
Ode alla vita
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e puntini sulle” i ” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per seguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna a della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà il raggiungimento di una splendida felicita.
Martha Medeiros
Scusa, ma questa poesia non è di Neruda, ma di un'oscura poetessa brasiliana. E' una leggenda del blog che sia di Neruda. Ciao.
RispondiEliminaDi chiunque sia la reputo molto bella, mi ci ritrovo, perchè anche a me non piace lasciare le cose a metà, mi piacciono le sfumature dei colori, non mi piace lamentarmi, mai.....grazie di averla condivisa con noi.
RispondiEliminaBuona serata, roberta.
bisognerebbe leggerla ogni giorno per ricordarci...come vivere
RispondiEliminaSplendida poesia... fa sempre piacere rileggerla...
RispondiEliminaUn abbraccio
Muere lentamente...
RispondiEliminaPoesia oggetto di dettato a sopresa al corso di spagnolo!
Un abbarccio e felice settimana!
@Mio Capitano, grazie. Ho provveduto a correggere l'errore. Rendo merito alla poetessa che ha scitto una poesia molto bella e carica di verità.
RispondiElimina@gturs.la vediamo nello stesso modo.La noia, la monotonia, il non agire, il lamentarsi, spengono lentamente la vita.
@ la signora in rosso.Personalmente considero questo uno stile di vita. Io rifiuto le stesse abitudini che durano per anni, mi piace cambiare spesso il ritmo delle mie giornate, altrimenti mi sentirei soffocare!
@Io l'ho scoperta da poco in rete, ma la trovo favolosa!
@ Kylie.Felice settimana a te! Ciao
@ Maurizio. era per te l'ultima replica! Ciao
RispondiEliminaBello il tuo blog è trascinante complimenti.Ciao a presto!!
RispondiEliminanon è di Neruda, il tuo post è corretto.
RispondiEliminaIo l'ho letta la prima volta nella sala d'attesa della redioterapia di Aviano, dove andavo con mio marito che si stava curando. Lì c'era una grande bacheca dove il personale oppure chi lo desiderava potava appendere poesie, messaggi o semplici riflessioni. Mi ha colpito, naturalmente, mi ha aiutato a considerare quante volte si muore e non per malattia. Domani mio marito ha la TAC speriamo bene...ciao A
Una delle poesie più belle. Ottima scelta. Ciao!
RispondiEliminaInsegnamenti di vita...
RispondiEliminaLa rileggo spesso.
@ciao il parlatore. Grazie per l'apprezzamento e benvenuto!
RispondiElimina@ Aliza. Mi spiace molto per tuo marito! Un grosso in bocca al lupo per domani, speriamo fili tutto liscio! Un abbraccio!!!
@Novemberside. Grazie, sei sempre molto carina!
@ Ciao Stella, che piacere vederti!
Fantastica...
RispondiEliminaCinzia