venerdì 23 gennaio 2009

I nostri adolescenti e la violenza – parte seconda

Riprendo quello che ha commentato Saba per aggiungere qualche altra riflessione sull'argomento.

Andando di questo passo corriamo si il rischio che il farsi giustizia da soli, magari con armi, venga considerato legittimo. Così non è e non deve diventarlo in una società civile governata da leggi a tutela del cittadino.

Come ho già scritto in post passati, per quanto riguarda i ragazzi i genitori hanno una grande responsabilità nell'educazione dei propri figli perchè loro, i figli, crescono secondo l'impronta che gli diamo noi adulti. Il bambino sin da piccolo ha bisogno di regole certe a cui fare riferimento. Le regole aiutano il bambino a crescere e a capire come deve comportarsi. Fin dai primi anni scopre quello che può o non può fare se NOI glielo insegnamo. Tra queste regole c'è il rispetto per gli altri, la condivisione della sua libertà con quella altrui, il non essere prepotenti a titolo gratuito.

Questo secondo me può andare benissimo d' accordo anche con il fatto di farsi rispettare e non farsi prevaricare. Se il ragazzo cresce forte e sicuro nei principi che gli hai trasmesso difficilmente si farà intimorire di fronte a certi episodi di sopraffazione e avrà il coraggio di cercare aiuto magari parlandone con qualcuno, genitori o chi che sia.

E per rispondere a Unforgiven82 , è comunque anche vero che c'è molto disorientamento nelle giovani generazioni a causa dei cattivi esempi di cui siamo tutti testimoni. In nome del successo e dei soldi facili, i giovani sempre più spesso vengono educati con assenza di regole morali o peggio vengono tirati su secondo modelli decisamente discutibili. Che dire, non è facile, ma è proprio per questo che la famiglia nell'educazione gioca un ruolo decisamente fondamentale.

8 commenti:

  1. Ottimo...
    cambiare noi adulti per insegnare ai nostri fili l'educazione, il rispetto, l'amore.
    Grazie angelo azzurro per aver ripreso un "nostro" spunto.
    Questa e' anche l'essenza del blog.
    Aperture, confronti, riflessioni, crescita...

    RispondiElimina
  2. Bellissimo post che condivido in pieno.
    Un saluto.

    RispondiElimina
  3. -. Per Sabatino. In effetti quando ho aperto il blog qualche tempo fa pensavo proprio a questo: confronto, riflessioni e crescita...

    RispondiElimina
  4. -. Marco Alessandro. Ti ringrazio, mi fa piacere saperlo.

    RispondiElimina
  5. Si, il confronto piace anche a me e riprendere un post, sulla base dei commenti, è un'ottima idea. Sai, come insegnante che svolge questo lavoro da più di 25 anni, mi sento di dirti che tante cose sono cambiate nei bambini: non sono abituati all'ascolto. Di una storia, di una facile regola di grammatica, di una consegna. Sai quante volte si spiega che rispondere alla violenza con la violenza non va bene? Mancano i genitori, molto spesso sono assenti. E se ci sono spesso insegnano che con l'arroganza si arriva prima. Ti premetto che amo molto il mio lavoro e che sto bene con i bambini.

    RispondiElimina
  6. Si,immagino le difficoltà.Secondo le mie amiche diventa sempre più diffile insegnare, inoltre troppi genitori non collaborano ad una sana educazione.

    RispondiElimina
  7. Angelo azzurro e Serenella non concordo al 100% con quello che dite. "Rispondere alla violenza con la violenza" non va bene. Ma rispondere alla "violenza" con la "forza"? La dea della Giustizia non stringe forse salda nella mano una spada? Ci sono momenti della vita di un essere umano in cui ti trovi a dover scegliere e anche combattere. Si ben venga lo stile Gandhi, ma se non funziona? Se per salvare qualcuno si fosse costretti ad usare la forza? Lo fareste? Io non ho dubbi a riguardo. Non sempre c'è il tempo materiale per cercare aiuto. Qui fuori il mondo sta diventando sempre più una giungla. Esempio pratico? Ok. Vedo una ragazza che sta per essere stuprata...io la polizia la chiamo, ma intanto che arriva quel di brutto che poteva succedere succede. E allora? Allora ti butti in mezzo. Perchè? Perchè è giusto. Perchè anche se potrebbero sembrare fatti non tuoi...rimpiangerai per tutta la vita il non aver fatto niente quel giorno. Badate bene, questo non è farsi giustizia da soli. Questo è semplicemente avere degli ideali. Ed è così che vorrei venisse su mio figlio (o mia figlia). C'è un tempo per la pace, un tempo per il dialogo...ma c'è anche un tempo per liberarsi dalle catene, dai soprusi e dalle angherie. C'è il tempo della calma, e c'è il tempo della forza. E se fosse necessario insegnare anche questo ai nostri figli in una nazione che vede i giovani sempre più lontani dalle lotte (piccole e grandi) per il loro futuro?
    Concordo sul fatto che i genitori debbano essere i primi educatori dei propri figli. Basta addossare tutta la colpa a terzi. "E' colpa della scuola", "è colpa della società", "è colpa della parrocchia"...e le nostre di colpe ce le vogliamo prendere? ("nostre" in senso lato, non sono ancora un genitore...purtroppo)

    RispondiElimina
  8. Rispondere alla violenza con forza non solo è utile ma direi anche necessario. Come facevi notare tu Unforgiven82, ci sono situazioni che richiedono decisioni immediate. Io ho suggerito recentemente a mia figlia un corso sull'autodifesa, visti i tempi e le ultime notizie di cronaca. Certo che reagire puntando un'arma e sparare...questo no, non so se ne sarei capace...

    RispondiElimina

Chiunque può lasciare un messaggio purchè decoroso e non offensivo