E' meglio la scrittura o è meglio la voce?
Dar viva voce ai propri pensieri non è un'impresa facile. Non lo è per tutti, perlomeno. Il rischio è di alterarne il significato vero, più profondo. Do ragione a chi lo sottolinea.
Le emozioni possono tradire e il metodo può apparire non propriamente adatto a trasmettere l'essenza del dire.
Allora, mi chiedo: è meglio la scrittura, o è meglio la parola? Il messaggio vocale è diretto, ma in quanto tale, è soggetto a imperfezioni emotive. La parola scritta ha il vantaggio d'essere rivista, corretta, adattata. Però, viene il dubbio che se ne perda in spontaneità, che in talune situazioni, diventa invece elemento fondamentale nel trasmettere le emozioni che vogliamo palesare.
Allora, tornando alla domanda, rispondo dipende. Dipende dal contesto della conversazione e dalla capacità espressiva dell' oratore interprete. Vuoi esprimere sentimento in quel che dici? Meglio usare il suono della voce. Le vibrazioni che passano attraverso essa daranno, ad un orecchio attento, il giusto risalto alle parole. Vuoi passare un semplice messaggio? Allora basta anche lo scritto, la riflessione arriva e lascia traccia.
Dipende Angelo.
RispondiEliminaCon la voce si è spontanei, immediati ed espressivi, con lo scritto si è più professionali e si scrive anche dopo riflessioni e ripensamenti.
Preferisco la voce perché se scrivi un pensiero oppure qualsiasi altro scritto e poi lo leggi, lo correggi, magari lo riscrivi, addio alla spontaneità e forse anche alla sincerità.
RispondiEliminaCerto quando ci si esprime a voce non bisogna cedere alla impulsività
ma credo che proprio dalla voce, dalle sue inflessioni, dal suo tono si possa meglio comprendere l'altro.
Ecco, appunto, dipende. Ci sono però situazioni in cui il suono vocale perderebbe colore se sostituito. Penso alla recitazione, per esempio. Li, il valore della parola è insostituibile. Ci sono toni, pause, timbri, suoni e rumori. Come fai a sostituirli con la scrittura?
RispondiEliminaAngelo, sono d'accordo con te! Dipende dall'effetto che si vuole raggiungere. La parola, se impiegata con arte, può arrivare a conquistare una vasta platea in tempi brevi. Nel mio mestiere di insegnante, sapere usare lo strumento voce è fondamentale se si vuole arrivare al cuore dei ragazzi.
RispondiEliminaLa spontaneità della voce è elemento sicuramente importante, ma occorre saper dominare lo strumento quando occorre affinché la spontaneità non diventi un boomerang che ritorna indietro.
Per quanto riguarda la scrittura, direi che è uno strumento comunicativamente potente anch'esso, ma utilizzato come dire...in differita. E...poi dipende da quel che si scrive e dalla tipologia stilistica impiegata; prosa e poesia, per esemplificare, hanno funzioni completamente differenti.
Ciao. Angelo.
Ciao Annarita, hai interpretato esattamente il mio pensiero. Un caro saluto
RispondiEliminami dispiace dissentire Angelo, la scrittura e la voce solo strumenti, mezzi diversi per DIRE. Credo che attraverso la parola scritta, a saper leggere tra le righe, il sentimento arrivi con la stessa forza. Io sono una persona molto silenziosa, parlo poco e scrivo molto, forse ho problemi di comunicazione ma penso che anche la voce e le espressioni del viso possono trarre in inganno se abilmente usati. Un saluto!
RispondiEliminacon la voce usiamo anche il tono, le pause, il timbro elementi che rinforzano le cose che diciamo. Personalmente la voce la sento più immediata, quindi tra una telefonata o un biglietto preferisco la telefonata. Ciao
RispondiEliminaArnicamontana.Mi piace il confronto e qui sei libera di esprimere il tuo pensiero. Devo ammettere che è vero quel che riporti: anche con la scrittura il sentimento ( e come sentimento non intendo solo amore o gioia, ma anche rabbia, frustazione, disappunto, ecc.)può essere trasmesso con forza. In maniera differente, però, come giustamente anche tu puntualizzi.
RispondiEliminaMa quando è necessario un confronto, come la mettiamo? La parola scritta, da sola, non basta più. E' fondamentale il dialogo,il guardarsi negli occhi, l'annusarsi, il toccarsi. Questo tipo di scambio non si può sostituire con nient'altro di diverso che l'approccio diretto, secondo me.
Ciao Signora, buona serata anche a te
RispondiEliminaComplimenti bel Post...
RispondiEliminadal titolo alla Lina Werthmuller.
La mia risposta?
dipende...
come dice Annarita "lo strumento va dominato ..."
detta così sa di boccacciesco, ma non farti ingannare, certo la Rosa Russo Iervolino ha poco da dominà...ehhh
(in tutti i sensi);-)
Con la scrittura si può barare meglio, a volte...
RispondiEliminaPersonalmente preferisco la parola..
RispondiEliminaanche se quanto scrivo
difficilmente cambio
le parole, se le aggiusto
sono la prima che non mi
piacciono.
A Lunedi e buon fine settimana.
Paolo, titolo un pò lungo, eh? non potevo farlo diverso, comunque.Ciao
RispondiEliminaEnrico. dipende dagli intenti che ci si propone.buona giornata
Rosy. scrivi di getto insomma...
Ciao!
Angelo Azzurro,
RispondiEliminapermettimi un'aggiunta
seria questa volta:
non è importante il Mezzo,
una volta che in qualche
modo ci si è conosciuti,
conta la Fonte;-)
Un messaggio arriva
anche da un silenzio
sia esso orale o scritto,e
ci si può emozionare anche
solo osservando il linguaggio del corpo di una persona a cui teniamo
(indipendentemente dal suo aspetto esteriore e da cosa rappresenti per noi)...
ma quanto siamo complicati....
Paolo,hai ragione. Anche il linguaggio del corpo parla e, a volte, trasmette molto più che la parola scritta o detta.
RispondiEliminaBuona domenica
Ciao Angelo, autostrada trafficata il web... interessante però per "incroci" inaspettati, e dalle conoscenze imprevedibili.
RispondiEliminaPer il quesito voce/scrittura, penso non possa esserci risposta con valore assoluta, ma, soltanto la personale scelta di poter comunicare le proprie emozioni, con la forma ad ognuno più congeniale.
Personalmente, amo il linguaggio scritto, una penna , un foglio bianco, da sempre per me rappresentano, il mezzo più naturale per superare i limiti di comunicare con la parola.
Naturalmente parlo dei miei limiti.
Credo anche che, entrambi i linguaggi usati con padronanza, si prestino a naturali cadute di spontaneità.
Mi dilungherei ancora, e con piacere, ma la taglio quà.
saluti, e alla prossima.
monteamaro, grazie per la riflessione
RispondiElimina