mercoledì 2 dicembre 2009

Quella lettera


La lettera di Celli al figlio lettera Celli.
Non posso che condividere il pensiero di Celli padre. Questo è un paese che non ha nulla da offrire ai giovani, come ai meno giovani che hanno perso il lavoro. Mia figlia quest'anno darà la maturità e finora non ha in mente di proseguire con l'università, pur avendo un ottimo rendimento scolastico. La considera una perdita di tempo: “Tanto le migliori competenze non vengono premiate, ma anzi penalizzate in precariato o disoccupazione.” E' la motivazione. Come darle torto? Non riesco a trovare argomenti validi per sostenere il contrario. Mi piacerebbe averli, vi assicuro, ma non ne trovo proprio... Abbiamo amicizie con figli laureati e sottopagati (quando hanno un lavoro) che confermano invece la tesi pessimistica.

Com'è demotivante tutto questo!

Che fare se non provare a suggerire la stessa proposta di Celli al figlio...Può essere una soluzione pensando al futuro. Scelta sofferta, certo, ma forse l'unica praticabile.


“Siamo uno dei paesi più ricchi del terzo mondo”
Antonello Caporale

8 commenti:

  1. Angelo Azzurro, non sai quante volte ho affrontato l'argomento con gli amici o con i miei figli. Credo sia essenziale oggi, che i ragazzi studino non tanto per cosa può offrire loro questo paese alla deriva, ma per una loro crescita culturale personale. Non è vero che tutto ciò non ha senso,i saperi, sono valori personali che superano le offerte della società. Se i ragazzi studiano, forse, avranno migliori strumenti della nostra generazione e potranno cambiare il paese oppure, brutto dirlo, se ne andranno per altri lidi ma ciò che conta, è la loro saggezza e la loro preparazione.


    un forte abbraccio

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  2. Sono d'accordo con Celli, ma non sono d'accordo sul fatto di rinunciare agli studi. Il sapere sarà comunque un vantaggio rispetto a chi non ce l'ha, poi si può andare all'estero, ma intanto bisogna incassare qualcosa da portarsi dietro nella testa. E non è vero che la nostra scuola fa schifo, perchè quando i nostri ragazzi vanno all'estero, anche se sono medi diventano tutti fenomeni, un motivo ci sarà pure.

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  3. Di a tua figlia di non guardare
    nulla, se studiare le piace che andasse avanti, anche se le prospettive sono nere.
    Se poi ha a disposizione gia un lavoro, la cosa potrebbe cambiare.
    Certo che hai ragione, i ragazzi si sentono avviliti e perdono le speranze.

    Ma sono d'accordissimo sul commento di giordan, la penso come lui.
    Un bacio.

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  4. La penso anch'io come Giordan, lo studio, l'apprendimento come fine già in sè.
    Vorrei però chiederti quale alternativa si ponga tua figlia. Decidere di non proseguire gli studi puà anche essere una scelta valida, ma per fare cosa di alternativo?

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  5. la pensavo anch'io come te, invece Sami è riuscito ad laurearsi (al momento solo la triennale in scienze politiche) e tramite l'università è riuscito a trovare un buon lavoro.. forse bisogna anche rischiare nella vita!

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  6. Continuare gli studi per se stessa innanzitutto...

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  7. Certo, migliorare la propria cultura significa sempre aggiungere valore alle proprie competenze e conoscenze. Su questo siamo d'accordo. E' triste constatare però che questo spesso non aiuti i giovani laureati a trovare un lavoro idoneo alla loro preparazione.

    Cosa fare di alternativo? Beh, nel settore turistico, qual'è il campo di studi di mia figlia, le opportunità sono diverse. L'idea attuale sarebbe quella di perfezionare le lingue con esperienze all'estero, per esempio.

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  8. Ciao cara, non ho figli ma mi rendo conto che la situazione per i giovani è davvero difficile...

    Un bacione

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