Mi è capitato, qualche giorno fa, di riflettere su come sono cambiati in fretta i tempi, anche nell'evoluzione del gioco. Pensavo alla mia infanzia e poi ancora alla mia adolescenza. Si, perchè anche quand'eravamo più grandicelli, io e mio fratello più giovane, impegnavamo un sacco di ore per dedicarci al gioco. Scacchi, dama e tria erano i nostri passatempi preferiti. Già, il gioco della tria. A me piaceva tantissimo perchè riuscivo, quasi sempre, a battere il mio caro fratellino. Lui era, ed è tutt'ora, un asso a scacchi ( partecipa ancora a dei tornei) e a dama. Con me vinceva spesso, così la tria diventava un modo per riscattarmi. Ah, che soddisfazione mettere nel sacco il campione! Bei tempi quelli... Ora, se provi a chiedere a qualche ragazzino se conosce il gioco della tria, ti guarda strano. Pensare che è un gioco antichissimo, conosciuto in tutto il mondo. Lo giocavano 3500 anni fa gli Egiziani ( è stata trovata incisa una scacchiera su un soffitto di un tempio), lo giocavano i Vichinghi durante i lunghi viaggi in mare, lo giocavano i pastori italiani nel Medio Evo. In Germania lo chiamano “mulino”, in Francia “merelle”, in Inghilterra si chiama “ nine men's Morris”, in Russia è la “meinitsa”. In Italia è “il filetto, ma anche il mulinello, la tria, la tela, la schiera e forse qualche altro nome ancora. Torno a chiedermi: oggi qualcuno si ricorda ancora come si gioca? Forse, tra gli adulti stagionati ( non voletemene per il stagionato...mi ci metto anch'io), probabilmente qualcuno si, ma tra i più giovani?
E come questo, anche altri passatempi sono andati in pensione dopo secoli di pratica. Penso al gioco della “Moscacieca”, che nell'ottocento era uno dei giochi preferiti non solo dai bambini, ma anche dagli adulti; al gioco della “campana”, anche questo antichissimo e praticato in tutti i continenti; al gioco degli “astragali”o più semplicemente conosciuto come “ossi” perchè si possono usare i noccioli di pesca o albicocca, oltre che i sassolini ( mia madre giocava con quelli); e che dire di “palla sette”! Di quest'ultimo ho un bellissimo ricordo. Io e la mia amica del cuore Emanuela passavamo dei pomeriggi interi, d'estate , a far rimbalzare la palla sui muri di casa. Con grande disappunto dei nostri rispettivi genitori, devo dire, che s'infastidivano se sceglievamo l'ora del riposo quotidiano per giocare. Ammetto che il continuo rimbalzare e il nostro rumoroso vocio, erano un po' difficili da sopportare...ma a quell'età era difficile da comprendere!
Che tristezza constatare che tutto questo si è perduto. Oggi, nell'era dei computers, della Tv spazzatura, del tempo libero che sembra non esistere più, grazie allo sport pianificato, i ragazzini hanno perso quella vecchia sana abitudine del confronto diretto e libero con il mondo reale. Basta con la piazza e la strada, perchè sono diventate pericolose. Basta il ritrovarsi con il gruppo da soli, arbitri della propria vita, artefici della propria crescita, della propria maturazione. Non è più possibile. La realtà è mutata. Mi vien da pensare in peggio, sotto questo punto di vista. Ora è tutto sotto controllo, o quasi, visti i disagi dei giovani ( apatia, noia, pigrizia...) La società moderna ha creato “gabbie” dove poter inserire, lontano da preoccupazioni, i nostri figli.
Che tristezza constatare che tutto questo si è perduto. Oggi, nell'era dei computers, della Tv spazzatura, del tempo libero che sembra non esistere più, grazie allo sport pianificato, i ragazzini hanno perso quella vecchia sana abitudine del confronto diretto e libero con il mondo reale. Basta con la piazza e la strada, perchè sono diventate pericolose. Basta il ritrovarsi con il gruppo da soli, arbitri della propria vita, artefici della propria crescita, della propria maturazione. Non è più possibile. La realtà è mutata. Mi vien da pensare in peggio, sotto questo punto di vista. Ora è tutto sotto controllo, o quasi, visti i disagi dei giovani ( apatia, noia, pigrizia...) La società moderna ha creato “gabbie” dove poter inserire, lontano da preoccupazioni, i nostri figli.
Ma, a che prezzo?
Per sapere chi cominciava il gioco, si faceva la conta.
Eccone una veneta.
Eccone una veneta.
Uselin che vien dal mare
quante penne vuoi portare?
Vuoi portar 'na penna sola,
questo drentro e questo fora.
Meno male che non ti ho incontrato dato che a "filetto" io sono stato e sono tuttora una vera e propria schiàppa.
RispondiEliminaSimpaticissima la conta veneta, noi invece usavammo "anghingò tre galline e tre cappo'...(vuoto di memoria)...e toccherebbe precisamente a te!"
Ciao Angelo.
Quanta nostalgia di questi giochi!
RispondiEliminaLa tria, che noi giocavamo seduti a terra, disegnata sul selciato con un piccolo pezzetto di pietra rossa; poi i sassi (io usavo 5 noccioli di pesca) ed infine il mitico "campanon"!!
Ciao e un abbraccio!!
@ Sempre a me per prima, eh?
RispondiEliminaPeccato che abiti lontano, altrimenti ti potevo insegnare qualche trucchetto al " filetto/tria"!
Ciao Aldo, ma fa tanto caldo anche a Roma?? Qui da noi, una esagerazione! Mi raccomando, non uscire nelle ore calde per la tua solita passeggiata o mi tocca "volare" a soccorrerti!
@ mari47. I ragazzini di oggi non sanno cosa si sono persi, che dici?
Ma la "sesa color" e la "sesa cuceti" si giocava dalle tue parti?
RispondiElimina:-)
Bellissimo post, grazie
nelle serate d'estate dopocena, noi ragazzini andavamo in strada (all'epoca non passavano macchine) e saltavamo la corda. Avevamo una lunga corda e via....quanti salti!
RispondiEliminaComunque anch'io ero forte a tria.
Molto bello questo tuo post, dedicato ai giochi di una volta. Sai, nel sud, non sono completamente spariti. nei pomeriggi d'estate, nei quartieri più tranquilli, è possibile trovare dei bambini che giocano per strada alla campana. A scuola, poi, spesso teniamo dei progetti volti alla riscoperta di questi giochi antichi ma sempre ricchi di creatività e di possibilità di incontrare gli altri.
RispondiEliminache bei ricordi
RispondiEliminacon poco ci divertivamo
ora e' tutto maledettamente tecnologico
ciao
Michele pianetatempolibero
@ amatamari.Non ne ho mai sentito parlare, chissà che giochi sono...mi hai incuriosito.
RispondiElimina@ la signora. Si, si. Anch'io ho saltato tanto con la corda. Era uno dei giochi preferiti al doposcuola. Anche tu un asso della tria? peccato non poterci sfidare, accidenti...!
@Serenella Che meraviglia quel che mi racconti! Allora niente è perduto e c'è ancora qualche speranza, insomma. Bello il progetto con la scuola.Non abbandonatelo, eh!
@Michele.
Con poco ci divertivamo ed insieme si cresceva, affermando il nostro ruolo all'interno del gruppo.
La tecnologia non potrà mai sostituire il piacere di quelle giornate passate all'aria aperta!
Avendo a che fare quotidianamente con i bambini so che è l'occasione che manca loro non certo la voglia. A noi i giochi li insegnavano i più grandi quando scendevamo in strada e ogni giorno dopo la scuola ci ritrovavamo tutti insieme, grandi e piccini in un'allegra comitiva colorata che cercava modi di passare il tempo. Ora i bambini sono reclusi in casa, spesso soli ma se capita che si ritrovino ecco che la voglia di "mettersi in gioco" esce fuori intatta. E' la vita che proponiamo (o imponiamo) loro che li allontana da quei giochi che erano anche molto educativi...
RispondiElimina@ Miranda. altrocchè se erano educativi. Era determinante il gioco naturale dei ruoli e i più piccoli "imparavano" dai più grandi. Non posso che esser d'accordo!
RispondiEliminaEd il gioco del fazzoletto? O quello dei 4 cantoni? E lo scondicucco meglio conosciuto come nascondino?
RispondiEliminaE le biglie? E quanto ci si divertiva!
Che bello questo post, mi hai fatta tornare bambina!
Cinzia
Salve a tutti. Volevo dire, in merito alla 'tria', o filetto come volete chiamarlo, che è uscito un saggio dedicato ad esso. Pare che questo gioco antico abbia un valore anche simbolico, una duplice chiave di lettura, perchè è stato inciso anche su preti in verticale o di dimensioni inservibili a giocare.Nel libro è chiamata triplice cinta, m l'è sempre il nostro filetto. Vengono descritti diversi posti dove si trova inciso sulla pietra in Italia.Si cercano persone che ne segnalino altri.Buona serata da Barbara
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