colazione al mare

il mio mare


Ci svegliamo con questo pensiero e tirate su due cose siamo già in auto pronti a partire. Il fatto è che non ci andava proprio di rimanere chiusi in casa rimuginando sul fatto che, a causa dello sciopero, il nostro volo oggi era saltato. Così, via, a cercare distrazioni salmastre. In fondo, cosa sono 45 chilometri di sola andata per godere di qualche ora ( alle 13 eravamo già a casa) di sole?Niente, appunto. E l'appagamento è tanto.


Arriviamo in spiaggia presto, poco dopo le otto. C'è già un sacco di gente. Il chiosco del bar è aperto da un bel pò, lavorano molto con le colazioni. Ci sediamo al tavolino vista-mare e ci godiamo il nostro cappuccino/brioche. E chi si ricorda più di Parigi? Domani è un altro giorno. Intanto oggi siamo qui, ad annusare il nostro mare. Annusare nel senso più pieno del termine perchè oggi il mare ha un odore particolare, che ti entra proprio nelle narici e ti lascia senza parole. Un odore buono, che sa di salsedine come non si sente più da troppo tempo. E' vero. Il mare non ha più lo stesso odore/profumo di una volta. Ora è inodore. Non so perchè. Da piccola ricordo che il mare aveva un profumo inconfondibile che sentivi molto prima di arrivare sulla spiaggia. E non sto parlando dell'odore delle alghe morte in riva come potrebbe ironizzare qualcuno. No, quelle sono un'altra cosa. Parlo dell'odore intimo del mare. E' una percezione difficile da spiegare. Bisogna provarla per capire. Oggi succede in rare occasioni, chissà come mai.

Ci sediamo sugli scogli, proprio in fondo, sulla punta della lunga fila, per non sentire i rumori dei villeggianti sulla riva. Mi piace la tranquillità, mi aiuta a rilassarmi.
Mentre mi godo il luccichio delle stelline sull'acqua, noto sui bordi degli scogli una miriade di granchi grigi di tutte le misure intenti a mangiare. Hanno otto zampette pelosissime e due chele operose. Abilmente e molto velocemente portano alternativamente qualcosa d'invisibile a quella che presumo essere la bocca. E' divertente osservarli, ma bisogna muoversi con cautela altrimenti scappano. Chissà che pensano loro ad osservare me che li osservo...
Arrivano anche due cormorani che planano sul pelo dell'acqua poco lontano da noi. Uno dei due s'immerge, ma quasi subito risale con un pesce di discreta misura nel becco. Il pesce si divincola nel tentativo di liberarsi dalla morsa, ma non c'è niente da fare. Il cormorano non molla la presa e se lo mangia senza pensarci su. Mors tua vita mea, avrà pensato il volatile. E' la legge della Natura.

Lontano vedo dei pescherecci che stanno rientrando dopo la notte di lavoro. Uno è seguito da una lunga scia di gabbiani che cercano cibo. Evidentemente stanno pulendo il pescato e buttano a mare l'inservibile. Ecco il perchè della moltitudine dei gabbiani. A proposito di gabbiani. Ho scoperto di recente che stanno diventando sempre più aggressivi e non hanno più paura dell'uomo. Leggevo l'altro giorno che in un litorale delle persone che avevano del cibo in mano sono state attaccate e derubate. Dopo questa cosa, non so se i gabbiani mi piacciono più così tanto. L'aggressività e la violenza mi disturbano, anche se si parla di animali. Ma questa è un'altra faccenda. E il post sta diventando troppo lungo...

4 commenti:

  1. Come mai non vi siete accorti di me?
    Ero lì tra i granchi e i cormorani, ho visto anche il peschereccio e i gabbiani.
    Insomma c'ero anch'io grazie al tuo post che ho letto per benino.

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  2. Bella descrizione di una giornata vissuta al mare.
    A dire il vero anch'io non afferro più l'odore del mare di una volta e i gabbiani rumoreggiano a tutt'andare...

    Buon viaggio per domani.

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  3. @ il monticiano. I miei amici blogger sono sempre idealmente con me. E tu caro Aldo, sei in cima alla lista!
    Un abbraccio forte, a presto

    @Stella, grazie. Spero che tutto vada per il verso giusto, ciao!

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  4. Assomiglia tanto al mio mare questo, dov'ero ieri pomeriggio.

    Un bacio e buona giornata

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