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martedì 7 dicembre 2010

Una gita a...

                                                       domenica 5 dicembre 2010

Una terra di funghi e di tartufo: Sant'Agata Feltria.

vista dall'alto del "Palazzone"

E' la curiosità a guidarci in questo piccolo comune nel Montefeltro, a 40 chilometri da Rimini. Da qualche anno la manifestazione  Il paese del natale attrae molti turisti che come noi sono a caccia di sapori nuovi e atmosfere d'altri tempi.

                                                 La Rocca "Fregoso"

                                                       strada facendo...
                                              il teatro A. Mariani: un piccolo gioiellino

Partiamo alle 6.30 da casa. E' presto, fa ancora buio, ma la strada è tanta e bisogna anticipare i tempi se vogliamo sfruttare bene la giornata. Il tempo ci aiuta: solo qualche ora prima pioggia e neve, ma per oggi,domenica 5 dicembre, prevedono tregua dal maltempo fino a sera: siamo fortunati.

Lasciamo la E55 per iniziare ad arrampicarci sulle colline dell'Appennino Romagnolo su una strada che si fa sempre più stretta e tortuosa. I panorami sono insoliti e nuovi per le nostre abitudini e perciò in qualche modo attraenti. Avvisto due grossi cinghiali intenti a pascolare tranquilli poco lontano dalla strada, ma non è l'unica sorpresa. Noto molte frane su un terreno che intuisco essere argilla ed immagino la difficoltà delle persone che abitano in queste zone. Non deve essere per niente facile vivere in un territorio così poco affidabile.

Arriviamo finalmente a destinazione impazienti d'iniziare la nostra passeggiata. Il borgo medievale non è molto grande, ma è carino. Le stradine sono piene di bancherelle che visiteremo poi. Non c'è ancora troppa confusione, così approfittiamo di salire subito alla Rocca da dove si può ammirare un bellissimo panorama. All'interno del castello è allestita una mostra di giocattoli del secolo scorso molto interessante a cui si aggiunge un' esposizione di presepi da non perdere. Qualche foto alle mura e ci rituffiamo tra le bancarelle piene di specialità gastronomiche. Siamo qui ANCHE per questo. Sant'Agata Feltria è uno dei pochi comuni in Italia dove si produce il “formaggio di fossa”: quale irresistibile attrazione! Impossibile non comprarne un po'. E che dire del tartufo? Anche quello una specialità della zona...possiamo ignoralo? No, appunto! Ok, dopo aver alleggerito di un bel po' il portafoglio, ci dirigiamo al Teatro Mariani, un autentico gioiello ricco di storia prestigiosa. Anche Vittorio Gassman ne rimase affascinato, tanto che nel 1992 scelse il teatro per recitare la “Divina Commedia” per la RAI.

Sul resto della giornata preferisco non indugiare...ehm...dico solo che, dopo una bella, ulteriore arrampicata tra i colli, abbiamo raggiunto un delizioso ristorantino dove ci siamo letteralmente persi tra piatti e bicchieri...Qualcuno dice che la causa dell'esagerato indugio in tal loco sia stato l'insidioso venticello promettente neve che si era alzato minaccioso a metà pomeriggio. Fatto sta che...

giovedì 30 settembre 2010

Inseguendo la luna


Inseguendo la luna, arrivo ad incontrare spazi per l'anima.
 Ieri, 29 settembre, percorso naturalistico per recuperare sensazioni e profumi dimenticati.










venerdì 23 aprile 2010

Al museo Gallerie dell'Accademia


entrata del museo Gallerie dell'Accademia di Venezia


Mercoledì scorso, complice una bella giornata di sole, decidiamo con un'amica di visitare le Galleria dell'Accademia di Venezia. E' la settimana della cultura, ci siamo dette, perchè non approfittare dell'entrata gratis al museo? Un'occasione in più per ammirare quelle magnifiche opere d'arte che tutto il mondo c'invidia. La visita è sempre qualcosa d'entusiasmante, ve lo posso assicurare. Ci sono opere che riempiono gli occhi tale è la loro bellezza, e non si disdegna mai di tornarci ad ammirarle. Il museo Gallerie dell'Accademia ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, dal Trecento bizantino e gotico agli artisti del Rinascimento, Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto e Tiziano per arrivare a Giambattista Tiepolo e ai vedutisti settecenteschi, Canaletto, Guardi, Bellotto, Longhi. Artisti che influenzarono tutta la storia della pittura europea. Si tratta del museo di pittura più importante di Venezia, ospitato nei locali della ex Chiesa e Scuola di Santa Maria della Carità e annesso convento, oggi sede dell'Accademia delle Belle Arti. Ecco qualche esempio delle opere esposte

opera di Andrea Mantegna




Veronese -nozze mistiche di Santa Caterina




Giorgione - La tempesta





Giorgione - La vecchia



G.Bellini- Madonna degli alberetti




G.Bellini -la pietà




P.Veronese -Cena nella casa di Levi






Tiziano -  La Pietà




Tintoretto -Trafugamento del corpo di S.Marco


il resto della giornata qui

venerdì 16 aprile 2010

La Grotta Gigante di Sgonico /TS



Causa svogliatezza ho trascurato l'argomento subito dopo la visita di domenica scorsa. Sempre con l'intenzione di riprenderlo però, per renderle merito e presentarla a chi non la conosce.

Qualche notizia dataci dalla guida e che io prendo invece da Wikipedia:

"La Grotta Gigante è la più grande cavità turistica al mondo.
Fu scoperta nel 1840 nel corso di una spedizione  di ricerca finalizzata a scoprire il corso sotterraneo del fiume Timavo per sfruttarlo per l'approvvigionamento idrico di Trieste. Fu rilevata dagli speleologi nel 1897 e destinata alla fruizione turistica dal 1908 dal Club dei Touristi Triestini. Nel 1957 venne realizzata l'illuminazione elettrica (che sostituì quella a torcia originariamente usata.)
Morfologia

La grotta è costituita da un'ampia ed unica caverna (alta 120 metri, lunga 280 e larga 65) in cui confluiscono molte gallerie. È la cavità turistica più vasta del mondo, e per questa sua particolarità è stata inserita nel Guinness dei primati nel 1995. Per rendersi conto della sua vastità si pensi che con i suoi 600.000 metri3 potrebbe contenere per intero la Basilica di San Pietro. Essa è quanto resta di un'antica rete fluviale.
L'ingresso della grotta si trova a 275 m s.l.m. ed il fondo della caverna a 156 m s.l.m.
Strumentazione
Particolarità della grotta sono due pendoli geodetici, i cui cavi sono fissati sulla volta della caverna e terminano alla base della stessa, dove i pendoli sono alloggiati in una apposita costruzione. Costituiscono una strumentazione scientifica utilizzata dall'Istituto di Geodesia dell' Università di Torino per rilevare i movimenti della crosta terrestre, principalmente quelli legati alle maree terrestri.
Sul fondo della grotta è presente dal 1965 anche una stazione sismografica, mentre la stazione meteorologica del 1966 si trova in una capannina all'esterno, che ne permette la vista.
Percorso
La visita dura poco meno di un'ora, e l'accesso è garantito da un percorso turistico che consente di ammirare le varie forme che caratterizzano questo particolare ambiente sotterraneo. Da segnalare la colonna Ruggero, stalagmite alta ben 12 metri, e la Palma di 13 metri, dalla caratteristica forma. Dal 1996 il giro prosegue per un nuovo sentiero, dedicato allo speleologo Carlo Finocchiaro, che consente ai turisti un'uscita dal lato opposto a quello di entrata.
All'esterno è presente dal 1963 anche un museo di speleologia."

Qualche cifra sulla Grotta Gigante tratta dal sito ufficiale http://www.grottagigante.it/
profondità: 120m
Quota ingresso: 275 m s.l.m.
Quota fondo: 156 m s.l.m.
Altezza interna: 107 m
Larghezza massima: 65 m
Volume:
sala centrale: 600.000 mc
Età stimata: 10 milioni di anni
Stalagmite più alta: Colonna Ruggero 12 m
Lunghezza del percorso: (turistico) 0.8 km
Lunghezza: 260 m
Numero di gradini: 500 circa a scendere e 500 a salire
Dislivello percorso: 100 m
Durata della visita: 50-55 minuti
Temperatura: 11°C costanti
Umidità: 96%
Ritmo di crescita stalagmiti: all’incirca di 0.01 mm/mese

Per chi ne avesse la possibilità, ne consiglio la visita: è veramente molto bella.

lunedì 19 ottobre 2009

A Strassoldo " In Autunno: frutti, acque e castelli"




I castelli di Strassoldo e la loro manifestazione per celebrare l'autunno.
Una domenica all'insegna della storia e della  natura tra il borgo medievale , il verde del parco dalle mille meraviglie e le trasparenze  dei fiumi che circondano i castelli. Ieri, approfittando della bella giornata, abbiamo raggiunto questa piccola località friulana dalla storia  millenaria. Un borgo normalmente non accessibile al pubblico che solo eccezionalmente apre i suoi portoni per offrire al visitatore l'opportunità di godere delle sue bellezze.
All'interno  e nel parco dei castelli erano ospitati un centinaio di maestri artigiani , decoratori, stilisti, antiquari e vivaisti rigorosamente scelti dalle proprietarie del castello. Si  respirava un'atmosfera magica.   I diversi locali delle residenze erano stati tutti adobbati in maniera suggestiva e romantica. Frutta, fiori essicati, nastri  e candele abbellivano ancor più  gli ambienti.
E così pure i parchi sapientemente curati. "Ciò che li rende particolarmente rigogliosi è il particolare microclima" recita il depliant. " Qui,infatti, le acque che s'inabissano ai piedi dei monti, e percorrono decine di chilometri nel profondo sottosuolo, vengono spinte improvvisamente in superficie, creando un insieme di corsi, polle e fiumi di risorgive, che rendono possibile una vegetazione rigogliosa."
Il posto merita senz'altro una visita. Prossimo appuntamento: week-end delle Palme.


     
                         





lunedì 15 giugno 2009

Tra canali, valli, barene e isole di Venezia

Domenica mattina ore 7.30. Prima che la marea si abbassi, partiamo da Valle Cornio, Laguna sud di Venezia. Il programma della giornata prevede un lungo itinerario tra barene, canali e mare, risalendo poi la laguna verso nord per arrivare a fare tappa a San Francesco del deserto, Burano e Murano.
Da subito il panorama è suggestivo. La barca percorre il lungo tratto del Cornio, un canale tranquillo circondato da una ricca vegetazione di tamerici, aceri, ontani, salici pioppi e olmi. Nel nostro percorso incrociamo diverse specie d'uccelli che li trovano un reale rifugio. Aironi, garzette, cormorani, folaghe, gallinelle d'acqua . Più avanti, tra le barene, avvisto anche il primo esemplare di volpoca. Grazie alla fantastica guida che ci accompagna, scopro che queste specie si è introdotta in questo ecosistema in tempi relativamente recenti . Pare che ora però abbia trovato nel parco d'acqua di Venezia il suo habitat ideale, visto il grande numero di esemplari che si possono contare.
Attraversando le barene osserviamo antichi casoni di caccia e pesca che riportano la memoria indietro nel tempo. Arriviamo anche a vedere il casone signorile di Valle Zappa, una costruzione pensata per la caccia, costruita con uno stile singolare che ricorda le case del nord Europa. Molto bello, davvero.
Ci dirigiamo a Nord costeggiando gli Alberoni e le varie isolette minori che tanta storia hanno da raccontare.
Dopo circa tre ore di navigazione, arriviamo alla prima meta: San Francesco del Deserto, a sud di Burano. In questa lussureggiante isoletta si trova un convento.
Si racconta che San Francesco, nel suo peregrinare, fece tappa all'isola cercando un luogo di silenzio dove pregare. In sua memoria venne costruito l'eremo tutt'ora abitato dai frati. Visitabili sono le due chiese ,di cui una ha origini molto antiche, il primo chiostro , il meraviglioso giardino che circonda il complesso. Non sono visitabili l'orto e le vigne che coltivano i frati del convento.
Burano è la tappa successiva. Oltre ad essere conosciuta come “l'isola del merletto”, quello che colpisce subito arrivando è la molteplicità dei colori vivaci di cui sono dipinte le case. Capita di vedere che una serie di abitazioni adiacenti hanno differenti tinte. Questi colori distinguono la proprietà. In passato queste tonalità così marcate servivano ai pescatori che rientravano per individuare velocemente la propria casa quando c'era il cattivo tempo o la nebbia. Il campanile della Chiesa di San Martino è storto. Pende più della Torre di Pisa, ma non è ha rischio di caduta in quanto è stato recentemente consolidato alla base.
L'ultima fermata la facciamo a Murano, isola conosciuta da tutti per il vetro che vi si lavorava e lavora tutt'oggi, anche se molto meno rispetto al passato. A Murano visitiamo il duomo dei SS Maria e Donato. Rimango colpita particolarmente dal pavimento a mosaico all'interno della chiesa. Sono di una bellezza straordinaria e mi ricordano tanto quelli di San Marco. Non può mancare l'appuntamento guidato alla fornace. Lì vediamo un abile artigiano modellare un piccolo vaso in pochi minuti.
Per il rientro è previsto un cambiamento rispetto al viaggio del mattino. Entriamo in Venezia e ci dirigiamo verso il Canale della Giudecca. Il centro storico è sempre una bella vista perciò ci godiamo il tragitto senza batter ciglio( anche per la stanchezza accumulata, ammetto!)
Siamo stati fortunati, la giornata è stata soleggiata e ventilata per tutta la sua durata:l'ideale per un programma così impegnativo.