Non vado volentieri ai funerali. E' sempre una forzatura che devo fare alla mia volontà di sfuggire, di restarne fuori. C'è stato un tempo in cui evitavo proprio di andarci, con grande stupore di chi non capiva il mio stato d'animo. Solo di recente ho fatto pace con me stessa e accettato quello che è un evento naturale.
Nella vita abbiamo poche certezze e la morte è una di queste, che ci piaccia o no.
Forse dovremmo solo cominciarne a parlare più spesso per aiutarci ad esorcizzarne la paura. Quel temere l'ignoto mai rivelato e perciò incerto, è solitamente il nostro peso nel cuore.
Non dovrebbe essere così per i credenti. La fede c'insegna che la morte terrena non corrisponde alla morte dell'anima. L'anima continua ad esistere, è immortale. E' la speranza del continuare a vivere in un'altra dimensione.
“La morte non è la fine di tutto, ma un inizio” ha detto oggi il prete nel dare l'ultimo saluto a Laura.
Laura, una donna dolce, pronta ad offrirti il suo sorriso ogni volta che l'incontravi, la madre di un'amica.
La saluto con questo pensiero
“(...)Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.”
Kahlil Gibran