lunedì 31 maggio 2010

Prigionieri delle nostre menti

in quel di Asolo


" Gli uomini non sono prigionieri dei loro destini,
 ma sono solo prigionieri delle loro menti”

Franklin Delano Roosevelt

sabato 29 maggio 2010

Mi punge poesia



Fusione, metamorfosi, simbiosi...il mio sentire

venerdì 28 maggio 2010

Il senso della vergogna...


...che molti non provano più.
Dal vocabolario.
Vergogna. Sentimento di pudore per cosa sconveniente, per colpa commessa o per timore di biasimo.
E ancora.
Da Wikipedia:
“Senso di tristezza e di avvilimento che nasce dall'essere consapevole di aver commesso una cattiva azione. (…) la vergogna è il segnale della rottura di regole di condotta personali e non condivise con la società. (...)” Leggi il seguito qui: Vergogna

Esiste ancora, riusciamo ancora a provarlo, o è anche questo un sentimento estinto?
Perchè nessuno si vergogna più? Politici in testa...!
Ma Che cos'è esattamente la vergogna?
Se lo chiedeva, e tentava di dare delle risposte, Augias mercoledì scorso in una puntata di “Le Storie- diario italiano”. Una puntata interessante, ne consiglio la visione.

Se l'argomento ti interessa, clicca sul link Le Storie -diario italiano

E' sempre colpa di qualcun altro...


 
 
Quando fa certe battutacce ( che trova spiritose solo lui, tra l'altro!), mi chiedo se prima di presentarsi a relazionare non abbia bevuto qualcosa di troppo forte!!

mercoledì 26 maggio 2010

Non solo corsa ( per fortuna!)


                                  domenica 23 maggio


Solo una settimana fa, se qualcuno mi avesse detto che presto avrei tentato una maratona ( si fa per dire maratona...) l'avrei preso per matto! Io adoro la bicicletta, ma odio la corsa a piedi. Tutta una questione di pigrizia. E di un po' di peso, localizzato nella parte superiore del torace, che devo gestire in qualche modo...


Comunque, venerdì sera mi telefona un'amica e mi propone la cosa. “Ci iscriviamo alla maratona?” mi chiede. “Ma sei matta!” rispondo. Ricordandole che sono almeno trent'anni che ho lasciato perdere questo genere di attività sportiva. Lei insiste: “ Ma dai, mica serve correre per forza! Ci facciamo una passeggiata e intanto chiacchieriamo”.
Mhmm... Dopo un bel po' di titubanza, mi lascio comunque convincere. Così, senza quasi rendermene conto, domenica mattina mi presento alla partenza. Numero di pettorale 168, scarpette comode, abbigliamento adeguato, ignara di ciò che m'attende mi butto nella mischia. Più di mille iscrizioni, chi mai l'avrebbe detto! Sembra una cosa seria. Chissà perchè pensavo non lo fosse! I percorsi da scegliere sono tre: 7-14-21 chilometri. Indovinate un po' per quale abbiamo optato...
Per farla breve... mi sono divertita, lo ammetto. E alla fine non ero nemmeno così stanca.
I miei amici si sono fatti coinvolgere al punto che parlavano già della prossima edizione...
... deve passare un anno intanto...
                               uno dei protagonisti degni di nota ( senza farlo sapere ai vincitori...)

domenica 23 maggio 2010

Siamo proprio sicuri di averci guadagnato?





La mia dirimpettaia è quel genere di vicina che tutti vorrebbero avere. Silenziosa, discreta, generosa senza secondi fini (in estate mi fa trovare davanti alla porta le verdure dell'orto della sorella); praticamente perfetta!
L'ho incontrata oggi sul vano scala e ho colto l'occasione per scambiare piacevolmente due chiacchiere. Il che non succede molto spesso: a volte capita che non ci incrociamo per mesi interi.
Questo incontro mi ha fatto riflettere sui rapporti di oggi con il vicinato. Il fatto è che neanche ci si cerca più per il semplice scopo di vedersi, di prendere un caffè insieme. Tutti  siamo troppo presi dalle nostre routine frenetiche e blindate. Ognuno ha la sua vita, il proprio lavoro, le proprie amicizie, la famiglia...Tutti  buoni motivi che diventano anche alibi per non intessere relazioni sociali che non stimolano più di tanto il nostro interesse.
E così finisce che si vive per anni accanto a delle persone che, alla fin fine, sono quasi delle estranee per noi.
Poco edificante la cosa se ci pensiamo bene. Il "buon" vecchio rapporto di vicinato, dove la conoscenza reciproca comprendeva anche il sapere vita, morte e miracoli l'un dell'altro ( quello era anche troppo!),  beh, è tutto finito, estinto! Giace per sempre fra i ricordi di un tempo che fu e che più non è dato essere.
Per fortuna, dirà qualcuno. Ci teniamo alla nostra privacy! Meglio un buongiorno, buonasera ( forse) e stop. Non si sa mai che il coinvolgimento vada oltre i limiti.
Io invece mi chiedo se in questo cambiamento non abbiamo perso qualcosa di prezioso...

venerdì 21 maggio 2010

Il ritorno...(?)


inseguendo un raggio di luce

Che forse non è un vero ritorno. Ancora non lo so. Dipende. Dipende da come mi sentirò i prossimi giorni. La voglia di esserci c'è sempre, ma la spinta a scrivere è ancora debole.
Il blog è attivo da quasi tre anni. Forse troppi per un contenuto che non sempre accontenta l'autrice.
Sempre tanti dubbi su quello che vorrei effettivamente dire e quello che invece passa. Vorrei parlare della mia vita, mi piacerebbe tanto. Inizialmente il blog l'avevo pensato anche così, come un semplice diario dove raccogliere le memorie sui fatti del mio quotidiano. Ma poi mi rendo conto che il privato è bene tenerlo per buona parte privato, per tanti motivi.
Inoltre, dopo tre anni, come aveva ben intuito qualcuno negli ultimi commenti lasciati, è arrivata anche un po' di stanchezza. Preme il bisogno di allontanarsi dalla rete per privilegiare i contatti reali trascurati da qualche tempo. Mi rendo conto che è un atto dovuto anche nei loro confronti. Così, eccomi qui a scrivere che pubblicherò con meno frequenza, finchè non mi si schiariranno le idee sul futuro di questo spazio.
A tutte le persone che mi seguono da un bel po' di tempo va intanto il mio abbraccio. E grazie, grazie per tutto l'affetto che ho sentito trasmesso con la vostra presenza.

A presto. Spero.

lunedì 17 maggio 2010

Rallentare...

Rallentare ...
sento la necessità di azionare i freni. 
ho bisogno di riflettere, di prendere respiro...

sabato 15 maggio 2010

venerdì 14 maggio 2010

Il corso di Pilates volge al termine


Ancora poche lezioni e poi la pausa estiva.
Che farò io senza i miei amici in carne o ossa, per niente virtuali, ma tanto reali?
Del gruppo di dodici persone che frequentano il mio stesso corso al mattino, io ed un maschietto più o meno coetaneo, siamo i più giovani. E questo la dice lunga.  I miei " colleghi" sono tutti un bel pò più attempati, ma che spasso la lezione in loro compagnia. Le battute non si risparmiano. E quelle degli uomini sono solitamente le più ironiche e divertenti.
Io, in genere,  parlo poco. Mi diverto ad osservare, ascoltare, salvo poi  farmi quattro risate tra me e me ( per non disturbare la lezione, mica per altro!). Frequentando da un bel pò di mesi l'allegra compagnia, ho avuto la conferma di quanto può essere stimolante e coinvolgente interagire con persone più grandicelle.
C'è una signora poi, che trovo assolutamente straordinaria. Sarà che mi ricorda molto una mia vecchia amica, nonchè ex collega, di qualche tempo fa. Uno spirito intraprendente, allegro, intellettualmente affascinante e fiera del suo non essere più tanto giovane.
Un bel esempio di come invecchiare. Adoro i " nonnini"!

giovedì 13 maggio 2010

E' come una marea



(...)Acqua delle risacche sulle vecchie orme,

sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose,
acqua delle risacche che dalle stelle
s'apre come una rosa immensa,
acqua che va avanzando sulle spiagge come
una mano ardita sotto una veste,
acqua che s'inoltra in mezzo alle scogliere,
acqua che s'infrange sulle rocce,
e come gli assassini silenziosa,
acqua implacabile come i vendicatori
acqua delle notti sinistre
sotto i moli come una vena spezzata,
o come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa.(...)

Pablo Neruda

Qual'è la tua virtù?

il video è stato rimosso ma lascio la domanda:
qual'è la virtù che ci riconosciamo? 

mercoledì 12 maggio 2010

A me sembra, eccome se mi sembra!


E tante volte neanche quella!
Ma qualcuno farà eccezione??? Bah! Oggi mi gira male, a proposito...

martedì 11 maggio 2010

Non seppellite le mie orme

le mie orme



NON SEPPELLITE LE MIE ORME

Quando me ne andrò da questa terra,
non piangete il mio cammino incompiuto:
io spazierò dentro angoli dei vostri cuori
che voi non conoscete.
Non spegnete il fuoco che accesi,
non lasciate che il vento consumi la fiamma che, per voi,
io con tanto amore alimentai.

Quando non calcherò i vostri pensieri,
non seppellite le mie orme dentro sabbie ammucchiate,
ma lasciatele vive nell'affetto che riscalda.

Non ho testamento da lasciare:
dirò all'Angelo della verità
che consegni al cielo il mio ricordo
e leghi col nastro dell'amore
questa mia vita vissuta per voi.
                                  Don Ottaviano Menato

Questa è una poesia lasciata da quella persona sensibile che era Don Ottaviano Menato, morto a Padova il 30 aprile scorso. Autore di molte raccolte di poesie, oltre che bravo sacerdote, lascia in chi l'ha conosciuto un'impronta indelebile.

domenica 9 maggio 2010

Dedicato a mia madre, nella festa della mamma.

Posted by Picasa
marzo, 2010. Mamma e cognato ( eccezionalmente in una performance da ricordare)

A mia madre, a tutte le madri che considerano la maternità un dono, va il mio augurio ed un tenero pensiero.
A mia madre, che ha ottant'anni e non ha perso la gioia di vivere nonostante qualche acciacco.
Alla sua energia ed ottimismo nonostante tutto ( e i pensieri non sono pochi)
A lei e alla sua grande forza, con affetto e gratitudine.
lucia

P.S. lo scrivo sussurrandolo timidamente ( si fa per dire)
        Oggi è anche il mio compleanno...


sabato 8 maggio 2010

La formula della felicità

                                                         la danza dei papaveri,
                                                          complice il vento

Citazione di Corrado Augias tratta dalla puntata del 7 maggio 2010 di " Le Storie, diario italiano"

"La formula della felicità è farsi piacere quello che si sta facendo "

Banale forse, ma illuminante.
Traduco e adatto
Puoi assaporare un po' di felicità anche nel profumo del caffè del mattino o
nelle note di una canzone che ti ricorda sensazioni forti.
A volte bastano i versi di una poesia, accarezzare il muso del tuo gatto o del tuo cane.
La felicità non è da ricercare nel sogno impossibile da realizzarsi, ma nelle piccole (grandi) emozioni che ti allargano il cuore. In fondo la felicità è fatta di attimi.
Per me, una corsa in bicicletta, vedere un campo di papaveri, sentire il profumo della primavera, ascoltare una voce cara al telefono, o ricevere a sorpresa un messaggio; vedere il sorriso nel volto di chi amo.
In fondo la felicità è fatta di attimi. Poi la vita, si sa...


Qualche immagine della mia ultima uscita pomeridiana in bici, tra sporadiche gocce di pioggia, vento e nuvole di panna montata.




venerdì 7 maggio 2010

Il venerdì è giorno di mercato


no, quella bici non è in vendita!

ma si! Facciamo quattro passi tra le bancarelle

qui si vende di tutto e di più

Tra colori e rumori dominanti...

E come cabina prova, ci si arrangia alla meglio...

Il mercato è lì che ci attende
I suoi colori sono un richiamo confuso
Il suo chiasso è stridulo, penetrante, alto.
Ma anche vivo...

tracce di Lucia


giovedì 6 maggio 2010

Saggezza popolare. Ovvero: sapete proprio tutto sui fiori d'acacia?

fiori d'acacia pronti per la pastella


Scommetto di no. Io almeno, questa non la sapevo fino a ieri.
Oggi ho voglia di chiacchierare, perciò vi racconto

E' capitato ieri, mentre tornavo dalla mia lezione di Pilates.
A proposito. Senza alcun dubbio, la mia schiena sta molto meglio da quando in autunno ho iniziato questo corso. Provare per credere. Ma non è di questo che voglio scrivere.
Dunque, dicevo. Ieri mattina pioveva. Niente di serio, intendiamoci. Ma non era proprio il caso di tirar fuori la bicicletta per andare in palestra. Così, non avendo a disposizione la macchina requisita da mia figlia, decido di farmi una bella passeggiata e di andare a piedi.
All'andata sono un po' in ritardo così accelero il passo per non arrivare a lezione iniziata. Al ritorno però ho tutto il tempo di scegliere il mio ritmo e, visto che non piove più, di guardare anche la riviera che in questo periodo ha tutte le acacie del fiume fiorite.
Non me n'ero accorta i giorni scorsi. Ma insomma ci siamo: la primavera dà i suoi frutti.
Nonostante la nostra disattenzione.
I fiori d'acacia!
Ogni anno è mia abitudine raccoglierne un po' per friggerli nella pastella. Non sono male. Hanno un sapore delicato e, udite, udite: piacciono anche a mia figlia che è risaputo essere un po' “delicatina” in fatto di gusti.
Mentre raccolgo qualche "grappolino" e mi faccio una mini doccia causa rami zeppi d'acqua, arriva una nonnina. Mi si avvicina timidamente e sento che mi sussurra qualcosa. Inizialmente non capisco. Parla a voce bassa quasi temendo di disturbare. La incoraggio a ripetere, curiosa di sapere.
Mi dice: “ Lo sa cosa facevamo una volta con questi fiori?”
“ Si, lo so. Si cucinavano. ” dico io dando per scontato che si riferisse alle frittelle.
Ma lei continua. “ E no” dice. “ Non solo quello. Una volta raccoglievamo questi fiori per metterli nel pollaio. Allontanavano i pidocchi dalla cova delle galline. E funzionava, eccome se funzionava!”
“Ma va” dico “Questa non la sapevo proprio! E' una bella curiosità, sa?”
“ Eh!” mi ribatte “ Lei è giovane e certe cose non può saperle, ma io che sono vecchia ne avrei da raccontare.”
Comprendo la necessità del comunicare e vorrei incoraggiarla a dirmi di più. Ma vedo che è un po' imbarazzata ed accenna ad andare. La lascio ringraziandola. Con un sorriso le sottolineo il fatto che ho apprezzato. Sapere qualcosa in più sulla tradizione popolare ( e saggezza) è un arricchimento.
O almeno... lo è per me.

mercoledì 5 maggio 2010

Seconda giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

Giornata promossa dalla fondazionelucabarbareschionlus per portare l'attenzione sull'abuso dei minori.
Fenomeno grave che registra anche un alto numero di casi non denunciati, come conferma Telefono Azzurro. Violenze spesso commesse all'interno della famiglia , ma anche da insegnanti ed educatori (compresi i religiosi) Da persone insomma che dovrebbero più di tutti tutelare bambini e ragazzi e che diventano invece il mostro di turno.
E anche la rete, in tutto questo, fa la sua  cattiva parte.

Tentativi di comunicazione



Lunedì 3 maggio 2010



Qualche immagine rubata dal finestrino dell'auto che mi riporta a casa. Scatti improvvisati senza riflessione, sentimenti legati a stati d'animo suggeriti dalla circostanza.




Un tramonto timido aiutato dal vento che ha allontanato le nubi, un sole che, a fatica, mostra pallido i suoi ultimi raggi.



Foto  per comunicare emozioni colorate e forti.
Ripensando ad un pomeriggio legato agli affetti più cari.