sabato 7 aprile 2012

Pèsah, passaggio


Erri de Luca si definisce "non credente", ma c'è molta più attenzione al mistero in lui che in tanti canonici "credenti".
In questo pezzo che voglio proporvi, c'è una sua riflessione sulla Pasqua che mi piace molto:
"Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza"
Il viaggio di chi crede dura una vita, non credo esistano certezze che pongano fine a tante domande. Il desiderio di comprendere esige una continua ricerca, un approfondimento che, umanamente, è accompagnato anche da dubbi.

Buon cammino a tutti, dunque.
Lu
 
Di Erri De Luca

“Pèsah - Pasqua è voce del verbo ebraico "pèsah", passare.

Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.

Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della

 loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta

perciò ogni segno di presenza.
Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo "pèsah",
passaggio.

Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca,

è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s'azzarda nell'

altrove assetato del credente.

Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre,

l'uscita d'Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme.

Sono due scatti verso l'ignoto.

Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà.

Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione.

Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato

alla perfetta fede di giungere.
Inciampo e resto fermo,

il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha

salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono

muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli corrieri a

ognicosto, atleti della parola pace.”



 

venerdì 6 aprile 2012

Quanto vale una Vita?


Senza parole. Quando sento certe notizie rimango senza parole. Anche se, pensandoci su, non c'è da stupirsi più di tanto: è lo specchio dei tempi, il degrado sistematico dell'animo umano che pare non conoscere limiti di caduta. E non è un fenomeno che riguarda sola la politica, sia chiaro. Ci siamo dentro tutti, anche con la nostra semplice indifferenza, o tolleranza, o passività per comodo. I figli ammazzano i genitori, i genitori ammazzano i figli. Anziani ed ammalati sono un peso, il valore di una Vita vale meno di zero. All'amicizia poi, ci credono ancora in pochi ( mosche bianche), e quei pochi vengono talvolta ripagati a caro prezzo. Lo ha imparato bene in questi giorni il farmacista milanese finito in coma lunedì (non si è ancora ripreso) per avvelenamento da cianuro. E' stato l'amico ad avvelenarlo: lui gli aveva prestato 270 mila euro, l'altro non sapeva come far fronte al debito, così ha pensato che gli conveniva sbarazzarsi della persona anziché restituirgli i soldi!
Senza parole.

giovedì 5 aprile 2012

Meglio un novantenne o un diciottenne alla guida? Il caso Hack


Margherita Hack e il rifiuto del medico alla visita per il rinnovo della patente.
Caterpillar AM oggi propone il caso.
I diritti e la discrezione della garanzia.
C'è chi a settanta anni è già fuori gioco e chi a novanta va valutato con il diritto previsto dalla legge.
I controlli servono, la sicurezza è importante. Ma non discriminiamo a priori, o meglio, il medico non può unilateralmente prendersi questa responsabilità.  Una possibilità va concessa nel rispetto della normativa, a prescindere dall'esito della visita che può essere negativo, è ben inteso. Altrimenti cambiamo la legge, cosa su cui farei una seria riflessione.

mercoledì 4 aprile 2012

Allarme siccità


Siamo in piena e seria, serissima crisi. La pioggia di ieri non è bastata e Zaia dichiara lo stato di crisi idrica che varrà fino al 30 aprile.
Vietato innaffiare i giardini e lavare le macchine, tra l'altro.
Lo devo dire al vicino di casa, che pare viva su Marte e fa partire l'irrigazione automatica ogni giorno come se niente fosse.

lunedì 2 aprile 2012

Qui mi ritrovo



Perchè qui mi piace sempre di più stare sola
perchè qui il vento mi racconta tante storie
perchè qui gli incontri non deludono.
E' la mia pista ciclabile.

domenica 1 aprile 2012

Salviamo i ciclisti in città.


Se si può.
Parlo da protagonista diretta, perchè fruitrice in larga misura della bicicletta, perciò interessata al progetto di Legge portato in Parlamento. E' stato firmato da oltre sessanta parlamentari di ogni parte politica con l'esclusione della Lega. Ed ora si attende. Un'analoga iniziativa è stata proposta sulle pagine del Times, in Gran Bretagna, e si sa, la rete provvede al tam, tam. Il problema sicurezza sulle due ruote è sentito un po' in tutte le grandi città, non c'è dubbio. La bicicletta è un'alternativa allo smog, ma bisogna che i ciclisti siano tutelati per incoraggiarli all'uso.

Tra i punti che poco sotto vi linkerò, è da sottolineare la richiesta del limite di 30 km/h nelle zone residenziali che manchino di piste ciclabili, e una destinazione del 2% del budget dei gestori autostradali e stradali per la realizzazione di piste ciclabili.

Ora, le otto proposte di legge
take a look here:

sabato 31 marzo 2012

Alle 20,30 è l'ora della Terra: spegni la luce





Gli imprenditori italiani guadagnano meno dei dipendenti



Curioso, se non fosse offensivo.
Fra quei 10milioni di italiani che non pagano nemmeno un euro di tasse e gli altri venti milioni che non superano i 15mila euro di reddito, vorrei indagare.
Praticamente mezza Italia piange povertà.
Non ci credo nemmeno per un attimo.
Sospetto grande malafede e ai disonesti dico: vergognatevi. E' ANCHE per colpa vostra che siamo ridotti a questo punto. Le tasse che non pagate VOI le devono pagare i dipendenti, i pensionati, chi magari fatica sul serio ad arrivare alla fine del mese. Gli stessi da VOI si sentono presi in giro e truffati. VERGOGNATEVI, se ne siete capaci.
Solo a guardare le auto che girano per strada, sospetto inganno. E mi sento offesa ed arrabbiata quando leggo le cifre di cui sopra.

venerdì 30 marzo 2012

Luoghi di valore bistrattati

                                     la Laguna del Mort, Eraclea- Venezia

Da wikipedia- Laguna_del_Mort

"Nel 2003, la penisola che separa la Laguna del Mort dal mare, unitamente al suo arenile, è stata dichiarata da Legambiente una delle 11 più belle spiagge d'Italia.

La Laguna del Mort, unitamente alla pineta marittima di Eraclea mare, sono state definite "Sito d'interesse comunitario”, spesso indicate con l'acronimo SIC. Sono state proposte tramite deliberazione di giunta regionale n. 2673 del 6 agosto 2004 avente ad oggetto "Direttiva 79/409/CEE, Direttiva 92/43/CEE, D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 Ricognizione e revisione dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale con riferimento alla tutela delle specie faunistiche segnalate dalla Commissione Europea" e pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regionale n. 97 del 28 settembre 2004. "

Questa la premessa. Giusto per dire che non si tratta di un luogo qualsiasi dove CHIUNQUE può fare quel che vuole. Sono arrivati a superare i limiti della decenza e del rispetto. Ci sono  persone che, come me, vorrebbero SOLAMENTE godere della bellezza del luogo. E invece c'è da aver paura a girare da soli.  Una vergogna. Anni fa mia figlia fu portata dalla scuola a visitare questo posto, zona di protezione speciale. Speciale, si: ora è frequentato da tanti omosessuali  e scambisti in cerca di emozioni forti tra la natura. Visti con i miei occhi la settimana scorsa.
Dove sono i controlli? Io non ne ho visti.  Sarebbe ora che il problema fosse affrontato e risolto. Non se ne può più. O è  riserva fruibile da tutti, bambini compresi. O è sito riservato a nudisti e compagnia bella. Che si chiarisca una volta per tutte!


giovedì 29 marzo 2012

Di un tramonto



"Posso confidarti un segreto? Non importa quanti anni vivrai, ma come li vivrai. Dai valore al tuo tempo. Se in futuro, per esempio, ti troverai a percorrere giorno dopo giorno il tragitto casa-ufficio al volante di un’auto, con gli occhi incollati sulla distesa d’asfalto di fronte a te, trova ogni tanto il coraggio di spezzare la routine e ritagliati un istante per goderti le piccole meraviglie della Natura: soffermati ad ammirare un tramonto…"

lo ha scritto Sergio Bambarén, su Lettera a mio figlio sulla felicità

Un tramonto, ecco. E' quel che può bastare per allontanare la stanchezza di una giornata di routine. Fermarsi un attimo, respirare, e allontanare per qualche minuto tutti i pensieri. Concedersi degli istanti per noi stessi è importante.
Ne abbiamo bisogno tutti.

domenica 25 marzo 2012

Il video



Grazie ai volontari che hanno dedicato il loro tempo e la loro attenzione a noi visitatori.
Rimango sempre piacevolmente colpita dai ragazzi, quegli studenti che hanno accettato di proporsi come guide straordinarie per divulgare la conoscenza del nostro patrimonio. Hanno rinunciato al loro tempo libero per la cultura. Bravi.

sabato 24 marzo 2012

Giornante FAI di primavera ed.2012, il 24 e 25 marzo



PADOVA

ABBAZIA DI SANTA GIUSTINA - DIETRO LE QUINTE

Dal sito ufficiale FAI:
"Descrizione:

L'Abbazia di Santa Giustina, fu eretta nel V secolo dal patrizio prefetto del pretorio Venanzio Opilione, sulla tomba di S. Giustina. L'attuale complesso si deve ad una quasi totale ricostruzione operata nel 1600. Nella maestosa Basilica si conservano pere d'arte e spoglie di diversi santi; di indicibile valore il Sacello paleocristiano di S. Prosdocimo, con alcuni frammenti di mosaico pavimentale della Basilica coeva. Soppresso nel 1810 e trasformato in caserma, è stato riaperto nel 1919."


Altri indirizzi per il Veneto qui:

giornatafai.it/veneto

venerdì 23 marzo 2012

Ludopatia

                                       per chi suona la campana...?


Deriva dal greco e significa: “malattia del gioco”. E' il gioco che diventa compulsivo, un'ossessione che è vera è propria dipendenza e rovina la vita. I casi sono in aumento, e toccano anche i ragazzi adolescenti che “marinano” la scuola per tentare la fortuna nei bar. Un fenomeno preoccupante a cui il sindaco di Verbania si è sentito chiamare a rispondere: è sua l'ordinanza di limitare l'orario d'uso delle slot machines al pomeriggio. Un provvedimento che, a rigor di logica, meriterebbe il plauso, e invece. Invece il sindaco viene multato con una sanzione da 1,3 milioni di euro. L'ordinanza, dicono i giudici, è illegittima perchè, in base ad una vecchia legge del 1931, “non è un problema sanitario, ma di ordine pubblico”.
Rimanere sconcertati è il minimo. E' lo Stato che si rende responsabile di una truffa a danno dei cittadini: vende illusioni a costi altissimi. Le casse statali, certo, hanno un bel ritorno: gli euri raccolti con il gioco superano i 60 miliardi  l'anno ( fonte http://www.winroulette.net/Giochi/Il-fenomeno-della-ludopatia.html),ma si evita di pensare che la dipendenza da gioco viene curata dalla sanità. Così, alla fine, diventa un vero e proprio costo sociale. 
Altro che no. 
Solidarietà al sindaco di Verbania, chissà che diventi un buon esempio. Sperando che, nel frattempo, la legge che l'ha multato, venga cambiata però.



mercoledì 21 marzo 2012

Risotto con i carletti

                             ufficialmente conosciuta come  Silene vulgaris

E' una delle tante erbette che si raccolgono in primavera perchè le foglioline sono più tenere, si consumano infatti solo le foglie apicali quando la pianta è appena spuntata.
I miei "carletti" li ho raccolti ieri pomeriggio. Oggi il risotto

ecco come si preparano:

Mettere in olio extravergine mezza cipolla bianca tagliuzzata finemente.
Dopo aver appassito, più che soffritto, questa base, aggiungervi i carletti ben lavati e tagliuzzati grossolanamente. Mescolare e versare quasi subito il riso. A piacere spruzzarlo di vino bianco e far evaporare.

Portare normalmente a cottura con brodo vegetale. Quando il riso è al dente, spegnere e mantecare con una noce di burro e un po’ di grana. Far riposare due minuti e servire.
Con la stessa base di verdure si possono condire tagliatelle o farcire lasagne e crespelle. I carletti sono buoni anche in insalate, nelle zuppe o aggiunti alle frittate.
Provate, e mi saprete dire.

domenica 18 marzo 2012

Ti condiziona la vita


...l'allergia.
Anche quest'anno si è presentata puntuale neanche l'avessimo invitata! Qualcuno la chiama “malattia del progresso”, una delle tante infine. Fortunati i nostri nonni, che negli anni cinquanta ne soffrivano solo per un 10% della popolazione. Mentre ora, ormai, quasi una persona su tre deve farci i conti, e si prevede un aumento dei casi.

E per rispettare la statistica, in famiglia abbiamo giusto quell'uno che ben rappresenta il problema. Anzi, visto l'impatto della malattia allergica sul personaggio, direi che quell'uno si moltiplica per tre minimo, minimo.
In questo periodo, e per ben tre mesi, la nostra vita si trasforma: tutto va regolato in base al fastidio più o meno intenso della rinite. E attenti a voi se pensate di avvicinarvi in uno di quei momenti critici.

Sintomi che avvisano del pericolo imminente: suscettibilità, irritabilità, manifestazioni verbali che fanno pensare alla tendenza all'omicidio se contrariati. Consiglio: se conoscete la “bestia”, la evitate.

Per quanto possibile(...)

Evviva la primavera, chè ci movimenta la vita!





 

giovedì 15 marzo 2012

Emergenza acqua


Succede anche questo paradosso qui a nord-est. Da sempre ricco di questo bene prezioso, questo territorio, che ha subito un' alluvione solo un anno fa, è ora è difronte ad un allarme serio per la ragione opposta: manca l'acqua. Alcuni comuni montani sono già riforniti da autobotti da giorni, le falde acquifere si sono ridotte in maniera preoccupante, i laghi sono a un livello minimo, i boschi bruciano, le pianure hanno il terreno polveroso e l'agricoltura è a rischio. Non piove seriamente da mesi e le nostre montagne vanno in fumo in sequenza preoccupante. Poca neve, poca pioggia. Un guaio serio. Il primo enorme rogo ad Asiago, ieri in Comelico. Diceva il sindaco di San Pietro di Cadore: “difficile che il bosco prenda fuoco da solo, pur in una situazione di secco simile”. E' facile pensare alla mano dell'uomo.

Quale uomo è così folle da non pensare alle disastrose conseguenze di un gesto simile? Ci sono problemi nel rifornimento d'acqua: come lo spegni un rogo, alimentato, nella sfortuna, anche dal vento? Il disastro può avere proporzioni inimmaginabili se non hai mezzi per difenderti. Alberi, animali, uomini: tutti vittime di una leggerezza imperdonabile. Alla fine, chissà se quel “qualcuno responsabile” ha preso coscienza del suo atto ignobile.

martedì 13 marzo 2012

Oggi spaghetti con le vongole



Tutti capaci di andare in pescheria e comprarsene in tre minuti una quantità tot!
Ma vuoi mettere il bello di andare a raccoglierle di persona sul bagnasciuga, con la bassa marea??
Va bene, ammettiamo che abbiamo patito tanto freddo perchè ieri pomeriggio tirava un'aria niente male (l' infida s'infilava nel collo, dietro, ignorando la giacca e sfidandoci a desistere...); va bene che prima di noi avevano già fatto un giro sulla stessa zona altre due coppie che, spocchiose, mostravano in bella vista il loro sacchettino, che uno a vederle avrebbe rinunciato a priori. Ma noi no. Noi siamo quelli che non mollano. Con la scusa del solo, esclusivo intento di passeggiare, alla fine ci siamo fatti tentare ed è cominciata la PAZIENTE ricerca. Due ore di occhi puntati fissi sulla sabbia.
Qualcosina abbiamo trovato, dai, e sai che bontà oggi gli spaghetti!!

venerdì 9 marzo 2012

Odori che rimandano ai ricordi


Avrò avuto otto, nove anni quando se ne andarono e l'edificio poi rimase chiuso per anni. Frequentavo quell'istituto fin dalla più tenera età. Asilo Falk, si chiamava grazie ai donatori, e così era conosciuto da tutti. C'era la scuola materna e il doposcuola per le elementari, oltre che un laboratorio di maglieria per le signorine più grandi. I miei genitori avevano poco tempo per seguirci, così io mi trovai a frequentare quel posticino sin dai due anni e mezzo, volente o nolente. Tal sito, ora demolito da tempo, era gestito da religiose francescane il cui temperamento era per la maggior parte indisponente. Mi ricorda spesso mia sorella che una volta, avevo circa tre anni secondo lei, mi sorpresero a far pipì dietro a uno degli enormi ( ai miei occhi) alberi che circondavano il cortile insieme ad una grande siepe. Sfortuna volle che un maschietto della mia età capitò per caso da quelle parti proprio in quel momento, ma chi ci fece caso? Di sicuro non io che, sbrigata in fretta la faccenda, me ne tornai subito a giocare. La cosa, però, arrivò all'orecchio di una suora, la più fetente secondo i miei ricordi. Quella suora mi sgridò prima, e pestò le mani poi, in maniera che mi ricordassi bene che “quelle cose non si dovevano fare”. A quali cose alludesse non era chiaro. Rimase per anni il dubbio se il guaio fosse aver fatto la pipì in un luogo non convenzionale, o che la scena fosse stata vista da un “maschio”... A parte questo fatto, rimasto impresso più a mia sorella maggiore che a me per fortuna, ho altri brutti ricordi legati a quell' istituto, su cui sorvolerò per ricordare invece un profumo. Profumo di liquirizia e castagnaccio, per la precisione. Aprendo ieri la dispensa di casa, mi è arrivato forte lo stesso intenso odore di liquirizia: ecco i ricordi a riaffiorare. Le suore tenevano dei dolciumi chiusi in un armadio. Quelle ante venivano aperte di rado, su richiesta specifica e a pagamento. Soldi ne giravano pochi, anzi per niente, nelle nostre tasche, così quell'armadio era l'oggetto del nostro desiderio. Potevamo permetterci di sentire solo il profumo, figurarsi se quello non rimaneva impresso nelle nostre narici e, a questo punto, anche nella nostra memoria.

giovedì 8 marzo 2012

Non parole, ma un pensiero



A tutte le donne che passano di qua

domenica 4 marzo 2012

Cosa sarà?



"cosa sarà
che fa crescere gli alberi la felicità
che fa morire a vent'anni
anche se vivi fino a cento
cosa sarà a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sarà
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all'ombra di un desideri
oh cosa sarà
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l'hai bevuta

cosa sarà
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c'è
cosa sarà
che ti spinge a comprare di
tutto anche

se è di niente
che hai bisogno
cosa sarà
che ti strappa dal sogno
oh cosa sarà
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sarà
che dobbiamo cerca
che dobbiamo cerca

cosa sarà che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parlare del futuro
cosa sarà questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta ad ascoltare
la notte che scende
oh cosa sarà
quell'uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto
si è sentito solo
è come un uccello che in volo
è come un uccello che in volo
si ferma e guarda giù "

Lo cantava Lucio Dalla che oggi avrebbe compiuto sessantanove anni.
Ciao Lucio