mercoledì 10 novembre 2010

A proposito di Berlusconi ( e di Bossi)

Della loro visita in Veneto e relative reazioni.

“Non leggete i giornali, essi imbrogliano” ribadisce il premier per l'ennesima volta. Naturalmente sta parlando di quei giornali che gli remano contro raccontando le cose come stanno.
Ieri Berlusconi è stato ampiamente contestato dalla popolazione veneta, nonostante lui oggi si ostini a dire che non si è accorto di nulla. La qual cosa risulta per niente credibile visto che Zaia, che gli stava a fianco, si è premurato di chiedere scusa per gli oppositori. E che dire di Bossi e del fatto che si è concesso solo alle interviste dei canali Mediaset? Oggi  Rete Veneta, una delle tante reti locali sempre presente a documentare sui luoghi dell'alluvione sin dai primi momenti della scorsa settimana, dicevo Rete Veneta testimonia tutto quanto detto sopra. Riporta esperienze e lamentele di quelle persone che hanno subìto sulla propria pelle i disastri dell'alluvione. Si sentono cittadini di serie B, vista la poca attenzione avuta nei momenti più difficili. “Dovevano venire prima, quando il fango e l'acqua erano dentro alle nostre case, alle nostre attività. Ora abbiamo pulito quasi tutto...”. Si sono dovuti arrangiare, con tanto coraggio e determinazione a non lasciarsi sopraffare. Nelle loro parole la delusione verso chi proprio davanti alle telecamere dice:
“Non sono venuto prima perchè avevo paura di disturbare”.
Ha detto proprio così, l' ho sentito con le mie orecchie. Sa tanto di scusa più che di cortesia. Mi viene il sospetto che sia lui che Bossi si siano mossi solo ora perchè è arrivata la minaccia da parte degli interessati di non pagare le tasse.

Oggi, oltre alla proposta di sospensione pagamenti delle rate dei mutui, il governo ha deciso degli stanziamenti per l'alluvione in Veneto: 300 milioni di euro per cominciare, con la promessa che, una volta stabilito il reale ammontare dei danni, di soldi ne arriveranno altri. Vedremo se saranno solo promesse.

martedì 9 novembre 2010

Vieni via con me



IO:
Vado via perchè in Italia abbiamo un capo di governo di cui mi vergogno.
Resto perchè spero di vedere cambiata la classe politica prima di morire

Vado via perchè qui non c'è futuro per i nostri figli, ma nemmeno per noi che diventeremo dei vecchi abbandonati a noi stessi.
Resto perchè l'Italia è il più bel paese del mondo

Vado via perchè corruzione e mafie varie mi schifano e so che hanno contagiato tutti i settori di potere.
Resto perchè, nonostante tutto, ci sono tanti italiani “brava gente”

Vado via perchè non vengono dati voce e ascolto ai più deboli.
Resto perchè persone come Saviano mi incoraggiano a farlo.



Vieni via con me
E' il titolo del nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Ieri sera la prima puntata.
Diversi gli spunti di riflessione offerti, primo fra tutti l' intervento di Saviano che ha parlato di "democrazia a rischio"
dal sito de "Il Sole 24ore" :
«Da un po' di tempo – ha esordito Saviano – vivo come una sorta di ossessione che riguarda la macchina del fango, il meccanismo che arriva a diffamare una persona». E che «mette in pericolo la democrazia nella misura in cui se ti poni contro certi poteri, contro questo governo, quello che ti aspetta è un attacco che parte dai fatti minuscoli della tua vita privata». Lo scrittore napoletano ha poi elencato alcuni casi nei quali la macchina del fango è entrata in azione: dalla «casa di Montecarlo» alla vicenda che ha coinvolto l'ex direttore di Avvenire, Dino Boffo, fino alla «campagna diffamatoria contro l'allora aspirante candidato del Pdl alla presidenza della Regione Campania, Stefano Caldoro».
Alla fine del post il link per vedere uno stralcio del monologo

Mi è piaciuto tutto, dalle letture dei vari ospiti all'intervento di Benigni, come sempre grandioso.
Ora aspettiamo le prossime puntate.



Su questo link anche i video di Saviano e Vendola.
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/08/news/saviano_fazio-8899827/?ref=HRER2-1

lunedì 8 novembre 2010

Circa le energie rinnovabili

Qualche notizia in briciole.

Fonte: 'La nuova ecologia” mensile di Legambiente
“Sole Nostrum.
Novantamila impianti lungo tutta la Penisola, per circa 1.500 MW installati. La metà solo nel 2009.
L'Italia scala la classifica europea del fotovoltaico installato. Secondo il Piano nazionale dovremmo raggiungere gli 8.000 Mwp entro il 2020. Ma gli industriali puntano più in alto.
Il settore ha creato negli ultimi tre anni circa ventimila posti di lavoro. Nel 2020 potrebbero arrivare a novantamila.”

Il pianeta ringrazia. E noi pure.

Le Innovazioni.
Pannelli antipolvere.

Pannelli solari che si puliscono da soli. Ci stanno lavorando all'Università di Boston per risolvere il problema degli accumuli di polvere, che possono ridurre l'efficienza degli impianti anche dell'80%.

Il professor Malay Mazunder e i suoi colleghi stanno approntando una sorta di “scudo” trasparente a base di elettrodi, una scarica elettrica che può sollevare e trasportare lontano i granelli di materiale estraneo, ripulendo la superficie dei pannelli e spazzando via in meno di due minuti il 90% dei detriti. L'invenzione, messa a punto in origine su commissione della Nasa per garantire l'efficienza dei pannelli delle sonde inviate in missione sulla Luna e su Marte, potrebbe rivelarsi particolarmente utile per facilitare l'installazione di grandi impianti nelle aree più soleggiate, ma anche più ricche di sabbia del pianeta: quelle desertiche. Si calcola che se fosse adibito a produzione di energia solare anche solo il 4% della superficie desertica della Terra si potrebbe coprire senza problemi l'intero fabbisogno energetico annuale del globo.
FEDERICO GUERRINI

domenica 7 novembre 2010

Sogni fatti con il naso in su

  ... con il naso in su

Noi siamo quelli che, non moriranno mai
perché quei nostri sogni, li lasceremo qui
Quei sogni frastornati, da quattro soldi in giù
quei sogni un po' bambini, fatti con il naso in su
Noi siamo quelli che, esprimono per voi
emozioni stracciate, o grandi ingenuità
Con povere canzoni, cantate un po' qua e là
noi accendiamo il buio, che azzurro si farà
Hanno ali, quelli come me
hanno ali, quelli come me
Amici di tristezze, o grandi nostalgie
pieni di tenerezze, o azzurre fantasie
Che arrivano nel cuore, e sfondano per te
la porta dell'amore, più impossibile che c'è
A generali e santi, possiamo dar del tu
e al gioco del potere, noi ci sputiamo su
E come San Francesco, parlare si potrà
con gli animali e i fiori, d'amore e di bontà
Hanno ali, quelli come me
hanno ali, quelli come me
Andiamo sulla luna, chiudendo gli occhi e
il mare lo inventiamo, anche dove non c'è
Bevendoci le notti, pervase di magia
noi coloriamo mondi, con matite di poesia
E i sapientoni sciocchi, che chiamano retrò
la musica leggera, per denigrarla un po'
Li troverò all'inferno, quando ci scenderò
per dargli un po' d'amore, io per loro canterò
Hanno ali, quelli come me
hanno ali, quelli come me
 
ALI - Don Backy

sabato 6 novembre 2010

Maurizio Viroli, la libertà dei (cittadini) servi

Da Augias, Le Storie-Diario italiano –
mercoledì 3 novembre. Per chi si è perso questa bella puntata segnalo il link:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3f662580-9811-4eec-b255-0271c8979468.html

Guardatelo: esprime dei concetti molto interessanti.
Allego anche un video di breve durata, per chi ha meno pazienza, ma vuole comunque sentire il pensiero di Viroli.

In piazza per il clima

"Si alle rinnovabili, no al nucleare. Torna 100 piazze per il clima: la giornata mobilitazione contro la febbre del pianeta. Quest'anno l'iniziativa cade ventitre anni dopo la vittoria del referendum contro le centrali atomiche ( era l'otto novembre 1987) e punta a diffondere la proposta di legge sulle rinnovabili.
In centinaia di località italiane si distribuirà materiale informativo e si raccoglieranno le firme."
(La nuova ecologia, mensile di legambiente)

INFO http://www.legambiente.it/  e   http://www.oltreilnucleare.it/

venerdì 5 novembre 2010

Peggio del 1966



L'emergenza non è finita, anzi. L'acqua scende lentamente e per domenica è prevista ancora pioggia.

Intanto la catastrofe si mostra in tutta la sua drammaticità: si dice che la situazione sia di molto peggiore di quella dell'alluvione del lontano 1966, rimasta nella memoria dei più anziani. Migliaia di famiglie hanno perso tutto. Tante imprese artigianali, commerciali, aziende agricole ridotte allo stremo non sanno se potranno riprendere le loro attività. C'era la crisi di posti di lavoro prima, ora c'è la disperazione.
Zaia: “ Danni per oltre un miliardo di euro, ho chiesto lo stato d'emergenza”.

Dalle mie parti la situazione è sotto controllo: il Brenta è salito di parecchi metri, ma gli argini più alti tengono. Ieri, mentre andavamo a Chioggia, abbiamo visto il fiume con tutta la sua forza dirompente. Alla Natura non si comanda. Dobbiamo noi essere attenti a non abusarne cementificando oltre misura il territorio. E non basta. Vanno fatte opere di prevenzione, perchè altrimenti il conto che si paga POI rischia di essere molto più salato del PRIMA, come stiamo vedendo in questi giorni.

giovedì 4 novembre 2010

Non dimenticate


Sacrario Militare del Monte Grappa

"Tutti nella voragine, nel mare senza fondo,
nella storia comune le storie minuscole
come pietre o schegge di un muro interminabile. "

Elio Pecora


Oggi si celebra la giornata dell'unità nazionale, quella delle Forze Armate e la commemorazione dei Caduti di tutte le guerre. Recuperiamo la solennità di questa data, lo dobbiamo ai tanti morti nei conflitti.
 
 
Non dimenticate

"Vi chiedo solo una cosa: se sopravvivete a
quest'epoca non dimenticate.
Non dimenticate
né i buoni né i cattivi.
Raccogliete con pazienza
le testimonianze di quanti sono caduti per loro
e per voi.
Un bel giorno, oggi sarà il passato,
e si parlerà di una grande epoca e degli eroi
anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono
eroi anonimi. Erano persone, con nome, volto,
desideri e speranze, e il dolore dell'ultimo
fra gli ultimi non era meno grande di quello
del primo il cui nome resterà. Vorrei che tutti
costoro vi fossero sempre vicini come per-
sone che avete conosciuto, come membri
della vostra famiglia, come voi stessi..."

Julius Fucik (compositore,1872-1916)

mercoledì 3 novembre 2010

Il Veneto in ginocchio

Allagamenti ,smottamenti e frane stanno interessando la mia regione da due giorni con 121 comuni in stato di emergenza. Da Rovigo a Belluno, fiumi, canali e laghi hanno rotto gli argini e invaso rovinosamente il territorio. Le immagini che arrivano dalle tv locali sono sconfortanti. Acqua in pianura e crolli e dissesto del territorio in montagna. Sembra non ci sia una provincia esente dal fenomeno. Si parla di danni per 200 milioni di euro e ci si chiede se qualcosa poteva essere fatto per prevenire questo disastro. Ieri Bertolaso ha usato parole di biasimo verso chi  aveva la responsabilità di occuparsi appunto di prevenzione e non si è mosso. Ora ne pagheremo tutti le pesanti conseguenze.

martedì 2 novembre 2010

Non vivono più nel corpo

un piccolo cimitero di campagna

Non vivono più nel corpo, non possiamo più sentirli parlare, non possiamo abbracciarli,
nè possiamo essere da loro abbracciati.
Ma sono vivi nei ricordi, sono vivi nei nostri cuori.
Nel gioco del tempo che non privilegia nessuno, un giorno faremo parte della stessa schiera.
E' una consolazione che allevia la nostra tristezza

lunedì 1 novembre 2010

Il maltempo in Veneto

Fin da ieri non è cessato di piovere. Il 30% di Vicenza è interessato dalla tracimazione del Bacchiglione. Più di 2500 sfollati, ma il numero e destinato a salire. Scuole chiuse e protezione civile in costante allerta. Allarme anche nella provincia di Verona. E le previsoni per le prossime ore sono ancora di pioggia. Non si ricorda un evento simile dall'alluvione del 1966.


Tutti i Santi...e anche qualcuno in più

Non se ne dispiacciano le alte sfere di lassù. Ma mi sentirei d'inserire nella lista degli eletti, a buon diritto, anche quelle persone che coraggiosamente hanno combattuto una vita di miserie, sofferenze, ed ingiustizie; chi ha lottato senza tradire i propri princìpi d'onestà; chi ha rifiutato di accettare compromessi; chi si è mosso per ottenere un mondo migliore offrendo solidarietà e impegno; chi con l'esempio è stato il motore trainante per chi gli stava intorno. Gente ordinaria, che non sa fare miracoli, ma che con il proprio agire ha semplicemente dato valore alla Vita.

domenica 31 ottobre 2010

Nella pioggia, i colori dell'autunno...e l'Amore

rain/nature Pictures, Images and Photos


Circa l'argomento del giorno...
avrei tanto la tentazione di parlare di Silvio e delle nefandezze che ci propone servite su un piatto d'argento (Lui che lavora tanto ha il sacrosanto diritto di concedersi qualche svago, dice...)
MA NON VOGLIO ROVINARE il mio millesimo post, niente affatto!
E quindi non cederò al forte invito di lanciare qualche insulto, no!

Tento di riacquistare la calma, respiro a fondo, e mi concentro su un altro topic.
Parliamo di sentimenti. Almeno quelli, se positivi, scaldano il cuore. E in una giornata come questa, se ne sente proprio il bisogno.
Oggi ho letto il bellissimo post di GIORGIO (da leggere assolutamente,  cliccando sopra)
E a questo mi riallaccio per fare qualche personale, modesta, considerazione.


E' interessante riflettere proprio sull'affermazione iniziale di Giorgio:
“Chi pensa che ti amo sia una espressione che ha per tutti lo stesso significato si sbaglia di grosso.
E' vero l'esatto contrario: ciascuno di noi quando dice ti amo dice una cosa che ha un significato estremamente soggettivo.”
Condivido. A quelle due parole diamo ognuno una valenza del tutto particolare e unica a seconda del nostro particolare “sentire”. E della nostra esperienza di vita vissuta in fatto di sentimenti. Si parla di rispetto nel post ed è proprio su questo punto che, secondo me, bisogna focalizzare l'attenzione: dal rispetto del personale percepire un sentimento che inevitabilmente è qualcosa di differente per ogni animo umano. Personalmente credo sia un errore porsi la domanda : “ma l'altro mi ama con la stessa intensità con cui l'amo io?” E' una domanda a cui non troveremo mai la risposta assoluta. Come si fa a “pesare” l'amore? Ognuno dona con esclusive risorse, chi è che può stabilire quali sono le migliori? Certo è che, per parlare d'amore, le rispettive percezioni di una coppia devono entrare in sintonia quanto più possibile. E per questo che si, è necessario prestare attenzione ai fatti più che alle parole, tenendo conto che queste ultime possono essere smentite facilmente se non c'è un coinvolgimento concreto più che percettibile. Quanto alla domanda di Aliza se sia più vitale amare o essere amati...beh! Credo che entrambi siano “bisogni” talmente importanti per ognuno che non mi sento di privilegiare l'uno a dispetto dell'altro.

venerdì 29 ottobre 2010

Ci mancava la caccia in deroga!

immagine web

Era cominciato come pomeriggio da godere: un sole tiepido che invitava ad uscire, un cielo terso insolito per il periodo. Decido per una lunga passeggiata prima di fermarmi al supermercato. Vedo colori caldi intorno a me, ne faccio scorta. Mi ricarica il contatto con la natura, è questione di percezioni forti a cui non puoi rimanere insensibile. Intanto che costeggio il fiume acutizzo la vista e l'udito: è periodo di migrazioni e gli animali si mostrano ignari. Ed ecco che, mentre cammino cercando di assorbire quanto più possibile di quell' iniezione di vita, sento i primi spari. Cacciatori. La specie più assurda di umani migranti per diletto, fuori luogo e fuori del tempo. In pochi attimi riescono a trasformare il mio buon umore in rabbia. Non sopporto questo genere di “passatempo” che non ha più ragione d'essere. In aggiunta, mi viene in mente che in Veneto è passata anche la legge in deroga sulla caccia. Ulteriore motivo d'indignazione.


La caccia in deroga è quella che consente di impallinare determinate specie nonostante il principio generale di conservazione che mira alla loro salvaguardia. E’ ammessa, in particolari condizioni, dall’Unione Europea. Particolari condizioni scavalcate da chi non si fa scrupolo d'andare oltre. Fringuello, peppola, storno, ghiandaie per fare alcuni nomi, sono specie tutelate da norme comunitarie (puntualmente ignorate), che in questi giorni sono diventate bersaglio facile dei cacciatori senza scrupoli (vedi servizio del TG3 del 27 ottobre). Le norme europee consentono la caccia in deroga solo nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, per la sicurezza aerea, per prevenire gravi danni all’agricoltura, per la protezione della flora e della fauna e, in secondo luogo, ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione. La caccia in deroga PREVEDE comunque interventi controllati e di piccole quantità. L'Italia non ha rispettato tale normativa, tant'è che una sentenza della Corte di Giustizia ha condannato l'Italia per la caccia in deroga. Per questa condanna gli italiani dovranno pagare denaro che sarà prelevato ANCHE dalle tasche di chi ( l'80% della popolazione, me compresa!) considera la caccia un atto vile di pura crudeltà.

giovedì 28 ottobre 2010

Giornata contro lo spreco

Bruxelles, Parlamento Europeo 28 ottobre
Bologna, Palazzo D'Accursio, sabato 30 ottobre

Un antidoto all'indifferenza
di Antonio Galdo, autore del libro “Non sprecare” (Einaudi)

“Lo spreco è la lucida follia del tempo contemporaneo. E' la protervia dell'uomo opulento che non distingue più tra necessità e capriccio, tra essere e apparire.
Ma lo spreco è anche il perno di un modello di sviluppo fondato solo su criteri quantitativi: più produzione, più consumi, più benessere. Ecco perchè con un misto d'indifferenza e di cattive abitudini sprechiamo il cibo, l'acqua ( il 40% non arriva neanche nei nostri rubinetti), le risorse naturali ( la Terra ne consuma ogni anno un terzo in più di quelle che poi riproduce). E con la stessa generalizzata disinvoltura abbiamo trasferito lo spreco dalla sfera delle cose tangibili a quella dei beni immateriali: il corpo, la salute, il talento. La vita.

(…) Non sprecare è anche un antidoto, genuino e salutare all'indifferenza, all'incapacità di vedere l'altro, al narcisismo. E' un modo concreto per non considerare più scontato uno sviluppo del pianeta che, mentre ci prometteva più ricchezza, si sta traducendo nel suo impoverimento e nell'aumento di insopportabili ingiustizie. In fondo, basta veramente poco per non gettare un pezzo di pane in un cestino, per non eliminare un oggetto quando può essere semplicemente riparato.
Basta poco, ma può significare tanto”

martedì 26 ottobre 2010

Sul delitto di Avetrana


Ha ragione la Littizzetto: basta, non se ne può più!
Basta con lo show che gira intorno a questo terribile omicidio. La televisione contribuisce a rimbecillire la gente per quanto ne parla. E una delle conseguenze è quella macabra trovata dei pulman turistici organizzati per arrivare a visitare i luoghi del delitto. Aberrante questa cosa! Io guardo poco la televisione ma nonostante ciò, facendo zapping mi capita d'incrociare immancabilmente l'argomento che accuratamente evito.

La settimana scorsa in casa ci siamo aggiornati con il digitale. Nuova tv, per la gioia dei familiari, ma soprattutto tante opportunità di scelta sui programmi. Finalmente si può scegliere di evitare la programmazione spazzatura.

lunedì 25 ottobre 2010

Bora fresca, di giornata!

L'avevano detto e puntualmente è arrivata. Ormai, chi fa le previsioni meteorologiche a breve sbaglia di rado. Bora dunque. Una fredda, sferzante, minacciosa, indisponente bora autunnale. Ma tra le più incattivite proprio. Non so a quanta velocità arrivi il vento, di sicuro è una bora eccezionale per noi dell' entroterra.
Tra un po' dobbiamo uscire, a Mestre un incontro importante.
E questa condizione atmosferica ci predispone male.
Spero non sia di cattivo auspicio.

domenica 24 ottobre 2010

Seconda giornata nazionale A.V.O. Vieni con noi.

la nostra locandina

Per l'occasione riporto alcuni pensieri espressi dal dott. Giuseppe Bon relatore alla nostra ultima riunione del corso di formazione ed aggiornamento A.V.O.


Sulle motivazioni del servizio di volontario.
“Spesso, ciò che spinge il volontario ad incontrare e sostenere i bisogni di un suo simile è il suo cammino di ricerca, una ricerca che nasce dal bisogno di esprimere la propria umanità anche attraverso la solidarietà. E' un percorso di apertura che implica l'abbandono dell'autosufficienza personale per donare una parte di sé. Il volontario lavora con il cuore. La solidarietà diventa dunque espressione del proprio sentirsi parte della comunità e non individuo destinato all'isolamento.
Compito del volontario è riuscire a stabilire una relazione umana profonda con la persona che incontra offrendo ascolto, incoraggiando la speranza e la fiducia, suggerendo un atteggiamento di amicizia, di rispetto, di stima e di considerazione. Perchè di questo ha bisogno la persona ospedalizzata.”

Stile del Volontario A.V.O.
  • Il volontario AVO entra in reparto in punta di piedi e con il cuore in mano.
  • Il volontario AVO si propone come un girasole vicino ai salici piangenti
  • Il volontario AVO contribuisce alla cura del malato identificandosi con lui.
Essere volontari A.V.O. è una scelta libera, ma è anche un impegno che nasce dalla volontà di essere utili.

Ho scelto questo pensiero di Michel Quoist per concludere.
“L'uomo solo non esiste. Non ci sono che uomini legati gli uni agli altri, fino ai limiti dell' umanità e del tempo.”

sabato 23 ottobre 2010

La vita insegna

Per non rimanere delusa e ferita ho imparato che spesso, nelle amicizie come in amore,  è meglio non chiedere.
Tanto poi le risposte arrivano da sole, è solo questione di tempo.

venerdì 22 ottobre 2010

Sono favorevole alle centrali nucleari, purchè...

...PURCHE' SI METTANO AD ARCORE!
E  regalerei, al famoso proprietario di quelle 20 case,  le scorie nucleari come fertilizzante per il giardino.



Dal sito : http://www.greenpeace.it/update/21_10_2010/nuclear-emergency.html