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sabato 5 dicembre 2009
Effetto Pigmalione
martedì 5 maggio 2009
Risorse alternative per produrre elettricità.
Leggo oggi su Il sole24ore.com questo titolo:
“ La luce (elettrica) di Venezia arriverà dalle alghe” di Elysa Fazzino
Naturalmente incuriosita clicco sull'articolo che vado a leggermi.
Secondo il giornale francese Les Echos pare che a Venezia sia in progetto la costruzione di una centrale ad alghe.
...“La centrale utilizzerà la biomassa derivata dalle alghe per produrre elettricità: dovrebbe produrre da 40 a 60 megawatt all'anno, sufficienti per illuminare metà del centro storico veneziano, che consuma da 80 a 100 megawatt all'anno.”
Niente male come idea!
L'articolo prosegue:
...«Piccole unità sono installate in Spagna, a Madera e Alicante, ma Venezia sarebbe la prima fabbrica al mondo di questo tipo», afferma Yves Bannel.
...
Ecco il procedimento così come lo riassume Les Echos. Le alghe sono allevate in laboratorio, trasferite in cilindri di plastica nei quali si inietta anidride carbonica e acqua, il che, grazie al sole, provoca la fotosintesi. La biomassa così prodotta è centrifugata e seccata grazie alla tecnologia al plasma di Solena. Il mix di idrogeno e monossido di carbonio che ne risulta è il carburante che attiva le speciali turbine di General Electric. Il gas di scarico delle turbine, la CO2, è direttamente iniettato nell'allevamento di alghe. Il procedimento lascia un residuo di silicio che può essere riciclato nell'edilizia o nell'industria.
Ecco il procedimento così come lo riassume Les Echos. Le alghe sono allevate in laboratorio, trasferite in cilindri di plastica nei quali si inietta anidride carbonica e acqua, il che, grazie al sole, provoca la fotosintesi. La biomassa così prodotta è centrifugata e seccata grazie alla tecnologia al plasma di Solena. Il mix di idrogeno e monossido di carbonio che ne risulta è il carburante che attiva le speciali turbine di General Electric. Il gas di scarico delle turbine, la CO2, è direttamente iniettato nell'allevamento di alghe. Il procedimento lascia un residuo di silicio che può essere riciclato nell'edilizia o nell'industria.
...
«La centrale ad alghe potrebbe essere operativa dal 2010», afferma Les Echos. Occuperebbe 46 persone e avrebbe un costo di 200 milioni di euro, «il che dovrebbe permetterle di essere redditizia». “ ...
Incrociamo le dita perchè “il progetto vada in porto” in tutti i sensi e chissà che diventi un buon esempio da imitare anche in altre città.
venerdì 20 marzo 2009
Acqua, diritto di tutti?

A quanto pare no! E lo sarà sempre di meno...
Qualche giorno fa ho ricevuto un email che mi proponeva la lettura di questo articolo con il suggerimento di girarla ad altre persone. Credo sia una notizia interessante da leggere per poter fare le dovute considerazioni in merito. La pubblicazione dell'autore risale all'anno scorso ma vale comunque la pena darci un'occhiata.
ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA
di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008
“Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.
L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.”
L'acqua non è un diritto di pochi. E' un bene comune da condividere senza speculazioni. Non aggiungerei altro più.
martedì 26 agosto 2008
Navigando trovo...
Curioso:
Era il 1981 quando i Police cantavano
"Too Much Information":
Too much information running through my brain
Too much information driving me insane"
Sting, Summers e Copeland si lamentavano già nel 1981 dell'information overload. Chissà cosa scriverebbero oggi, dal momento che anche e soprattutto grazie alla Rete la quantità di "Information" sta crescendo a ritmi esponenziali.
Qualche dato:
- Il numero di SMS inviati e ricevuti ogni giorno è superiore alla popolazione totale del pianeta.
- Si stima che in una sola settimana di pubblicazioni del New York Times vi sia contenuta più informazione di quanta una persona del 18esimo secolo avrebbe mai potuto incontrarne nel corso della sua intera vita.
- Nel 2008 verranno prodotti 40 exabytes (4 x 10^19) di notizie univoche. Questo è più di quanto sia successo negli ultimi 5.000 anni.
- Ogni mese su Google vengono fatte 2,7 miliardi di ricerche.
- Ogni singolo giorno vengono pubblicati 3.000 nuovi libri.
- La quantità di informazione di carattere tecnico prodotta sta raddoppiando ogni due anni. Entro il 2010 si stima che raddoppierà ogni 72 ore.
- Si stima che entro il 2013 vedrà la luce un supercomputer che supererà la capacità computazionale del cervello umano.
- Si stima che entro il 2049 un qualunque computer di fascia bassa supererà la capacità computazionale dell'intera specie umana.
Autore: Asterisk - per Kappero.com
Da Italysoft.com:
Olanda: aeroporto Amsterdam, detector che trapassa indumentiL'AJA, 15 MAG - L'aeroporto di Amsterdam-Schipol utilizza da oggi il nuovo metal detector che riesce a scrutare attraverso i vestiti . La nuova macchina che permetterà di individuare con più facilità armi, droga e denaro in eccesso. Per proteggere la privacy dei viaggiatori le immagini sono inviate ed esaminate in un locale privato.I passeggeri sono informati e possono per ora scegliere tra il nuovo controllo, molto più rapido, e quello fatto tramite il vecchio sistema.
India: si blocca locomotiva, passeggeri costretti a spingereNEW DELHI, 17 MAG - Cento passeggeri di un treno che si era fermato sono stati costretti a spingere per rimettere in moto la locomotiva . E' accaduto nel Bihar, lo Stato nordorientale indiano. Un passeggero, per motivi sconosciuti, ha tirato il freno di emergenza che ha bloccato il treno. Invece di aspettare dalle 4 alle 5 ore un nuovo locomotore i passeggeri hanno scelto di spingere il treno fino al successivo ponte aereo di elettricità, dal quale prendere la corrente necessaria.
Sana alimentazione:arriva il ketchup blu
02/05/2005, 09:15 - La Heinz non si ferma, e continua a propinare cibo spazzatura ai bambini americani. La società di Pittsburgh, leader del junk food, dopo aver sfornato il ketchup verde, viola, rosa e arancione, punta adesso sul blu, e spera di incrementare le vendite grazie al nuovo colore. Da quando la Heinz ha introdotto sul mercato statunitense il ketchup "Blastin Green", nell'ottobre del 2000, le salse colorate hanno tristemente avuto grande successo, tanto che l'azienda ha smerciato fino ad oggi 25 milioni di confezioni di salsa improbabile.
E ancora:
(ANSA) - New York, 25 AGO - Aprira' i battenti venerdi' a Portland, in Oregon, la Green Microgym, un'idea di Adam Boesel, personal trainer e amante dell'ambiente. Sara' la prima palestra negli Usa ad usare insieme all'energia solare, anche quella prodotta dall'uso di attrezzi cardio, come biciclette, tappetini meccanici e step. La macchina 'amica dell'ambiente' e' composta da 4 biciclette collegate ad un piccolo generatore di energia. Secondo Boesel, ogni ciclista riuscira' a produrre dai 200 ai 600 watt all'ora
Fonte “Herald tribune”:
USA: crolla il Wall Arch, una delle rocce più famose del mondo.
Nelle prime settimane di agosto, il famosissimo Wall Arch, , è crollato per cause naturali! Da tempo si seguiva con ansia il destino segnato di questa superstruttura rocciosa e la fine è arrivata inesorabile: dopo il gigantesco smembramento del 1991 che lo aveva ridotto a un lembo sottilissimo di roccia, il crollo finale ha definitivamente cancellato questa opera della natura dalla lista degli oggetti più fotografati del mondo.
Era il 1981 quando i Police cantavano
"Too Much Information":
Too much information running through my brain
Too much information driving me insane"
Sting, Summers e Copeland si lamentavano già nel 1981 dell'information overload. Chissà cosa scriverebbero oggi, dal momento che anche e soprattutto grazie alla Rete la quantità di "Information" sta crescendo a ritmi esponenziali.
Qualche dato:
- Il numero di SMS inviati e ricevuti ogni giorno è superiore alla popolazione totale del pianeta.
- Si stima che in una sola settimana di pubblicazioni del New York Times vi sia contenuta più informazione di quanta una persona del 18esimo secolo avrebbe mai potuto incontrarne nel corso della sua intera vita.
- Nel 2008 verranno prodotti 40 exabytes (4 x 10^19) di notizie univoche. Questo è più di quanto sia successo negli ultimi 5.000 anni.
- Ogni mese su Google vengono fatte 2,7 miliardi di ricerche.
- Ogni singolo giorno vengono pubblicati 3.000 nuovi libri.
- La quantità di informazione di carattere tecnico prodotta sta raddoppiando ogni due anni. Entro il 2010 si stima che raddoppierà ogni 72 ore.
- Si stima che entro il 2013 vedrà la luce un supercomputer che supererà la capacità computazionale del cervello umano.
- Si stima che entro il 2049 un qualunque computer di fascia bassa supererà la capacità computazionale dell'intera specie umana.
Autore: Asterisk - per Kappero.com
Da Italysoft.com:
Olanda: aeroporto Amsterdam, detector che trapassa indumentiL'AJA, 15 MAG - L'aeroporto di Amsterdam-Schipol utilizza da oggi il nuovo metal detector che riesce a scrutare attraverso i vestiti . La nuova macchina che permetterà di individuare con più facilità armi, droga e denaro in eccesso. Per proteggere la privacy dei viaggiatori le immagini sono inviate ed esaminate in un locale privato.I passeggeri sono informati e possono per ora scegliere tra il nuovo controllo, molto più rapido, e quello fatto tramite il vecchio sistema.
India: si blocca locomotiva, passeggeri costretti a spingereNEW DELHI, 17 MAG - Cento passeggeri di un treno che si era fermato sono stati costretti a spingere per rimettere in moto la locomotiva . E' accaduto nel Bihar, lo Stato nordorientale indiano. Un passeggero, per motivi sconosciuti, ha tirato il freno di emergenza che ha bloccato il treno. Invece di aspettare dalle 4 alle 5 ore un nuovo locomotore i passeggeri hanno scelto di spingere il treno fino al successivo ponte aereo di elettricità, dal quale prendere la corrente necessaria.
Sana alimentazione:arriva il ketchup blu
02/05/2005, 09:15 - La Heinz non si ferma, e continua a propinare cibo spazzatura ai bambini americani. La società di Pittsburgh, leader del junk food, dopo aver sfornato il ketchup verde, viola, rosa e arancione, punta adesso sul blu, e spera di incrementare le vendite grazie al nuovo colore. Da quando la Heinz ha introdotto sul mercato statunitense il ketchup "Blastin Green", nell'ottobre del 2000, le salse colorate hanno tristemente avuto grande successo, tanto che l'azienda ha smerciato fino ad oggi 25 milioni di confezioni di salsa improbabile.
E ancora:
(ANSA) - New York, 25 AGO - Aprira' i battenti venerdi' a Portland, in Oregon, la Green Microgym, un'idea di Adam Boesel, personal trainer e amante dell'ambiente. Sara' la prima palestra negli Usa ad usare insieme all'energia solare, anche quella prodotta dall'uso di attrezzi cardio, come biciclette, tappetini meccanici e step. La macchina 'amica dell'ambiente' e' composta da 4 biciclette collegate ad un piccolo generatore di energia. Secondo Boesel, ogni ciclista riuscira' a produrre dai 200 ai 600 watt all'ora
Fonte “Herald tribune”:
USA: crolla il Wall Arch, una delle rocce più famose del mondo.
Nelle prime settimane di agosto, il famosissimo Wall Arch, , è crollato per cause naturali! Da tempo si seguiva con ansia il destino segnato di questa superstruttura rocciosa e la fine è arrivata inesorabile: dopo il gigantesco smembramento del 1991 che lo aveva ridotto a un lembo sottilissimo di roccia, il crollo finale ha definitivamente cancellato questa opera della natura dalla lista degli oggetti più fotografati del mondo.
venerdì 22 agosto 2008
Notizie dal mondo di internet
Prima di passare alle notizie, ringrazio anzitutto Tony che lo scorso anno mi ha inserita nella sua newsletter e periodicamente mi invia notizie che trova in rete, dopo accurate ricerche.
Queste che seguono sono particolarmente interessanti.
16.08.08 Fonte: http://www.ecplanet.com/
Promemoria nucleare di Paolo De Gregorio
- 439 sono i reattori nucleari funzionanti nel mondo (104 USA, 59 Francia, 55 Giappone, 31 Russia).
- Questa produzione copre il 6,4% di tutta la energia prodotta nel mondo, e il 15% dellìenergia elettrica mondiale.
- Il fotovoltaico copre il 6,4 della produzione globale di elettricità (fonte European Photovoltaic Industry Association), cresce del 40% annuo.
- Nel 2006 l'eolico copriva l'1% della produzione globale, cresce del 25% annuo
- Dal 1978 negli Usa e dal 1991 in Francia non sono state più costruite nuove centrali nucleari.
- Secondo AIEA (agenzia internazionale energia atomica) le riserve di uranio sono di 4,7 milioni di tonnellate e si trovano in Australia (28%), Kazakistan (18%) e Canada (12%).
- L'uranio andrà in esaurimento a consumo attuale, nel 2055, con nuove centrali molto prima. Il costo dal 2005 al 2008 si è quadruplicato (da 20 a 85 dollari)
- Problema irrisolto: lo stoccaggio delle scorie. Solo gli USA hanno realizzato una soluzione, ma soltanto per lo stoccaggio delle scorie di 2° grado, mentre resta incerto il destino delle scorie di 3° grado (ad alta radioattività), che restano accantonate all'interno delle centrali.
- Nessuna persona onesta è in grado di definire il costo del kilowattora nucleare, perché al prezzo di costruzione della centrale, quelle di ultima generazione costano 4/5miliardi di dollari (fonte Rubbia), si deve aggiungere, dopo circa 40 anni di esercizio, il costo dello smantellamento e lo stoccaggio delle scorie, processo che costa più della costruzione della centrale nuova, a cui si deve aggiungere il costo della sorveglianza dei siti di stoccaggio per centinaia di anni.
- Per costruire la centrale Usa di Maine Yankee negli anni 60 sono stati spesi 231 milioni di dollari, recentemente ha finito il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati stanziati 635milioni di dollari (Ecoage.com).
In Italia la cosa si complica. Nel 2006 (19 anni dopo la chiusura di tutte le centrali nucleari per il referendum) l’effettivo smantellamento aveva interessato solo il 6% delle strutture, mentre la maggior parte delle spese (che paghiamo noi in bolletta elettrica) è stata dedicata a mantenere in sicurezza l'esistente. La stima più recente, contenuta nel piano industriale della Sogin (la società costituita per risolvere il problema nucleare) è di circa 4,3 miliardi di Euro, la data di fine bonifica sarebbe il 2024, se nel frattempo fosse operativo il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che si tentò di fare a Scanzano, in Basilicata, ma fu bocciato dalla insurrezione popolare). - Per fermare per sempre il nucleare, basterebbe chiedere che i lavori iniziassero appena demolite le vecchie centrali e messe in sicurezza le scorie radioattive, anche perché, senza terminare questa operazione non si può stabilire con esattezza quanto ci costa un kilowatt creato col nucleare.
- Gli impegni internazionali presi dall'Italia di ridurre le emissioni dei gas-serra prevedono pesanti sanzioni se questi impegni non verranno onorati. Il fotovoltaico e il solare termodinamico hanno brevi tempi di realizzazione, mentre il lungo ciclo di costruzione del nucleare (15 anni) farebbe aumentare le spese per le multe che andrebbero conteggiate nel costo della scelta nucleare.
Qualche riflessione etica. È immorale fare la scelta nucleare considerando che si lascia alla TERRA una eredità di inquinamento molto pericoloso per decine di migliaia di anni e che il ciclo del nucleare civile serve anche a quello militare e quindi questa tecnologia, se adottata massicciamente, aumenta i pericoli di proliferazione di armi atomiche.
È stupido fare centrali costosissime che dipendono dall'uranio, che è in esaurimento, controllato da pochi, e significa passare dalla dipendenza dal petrolio a quella dall'uranio, mentre il sole è democratico e gratis e brilla su tutti gli uomini.
Nel deserto del Nevada è stato realizzato un impianto solare termodinamico del costo di 200 milioni di dollari, 64 megawatt di potenza, realizzato in 18 mesi. Questo tipo di centrali è realizzabile in quasi ogni parte del mondo, decentra la produzione di energia, porta lavoro e l'energia diffusamente sul territorio, non produce scorie e non ci sono pericoli per incidenti. È in grado di produrre tutta l'energia di cui un paese ha bisogno, basta scegliere di finanziarle e costruirle.
Ma la caratteristica più importante della scelta solare è quella della microgenerazione diffusa sul territorio, dai tetti dei capannoni industriali a quelli delle case, alla costruzione di centrali termodinamiche non gigantesche legate e utili al territorio cittadino, senza monopoli né multinazionali a dettare legge sui prezzi, come accadrebbe sicuramente con il nucleare.
Molto positiva è il progetto dell'ATM di Milano che prevede di alimentare la linea 1 della metropolitana con pannelli fotovoltaici installati sui tetti del deposito di Precotto (fonte l'Espresso 12.6.08 pag.141).
La lobby del nucleare è legata agli Usa, che probabilmente ci venderebbero i reattori Westinghuose chiavi in mano, e ai paesi produttori di uranio.
Sono tali e tanti i pericoli e le assurdità del nucleare che i suoi sostenitori prezzolati hanno senza altro un profilo cinico e criminale, ben sapendo che la tecnologia solare può produrre la stessa quantità di energia a parità di denaro investito (smantellamento compreso) e non lascia eredità radioattive alla nostra terra.
++
Forze militari bielorusse si preparano a rispondere al sistema missilistico USA.
da http://www.charter97.org/
L’apparato militare bielorusso ha espresso disapprovazione nei confronti del sistema missilistico americano in Polonia. Verranno quindi intraprese le misure opportune a questa situazione.
Il ministro della difesa Leanid Maltsau ha dichiarato: “A mio avviso questo è un precedente molto pericoloso: Quelle che saranno installate, sono armi di distruzione che possono superare i confini. L’Ossezia del Sud è un esempio del risultato di questa “prova di muscoli”.
Ci potrebbero essere conseguenze impreviste allo schieramento dei missili di difesa degli USA in Polonia. Ha poi sottolineato Maltsau.
“Avevamo l’atomo pacifico, la centrale nucleare di Chernobyl, ed è esplosa vicino a noi coinvolgendo Russia, Ucraina e Belarus, abbiamo fatto molto per eliminare i danni causati da quell’incidente. “In questo caso, abbiamo a che fare con l’atomo non-pacifico”. Ha dichiarato il Ministro della difesa.
20.08.08
Le paure di uno zar di Sergio Romano
Nel Corriere di ieri Alberto Ronchey si è chiesto quali siano le motivazioni della politica di Putin.
Un disegno geopolitico o «geoenergetico » per la riconquista dello spazio imperiale perduto dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica? Il timore dei due colossi — gli Usa e la Cina — che incombono sulle sue frontiere? La mia interpretazione è personale e potrà sembrare a qualche lettore troppo «filo-russa». Ma non intendo assolvere Putin dai suoi peccati e giustificare le sue intemperanze. Voglio soltanto ricordare che non è possibile trattare con un grande Stato senza cercare di comprenderne le percezioni, le ambizioni e le paure. Putin è uno zar restauratore e modernizzatore. Vuole restituire ai suoi connazionali l'orgoglio perduto. Vuole preparare il suo Paese ad affrontare le sfide del futuro. Vuole instaurare un sistema economico che assicuri la prosperità e la crescita civile della società russa. Per raggiungere questo scopo non poteva permettere che le maggiori risorse naturali della nazione (soprattutto petrolio e gas) restassero nelle mani di oligarchi o di società straniere che hanno conquistato pezzi di ricchezza russa nel momento della sua maggiore prostrazione. Per sbarazzarsi di questi corsari dell'economia ha agito senza scrupoli.
Ma non è stato più spiccio e spregiudicato di quanto siano state le sue vittime negli anni in cui creavano i loro imperi economici. Putin sperava di realizzare questi obiettivi in un clima di cooperazione internazionale con gli Stati Uniti, l'Europa, la Cina e le altre maggiori potenze. Ha manifestato solidarietà a Bush dopo gli attentati dell'11 settembre. Lo ha aiutato a vincere la guerra afghana autorizzando le forze armate americane a utilizzare lo spazio aereo russo e a creare basi in Asia Centrale. Ha stretto buoni rapporti con alcuni leader occidentali: Berlusconi, Chirac, Schröder. E ha colto un primo risultato positivo nel luglio del 2002, a Pratica di Mare, quando i Paesi del Patto Atlantico hanno accettato di creare una nuova organizzazione: il Consiglio Nato- Russia. Molti sperarono (io fra questi) che la vecchia Nato, costituita per contrastare un nemico ormai defunto, si sarebbe trasformata sino a diventare l'organizzazione per la sicurezza collettiva dell'intero continente europeo, dall'Atlantico agli Urali. Negli anni seguenti la tendenza alla cooperazione si è bruscamente invertita. Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq. La vecchia Nato, improvvisamente ringiovanita e ringalluzzita, si è allargata verso Est sino a comprendere territori (le tre repubbliche del Baltico) che appartenevano all'Impero zarista e all'Urss. Quando i russi hanno lanciato i primi ammonimenti, gli Stati Uniti hanno rincarato la dose con due iniziative obiettivamente anti-russe.
In primo luogo gli Stati Uniti hanno messo all'ordine del giorno l'ingresso nella Nato della Ucraina e della Georgia. In secondo luogo hanno cominciato a trattare con la Polonia e la Repubblica Ceca l'installazione di basi antimissilistiche che sono teoricamente anti-iraniane e concretamente anti-russe. Quando Mosca ha fatto comprendere che l'indipendenza del Kosovo avrebbe aperto il vaso di Pandora in cui erano finiti tutti i conflitti etnici irrisolti dell'era post-sovietica, gli Stati Uniti e l'Europa hanno ignorato le sue obiezioni. Quando qualcuno a Mosca, dopo lo scoppio della crisi georgiana, ha proposto la convocazione del Consiglio Nato-Russia, la Nato ha risposto con la convocazione di un Consiglio Atlantico che ha accusato Mosca di avere fatto un uso sproporzionato della forza; quasi che non vi fossero state altre circostanze recenti — i 78 giorni durante i quali la Nato ha bombardato la Serbia, i 35 giorni durante i quali Israele ha bombardato il Libano — in cui l'uso della forza poteva essere considerato, da altri punti di vista, «sproporzionato».
E più recentemente, infine, gli Stati Uniti, per strappare alla Polonia una base missilistica, le hanno promesso una fornitura di missili Patriot: un'arma che, per la sua gittata, può essere usata soltanto contro missili russi. I polacchi li avevano chiesti perché sapevano che l'esistenza di una base anti-missilistica americana nel loro territorio starebbe stata considerata a Mosca un gesto ostile.
E volevano disporre di armi che avrebbero meglio garantito la sicurezza del loro Paese. Dando i Patriot alla Polonia gli Stati Uniti hanno implicitamente ammesso che il loro «scudo» è anti-russo. Ciò che dovrebbe maggiormente sconcertare gli europei è il fatto che tutto questo avvenga in una situazione in cui Russia e Ue hanno eccellenti ragioni per andare d'accordo.
I russi hanno petrolio e gas; noi abbiamo i capitali, le tecnologie e la cultura economica di cui la Russia ha bisogno per recuperare il tempo perduto. Esistono le condizioni per una intesa simile a quella che la Francia propose alla Germania e ad altri Paesi europei dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Il problema, allora, era la ricostruzione di un continente distrutto. Per evitare che i sopravvissuti cominciassero a contendersi i due beni di cui avevano maggiormente bisogno, Jean Monnet e Robert Schuman proposero la creazione della «Comunità europea per il carbone e l'acciaio»: una organizzazione che avrebbe reso possibile l'uso congiunto e solidale di due fondamentali risorse.
Oggi, dopo la fine della guerra fredda, occorre una «Comunità euro-russa per gli idrocarburi e lo sviluppo». Se imboccheremo questa strada persino gli Stati Uniti (se non questa presidenza, la prossima) scopriranno che vi sono altri modi per vivere con la Russia e, alla fine, ce ne saranno grati.
Queste che seguono sono particolarmente interessanti.
16.08.08 Fonte: http://www.ecplanet.com/
Promemoria nucleare di Paolo De Gregorio
- 439 sono i reattori nucleari funzionanti nel mondo (104 USA, 59 Francia, 55 Giappone, 31 Russia).
- Questa produzione copre il 6,4% di tutta la energia prodotta nel mondo, e il 15% dellìenergia elettrica mondiale.
- Il fotovoltaico copre il 6,4 della produzione globale di elettricità (fonte European Photovoltaic Industry Association), cresce del 40% annuo.
- Nel 2006 l'eolico copriva l'1% della produzione globale, cresce del 25% annuo
- Dal 1978 negli Usa e dal 1991 in Francia non sono state più costruite nuove centrali nucleari.
- Secondo AIEA (agenzia internazionale energia atomica) le riserve di uranio sono di 4,7 milioni di tonnellate e si trovano in Australia (28%), Kazakistan (18%) e Canada (12%).
- L'uranio andrà in esaurimento a consumo attuale, nel 2055, con nuove centrali molto prima. Il costo dal 2005 al 2008 si è quadruplicato (da 20 a 85 dollari)
- Problema irrisolto: lo stoccaggio delle scorie. Solo gli USA hanno realizzato una soluzione, ma soltanto per lo stoccaggio delle scorie di 2° grado, mentre resta incerto il destino delle scorie di 3° grado (ad alta radioattività), che restano accantonate all'interno delle centrali.
- Nessuna persona onesta è in grado di definire il costo del kilowattora nucleare, perché al prezzo di costruzione della centrale, quelle di ultima generazione costano 4/5miliardi di dollari (fonte Rubbia), si deve aggiungere, dopo circa 40 anni di esercizio, il costo dello smantellamento e lo stoccaggio delle scorie, processo che costa più della costruzione della centrale nuova, a cui si deve aggiungere il costo della sorveglianza dei siti di stoccaggio per centinaia di anni.
- Per costruire la centrale Usa di Maine Yankee negli anni 60 sono stati spesi 231 milioni di dollari, recentemente ha finito il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati stanziati 635milioni di dollari (Ecoage.com).
In Italia la cosa si complica. Nel 2006 (19 anni dopo la chiusura di tutte le centrali nucleari per il referendum) l’effettivo smantellamento aveva interessato solo il 6% delle strutture, mentre la maggior parte delle spese (che paghiamo noi in bolletta elettrica) è stata dedicata a mantenere in sicurezza l'esistente. La stima più recente, contenuta nel piano industriale della Sogin (la società costituita per risolvere il problema nucleare) è di circa 4,3 miliardi di Euro, la data di fine bonifica sarebbe il 2024, se nel frattempo fosse operativo il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che si tentò di fare a Scanzano, in Basilicata, ma fu bocciato dalla insurrezione popolare). - Per fermare per sempre il nucleare, basterebbe chiedere che i lavori iniziassero appena demolite le vecchie centrali e messe in sicurezza le scorie radioattive, anche perché, senza terminare questa operazione non si può stabilire con esattezza quanto ci costa un kilowatt creato col nucleare.
- Gli impegni internazionali presi dall'Italia di ridurre le emissioni dei gas-serra prevedono pesanti sanzioni se questi impegni non verranno onorati. Il fotovoltaico e il solare termodinamico hanno brevi tempi di realizzazione, mentre il lungo ciclo di costruzione del nucleare (15 anni) farebbe aumentare le spese per le multe che andrebbero conteggiate nel costo della scelta nucleare.
Qualche riflessione etica. È immorale fare la scelta nucleare considerando che si lascia alla TERRA una eredità di inquinamento molto pericoloso per decine di migliaia di anni e che il ciclo del nucleare civile serve anche a quello militare e quindi questa tecnologia, se adottata massicciamente, aumenta i pericoli di proliferazione di armi atomiche.
È stupido fare centrali costosissime che dipendono dall'uranio, che è in esaurimento, controllato da pochi, e significa passare dalla dipendenza dal petrolio a quella dall'uranio, mentre il sole è democratico e gratis e brilla su tutti gli uomini.
Nel deserto del Nevada è stato realizzato un impianto solare termodinamico del costo di 200 milioni di dollari, 64 megawatt di potenza, realizzato in 18 mesi. Questo tipo di centrali è realizzabile in quasi ogni parte del mondo, decentra la produzione di energia, porta lavoro e l'energia diffusamente sul territorio, non produce scorie e non ci sono pericoli per incidenti. È in grado di produrre tutta l'energia di cui un paese ha bisogno, basta scegliere di finanziarle e costruirle.
Ma la caratteristica più importante della scelta solare è quella della microgenerazione diffusa sul territorio, dai tetti dei capannoni industriali a quelli delle case, alla costruzione di centrali termodinamiche non gigantesche legate e utili al territorio cittadino, senza monopoli né multinazionali a dettare legge sui prezzi, come accadrebbe sicuramente con il nucleare.
Molto positiva è il progetto dell'ATM di Milano che prevede di alimentare la linea 1 della metropolitana con pannelli fotovoltaici installati sui tetti del deposito di Precotto (fonte l'Espresso 12.6.08 pag.141).
La lobby del nucleare è legata agli Usa, che probabilmente ci venderebbero i reattori Westinghuose chiavi in mano, e ai paesi produttori di uranio.
Sono tali e tanti i pericoli e le assurdità del nucleare che i suoi sostenitori prezzolati hanno senza altro un profilo cinico e criminale, ben sapendo che la tecnologia solare può produrre la stessa quantità di energia a parità di denaro investito (smantellamento compreso) e non lascia eredità radioattive alla nostra terra.
++
Forze militari bielorusse si preparano a rispondere al sistema missilistico USA.
da http://www.charter97.org/
L’apparato militare bielorusso ha espresso disapprovazione nei confronti del sistema missilistico americano in Polonia. Verranno quindi intraprese le misure opportune a questa situazione.
Il ministro della difesa Leanid Maltsau ha dichiarato: “A mio avviso questo è un precedente molto pericoloso: Quelle che saranno installate, sono armi di distruzione che possono superare i confini. L’Ossezia del Sud è un esempio del risultato di questa “prova di muscoli”.
Ci potrebbero essere conseguenze impreviste allo schieramento dei missili di difesa degli USA in Polonia. Ha poi sottolineato Maltsau.
“Avevamo l’atomo pacifico, la centrale nucleare di Chernobyl, ed è esplosa vicino a noi coinvolgendo Russia, Ucraina e Belarus, abbiamo fatto molto per eliminare i danni causati da quell’incidente. “In questo caso, abbiamo a che fare con l’atomo non-pacifico”. Ha dichiarato il Ministro della difesa.
20.08.08
Le paure di uno zar di Sergio Romano
Nel Corriere di ieri Alberto Ronchey si è chiesto quali siano le motivazioni della politica di Putin.
Un disegno geopolitico o «geoenergetico » per la riconquista dello spazio imperiale perduto dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica? Il timore dei due colossi — gli Usa e la Cina — che incombono sulle sue frontiere? La mia interpretazione è personale e potrà sembrare a qualche lettore troppo «filo-russa». Ma non intendo assolvere Putin dai suoi peccati e giustificare le sue intemperanze. Voglio soltanto ricordare che non è possibile trattare con un grande Stato senza cercare di comprenderne le percezioni, le ambizioni e le paure. Putin è uno zar restauratore e modernizzatore. Vuole restituire ai suoi connazionali l'orgoglio perduto. Vuole preparare il suo Paese ad affrontare le sfide del futuro. Vuole instaurare un sistema economico che assicuri la prosperità e la crescita civile della società russa. Per raggiungere questo scopo non poteva permettere che le maggiori risorse naturali della nazione (soprattutto petrolio e gas) restassero nelle mani di oligarchi o di società straniere che hanno conquistato pezzi di ricchezza russa nel momento della sua maggiore prostrazione. Per sbarazzarsi di questi corsari dell'economia ha agito senza scrupoli.
Ma non è stato più spiccio e spregiudicato di quanto siano state le sue vittime negli anni in cui creavano i loro imperi economici. Putin sperava di realizzare questi obiettivi in un clima di cooperazione internazionale con gli Stati Uniti, l'Europa, la Cina e le altre maggiori potenze. Ha manifestato solidarietà a Bush dopo gli attentati dell'11 settembre. Lo ha aiutato a vincere la guerra afghana autorizzando le forze armate americane a utilizzare lo spazio aereo russo e a creare basi in Asia Centrale. Ha stretto buoni rapporti con alcuni leader occidentali: Berlusconi, Chirac, Schröder. E ha colto un primo risultato positivo nel luglio del 2002, a Pratica di Mare, quando i Paesi del Patto Atlantico hanno accettato di creare una nuova organizzazione: il Consiglio Nato- Russia. Molti sperarono (io fra questi) che la vecchia Nato, costituita per contrastare un nemico ormai defunto, si sarebbe trasformata sino a diventare l'organizzazione per la sicurezza collettiva dell'intero continente europeo, dall'Atlantico agli Urali. Negli anni seguenti la tendenza alla cooperazione si è bruscamente invertita. Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq. La vecchia Nato, improvvisamente ringiovanita e ringalluzzita, si è allargata verso Est sino a comprendere territori (le tre repubbliche del Baltico) che appartenevano all'Impero zarista e all'Urss. Quando i russi hanno lanciato i primi ammonimenti, gli Stati Uniti hanno rincarato la dose con due iniziative obiettivamente anti-russe.
In primo luogo gli Stati Uniti hanno messo all'ordine del giorno l'ingresso nella Nato della Ucraina e della Georgia. In secondo luogo hanno cominciato a trattare con la Polonia e la Repubblica Ceca l'installazione di basi antimissilistiche che sono teoricamente anti-iraniane e concretamente anti-russe. Quando Mosca ha fatto comprendere che l'indipendenza del Kosovo avrebbe aperto il vaso di Pandora in cui erano finiti tutti i conflitti etnici irrisolti dell'era post-sovietica, gli Stati Uniti e l'Europa hanno ignorato le sue obiezioni. Quando qualcuno a Mosca, dopo lo scoppio della crisi georgiana, ha proposto la convocazione del Consiglio Nato-Russia, la Nato ha risposto con la convocazione di un Consiglio Atlantico che ha accusato Mosca di avere fatto un uso sproporzionato della forza; quasi che non vi fossero state altre circostanze recenti — i 78 giorni durante i quali la Nato ha bombardato la Serbia, i 35 giorni durante i quali Israele ha bombardato il Libano — in cui l'uso della forza poteva essere considerato, da altri punti di vista, «sproporzionato».
E più recentemente, infine, gli Stati Uniti, per strappare alla Polonia una base missilistica, le hanno promesso una fornitura di missili Patriot: un'arma che, per la sua gittata, può essere usata soltanto contro missili russi. I polacchi li avevano chiesti perché sapevano che l'esistenza di una base anti-missilistica americana nel loro territorio starebbe stata considerata a Mosca un gesto ostile.
E volevano disporre di armi che avrebbero meglio garantito la sicurezza del loro Paese. Dando i Patriot alla Polonia gli Stati Uniti hanno implicitamente ammesso che il loro «scudo» è anti-russo. Ciò che dovrebbe maggiormente sconcertare gli europei è il fatto che tutto questo avvenga in una situazione in cui Russia e Ue hanno eccellenti ragioni per andare d'accordo.
I russi hanno petrolio e gas; noi abbiamo i capitali, le tecnologie e la cultura economica di cui la Russia ha bisogno per recuperare il tempo perduto. Esistono le condizioni per una intesa simile a quella che la Francia propose alla Germania e ad altri Paesi europei dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Il problema, allora, era la ricostruzione di un continente distrutto. Per evitare che i sopravvissuti cominciassero a contendersi i due beni di cui avevano maggiormente bisogno, Jean Monnet e Robert Schuman proposero la creazione della «Comunità europea per il carbone e l'acciaio»: una organizzazione che avrebbe reso possibile l'uso congiunto e solidale di due fondamentali risorse.
Oggi, dopo la fine della guerra fredda, occorre una «Comunità euro-russa per gli idrocarburi e lo sviluppo». Se imboccheremo questa strada persino gli Stati Uniti (se non questa presidenza, la prossima) scopriranno che vi sono altri modi per vivere con la Russia e, alla fine, ce ne saranno grati.
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