mercoledì 1 febbraio 2012

Sulla lettura



Ho preso per caso in mano questo libro in biblioteca. Mi ha incuriosito il titolo. Ecco alcune citazioni prese nei vari capitoli, le ho appuntate perchè mi sono parse come cucite addosso. Ho pensato: dove archiviarle per conservarne memoria se non in questo spazio senza confini?


da “Elogio della lettura”  di Michèle Petit

(...)Cosa significa aprire un libro e leggere?
Significa scoprire se stessi nelle parole di un altro; stupirsi nell'incontrare mondi lontani;vedere scritti i nomi delle proprie emozioni e dare loro dignità; trovare alleati nel cammino della crescita, amici nella lotta contro il dolore; regalarsi uno spazio e un tempo, quello della lettura, che nessuno può portarci via.

Si legge per il piacere della scoperta e per inventarsi un senso della vita, per uscire dal tempo, dallo spazio della quotidianità e avere accesso a un universo più ampio.

Con la lettura si aprono spazi, passaggi, paesaggi, vie di fuga, tracciati che riorientano lo sguardo. Sono promesse di un altrove, di non essere destinati a rimanere per sempre dove siamo. E' ciò che permette di sognare e quindi di pensare.

La lettura è una stanza tutta per sé, è una necessità quasi vitale. Contrassegna la conquista di uno spazio e di un tempo interiori che sfuggono alla presa della collettività. Gli scrittori, i pittori, gli illustratori, i poeti ci regalano una geografia, una storia, un paesaggio dove prendere fiato. Un libro è un'offerta di ospitalità, il rifugio che possiamo portare con noi e a cui facciamo ritorno.(...)


Ha detto  Alessandro Baricco:

“La letteratura deve essere uno strumento per affrontare la tristezza della realtà, le nostre paure e il silenzio. Deve provare a pronunciare delle parole, poiché noi abbiamo paura di ciò che è sconosciuto e innominabile. Credo che tutte le storie non siano altre che elaborazioni linguistiche complesse per cercare di dare un nome alle nostre ferite, alle nostre paure, rendendole così meno spaventose”

 

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