L'ho avvertito distintamente e la paura
è stata tanta. Quei venti secondi mi sono parsi interminabili e
subito il pensiero è andato a L'Aquila. Ora tocca a noi, ho
realizzato in una frazione di secondo, senza aver la forza di alzarmi
da quel letto. Adesso smette di tremare, adesso smette, adesso
smette, pregavo. Mia figlia era già sotto l'architrave del
corridoio, più lucida di me ha reagito in fretta. Mio marito si è
fiondato in cucina dove abbiamo l'unico lampadario a filo. E' quello
che, con la sua ondulazione, ti rivela subito l'evento sismico, se
mai avessimo avuto dei dubbi. E chi è riuscito a dormire più? Si sa
che dopo la prima scossa ne seguono altre, quelle di assestamento le
chiamano. Il guaio è che nessuno può garantire che non arrivino più
forti. Le gambe mi sono tremate un bel po', ero nel panico. Ho
riaperto la porta blindata con il timore di dover uscire di corsa nel
caso... Poi ho acceso la televisione per sapere dell'epicentro, per
capirne la gravità. Le prime notizie dopo venti minuti, un po'
sommarie. Ancora non si sapeva dei morti, sei al momento, ancora non
si conosceva il grado di magnitudo e l'intensità. Alle cinque e
zerotre altra scossa, ad un'ora esatta di distanza dalla prima, di
durata più breve, ma avvertibile distintamente. Altra paura, anche
se non ci sono stati danni o crolli come invece in Emilia. Lì il
terremoto ha lasciato il segno: sono morti degli operai per il crollo
dei capannoni, ci sono stati danni gravi a degli edifici ora evacuati
per il pericolo di crollo.
Ci risiamo, insomma. La Terra trema
sempre, anche se noi non ce ne accorgiamo di solito. Poi le scosse
arrivano più forti, l'incubo ritorna a cambiare molte vite nella
frazione di qualche secondo e per qualcuno il destino scrive la parola fine.
Siamo niente, siamo.
Hai ragione, siamo niente! Questa notte, alle 4 e 4, ho realizzato come è facile e veloce restare a piedi scalzi e in camicia da notte, senza niente altro. Il mio cuore è stato vicino a tutti quelli che hanno subito grandi terremoti, in Italia e altrove.
RispondiEliminaBasta qualche attimo e la vita cambia, hai ragione. ora gli sfollati hanno pure la pioggia, poveri.
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RispondiEliminaCiao Lucia
RispondiEliminaHai scritto di getto un vademecum sulle cose da fare in caso di terremoto. Si legge che sei spaventata, e dato che sei di solito misurata nel dire le cose, dei averla vista molto brutta davvero!
FORZA A_Z
un Abbraccio.
Hai visto giusto Paolo. Non ho vissuto bei momenti, questo è certo, ma va peggio per chi adesso è sfollato, in attesa delle verifiche dei tecnici per l'agibilità delle case
Eliminaio assomiglio a tuo marito, mentre mio marito mi ha svegliato dicendo: "il terremoto" io ho sentito il letto vibrare ma ho avuto bisogno della conferma del lampadario... che attimi interminabili, dove si rivede tutto della nostra vita... speriamo ci serva per ravvederci e per apprezzare la vita per quello che è: un dono per ogni uomo, La capacità di goderne in semplicità questo è un lavoro che dobbiamo fare noi. Ciao
RispondiEliminaTutto vero...è che a volte ci si dimentica di osservare il buono. Vien più facile lamentarci, salvo poi, quando succedono questi fatti, fermarsi e dire: "ok, in fondo non va proprio così male, potrebbe capitare di peggio in effetti"
EliminaCome hai fatto per avere sotto il commento l,e opzioni Rispondi Elimina?? sono proprio comode io ho provato ma non ho combinato niente... puoi darmi indicazioni per una ...mbranata?? baci
RispondiEliminaSai che non mi ricordo? Devo fare qualche controllo e poi magari ti so dire. Ciao
EliminaSono ancora devastata dalla nottata.... in un primo momento ho pensato che la gatta ne stesse combinando una delle sue ... poi, invece la conferma: il lampadario che oscilla, le saracinesche dei vicini che si alzano e il vociiare in strada.
RispondiEliminaIl cuore ti batte forte perchè sai che il terremoto è distruzione, morte e paura....ti vesti e torni a letto aspettando le altre scosse e le notizie dalla tv.....
Sono brutti attimi infatti. Mi sono ricordata anche del terremoto del friuli, anche quello sentito molto bene quella volta
EliminaPensa che si è sentito fino ad alessandria!
RispondiEliminaCaspita, fino a lì?
EliminaIo abito molto vicino alla zona del sisma e mi sono svegliato di colpo durante la notte. Conosco molto bene quella zona e vi garantisco nessuno mai si aspettava un terremoto del genere.
RispondiEliminaDovrebbe essere una zona a basso rischio, dicevano. Io ho capito che nessun territorio si può mai escludere del tutto, infine.
EliminaAnch'io li ho sentiti bene quei venti secondi e mi sono usciti dallo stomaco solo un giorno dopo
RispondiEliminaImmagino solo la paura, che dev'essere stata tanta
EliminaPensa che domenica ero al telefono con una persona di Bologna e prima ha avvertito il terremoto là, dopo qualche secondo è arrivato anche da noi. Una cosa terribile.
RispondiEliminaSono quelle esperienze di cui faremmo volentieri a meno...
Eliminacapisco la paura che attanaglia quando si è svegliati all'improvviso dal terremoto che si trasforma in panico e non si pensa ad altro che ad uscire in strada per poterla poi raccontare e a mente fredda fare la riflessione che: non siamo niente e che siamo solo di passaggio su questa terra per un breve periodo.
RispondiElimina...brevissimo momomento...
EliminaL'inquietudine per il senso di impotenza è davvero angosciosa.
RispondiEliminaOra le scosse di assestestamento. Ancora paura per chi ha già vissuto i peggiori momenti.
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