Zio Nino, Eliseo, zio Giovanni, zio
Armando, Gianni, talvolta zio Felice, e papà.
Ecco i magnifici che facevano tremare i
muri di casa quando intonavano. Il repertorio era vario: dalle
canzoni partigiane, ai canti di tradizione popolare. Zio Armando
suonava la fisarmonica per accompagnare, se “per caso” se l' era
portata nel bagagliaio. Autodidatta, ma di un talento notevole
coltivato per una vita dalla passsione per la musica. Quando partiva
il primo dei cantori, lanciando quasi una sfida visto che niente era
preventivato, gli altri si univano a ruota. Il tutto accadeva dopo
una bella partita a carte, un modo per stare insieme nei lunghi
pomeriggi d'inverno. Oggi ho sentito in tv una di quelle canzoni:
“gondolì, gondolà”. Che nostalgia...