venerdì 27 gennaio 2012

Il Giorno della Memoria



Il Giorno della Memoria per me è la domenica. Ogni domenica, tutto l'anno. Succede che i ricordi del racconto, come flash, balzano alla memoria quando alla fila della comunione in chiesa vedo il maestro. Ogni volta è sempre più curvo, ora cammina con il bastone, tentennando ad ogni passo, ma è sempre presente. Il maestro. Una grande tristezza mi assale quando lo vedo: penso al peso dei ricordi che porta dentro. L'ho incontrato qualche anno fa ad una conferenza dove lui portava testimonianza degli orrori di quella tragedia. Sul suo braccio è ancora inciso il numero impressogli prima che varcasse la soglia del campo di concentramento. Uno dei pochi sopravvissuti a quel campo allora, uno degli ultimi a sopravvivere, dopo tutti questi anni, adesso. Sono rimasti in pochi a dare testimonianza diretta, il tempo scivola inesorabilmente trascinando tutto. Il loro ricordo, perciò, è ancora più prezioso perchè la parola, quel respiro di vita segnato per sempre da esperienze terribili, ancora, trasmette forte emozione e ci aiuta a non dimenticare.


6 commenti:

  1. Il nostro dovere è ricordare...sono rimasti pochi quelli che hanno vissuto personalmente questa tragedia. Il compito più grande resta a noi, non far svanire questi ricordi nella memoria della storia!
    Ciao e a presto, Roberta.

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  2. Lasciano a noi il compito di tenere viva la memoria, noi che abbiamo ascoltato la loro testimonianza, che li abbiamo conosciuti, perchè in troppi ora vogliono negare l'orrore passato. Ciao

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  3. Ricordare, sì, ma per cambiare, per contribuire alla nascita di una nuova umanità
    Un caro saluto
    Giulia

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  4. anch'io quando incontro la mia professoressa di lettere delle medie, di cui ero innamorato... ragazzetto innocente...mi fa rendere conto di quando io sia invecchiato e del miracolo che la tiene ancora in vita...

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  5. Personaggi che meritano grande rispetto e che occorre far parlare sinché possono

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  6. Certo il maestro è una testimonianza "viva", e aiuta a ricordare, a non dimenticare uno dei peggiori orrori della storia dell'umanità.

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