martedì 8 settembre 2009

E di donne parliamo


GIORGIA -
SAVE THE WORLD


I am life I am your birth
I am God's gift to man on earth
I smile in lace and pearls
I sacrifice I save the world
quanto ci vorrà per capire che
una donna ha l'universo in sé
nel suo seno c'è l'immortalità
non è possesso
ma è la sua femminilità
I am the reason
you're living and breathing
let my body comfort you whenever you need it
I am a woman I feel your desire
turn around and multiply it
taking you higher
bearing your children I fight your oppression
as I tend to all your needs
you block my expression
still I console you I can not be broken
as I lift the world
I hear your reverence unspoken
when I go to work I am underpaid
you're telling me my worth is not the same
and you know what's worse
I underestimate the value of my life
on your domain
isn't it so strange that all through history
women of the world fight inequality
the very one who gives
the very life you live
becomes the fugitive what irony
non lo trovi strano che in tutta
la storia del mondo le donne
abbiano sempre combattuto
per la vita la gioia la creazione
in questo mondo che è spesso
per loro solo una prigione
I am life I am your birth
I am god's gift to man on earth
I smile in lace and pearls
I sacrifice I save the world




lunedì 7 settembre 2009

Beata innocenza...!

Il volontario dà colore alla vita...diamoci una mano!

E' questo lo slogan d'invito a partecipare al 13° corso di formazione ed aggiornamento promosso dall' A.V.O. di Dolo. La prima serata giovedì 17 settembre ore 20.00 presso la sala riunioni al II piano del Padiglione ex Geriatria dell'ospedale di Dolo.



Spero che qualcuno della zona raccolga questa proposta ad unirsi a noi e venga al corso, anche solo per capire chi siamo e come operiamo all'interno dell' associazione. Poi, c'è tempo per decidere se farne parte o meno.


Cito il nostro depliant di presentazione.
“ Oggi più che mai, i Volontari sono necessari per umanizzare i grandi centri ospedalieri, dove si dà più attenzione all' efficienza organizzativa ed alla tecnica. Se oggi i bisogni materiali dei malati sono inferiori a quelli di un tempo, la solitudine e la sofferenza morale superano, forse quelli del passato.
Chi è il Volontario A.V.O.?
E' l'amico dei malati, una mano e un sorriso offerti loro perchè si sentano meno soli. L'A.V. O. è nata per riaccendere in ospedale il calore umano.
Basta poco, pochissimo per dare, a una persona ammalata e sofferente, un po' di calore ed amicizia.
I malati ti chiedono questo: di non essere lasciati soli, di non essere dimenticati nei loro letti d'ospedale.
Vogliono continuare ad esistere, a vivere, a parlare, proprio per sentirsi “ vivi dentro”.


Quello che puoi fare tu è solo una goccia nell'oceano, ma per quell'ammalato può fare la differenza.

domenica 6 settembre 2009

Ci può essere affetto più grande?



" Cos'è quello?"

 

Il dialogo.

Padre: -“Cos'è quello?”
Figlio: -“ Un passero”
Padre: -“ Cos'è quello?”
Figlio: -“Te l'ho appena detto, papà. E' un passero”
Padre: -“ Cos'è quello?”
Figlio: -“E' un passero, papà. Un passero. P-A-S-S-E-R-O!”
Padre: -“ Cos'è quello?”
Figlio:-“Perchè lo fai? Te l'ho detto così tante volte, è un passero! Non riesci a capirlo??...papà...dove stai andando?”


Dopo un po', il padre ritorna con un diario, cerca una pagina precisa e la fa leggere al figlio.


Padre: -“A voce alta”.
Figlio: -“Oggi, mio figlio più giovane, che ha compiuto tre anni alcuni giorni fa, stava seduto con me al parco quando un passero si mise di fronte a noi.
 Mio figlio mi chiese 21 volte cosa fosse ed io risposi tutte le 21 volte che era un passero...un passero...
Lo abbracciai ogni singola volta che mi chiedeva la stessa domanda, di nuovo ed ancora, senza dar di matto, sentendo affetto per il mio piccolo ed innocente bambino”.

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail con questo video allegato. Ho creduto valesse la pena tradurlo e riproporlo qui per una breve riflessione. Spero che piaccia tanto anche a voi come è piaciuto a me.


sabato 5 settembre 2009

Saggezza che arriva da lontano nel tempo

immagine tratta dal web
"Vi è molto di folle nella vostra cosiddetta civiltà.
Come pazzi voi uomini bianchi correte dietro al denaro,
fino a che ne avete così tanto, che non potete vivere abbastanza a lungo per spenderlo.
Voi saccheggiate i boschi e la terra,
sprecate i combustibili naturali.
Come se dopo di voi non venisse più alcuna generazione,
che ha altrettanto bisogno di tutto questo.
Voi parlate sempre di un mondo migliore
mentre costruite bombe sempre più potenti
per distruggere quel mondo che ora avete."
(Tatanga Mani, capo indiano della tribù degli Siux Oglala,
 meglio conosciuto con il nome di “Toro Seduto”)


Queste sagge parole, pronunciate oltre un centinaio di anni fa, potrebbero adattarsi benissimo alla realtà attuale. Quasi che quel grande capo avesse potuto leggere anche nel nostro presente.
Non è cambiato niente sotto questo cielo, ma ora siamo arrivati ad un punto di non ritorno. La Terra grida aiuto e l'uomo non deve più essere sordo.

da “ la stampa”
«Il mondo va verso il precipizio»: è l’allarme sull’accelerazione del surriscaldamento climatico lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, intervenuto alla Conferenza sul Clima a Ginevra..."


leggi il resto dell'art. su
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=1124&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

venerdì 4 settembre 2009

4 settembre 1925







In quel di Cavazuccherina, antico nome di Jesolo che così si è chiamata dal '500 al 1930, il 4 settembre di ottantaquattro anni fa nasceva mio padre. Un uomo tosto, mio padre, anche adesso a quest'età! E' caparbio e difficilmente accetta consigli, questo da sempre. Credo che la sua “rigidità” dipenda un po' dalla sua formazione. Ha studiato in seminario quand'era giovane, e questo secondo me ha forgiato il suo carattere. Una volta, per le famiglie che avevano poche possibilità economiche, la via del seminario era l'unico modo per far studiare i figli. Così è stato anche per i miei due zii paterni. Poi, credo che un gran numero di studenti abbandonasse la strada accorgendosi di non avere una reale vocazione alla tonaca. Tant'è che il babbo mio diventò padre di cinque figli!



Auguri papà! Grazie a Dio la vecchiaia ti ha un po' ammorbidito...


Piccola curiosità riguardo a questa data. Esattamente lo stesso giorno di vent'anni prima, nasceva anche mio nonno, il padre di mia madre. Un' insolita coincidenza che faceva festeggiare suocero e genero la medesima giornata. Nonostante nonno abitasse a Milano, dove alla fine degli anni cinquanta si era trasferito con tutta la famiglia per dar loro un futuro migliore, eravamo comunque molto uniti. Nonno veniva a trovarci spesso e capitava che il suo compleanno fosse festeggiato a casa mia, talvolta. Caratterialmente, i due non si somigliavano per niente, almeno per quello che mi posso ricordare io. Mio padre, all'epoca era di carattere tendenzialmente riservato. Amava ed ama ancora poco le occasioni mondane e il perdersi in chiacchiere poco costruttive. Nonno invece era uno che amava godersi la vita. Gli piaceva la compagnia, il confronto, il chiacchierare, il raccontarsi. Una persona solare, sempre, anche quando la situazione magari era un po' difficile. Ricordo i lunghi discorsi che facevamo io e lui. Mi raccontava della sua giovinezza, delle sue comiche imprese combinate da giovane...starlo a sentire era puro divertimento. Mi è mancato molto da quand'è morto, ma lo ricordo ancora con tanto affetto.

mercoledì 2 settembre 2009

Sensazioni ed inquietudini




Quando sento la parola "fuga"
di Emily Dickinson

Quando sento la parola "fuga"
il mio sangue scorre più veloce,
sorge in me improvvisa la speranza
e son pronta a volare.

Quando sento dire di prigioni
distrutte da soldati,
come un bambino scuoto le mie sbarre
invano, ancora invano.
-/-

martedì 1 settembre 2009

Ecco, settembre...appunto...







Per me il bello comincia adesso. Adoro questo mese. Non fa più tanto caldo, ed è il periodo più bello per godersi il mare. L'acqua è tiepida anche all'alba e le spiagge si sono quasi svuotate. A proposito. Oggi siamo stati al mare. Non a Jesolo, no. Altro mare, altra sabbia( meno bella, certo!), altro orizzonte...Più vicino a casa e più tranquillo, però. Attraversiamo la laguna di mattino presto, c'è bassa marea. Vediamo ancora qualche piantina viola di limonium fiorita, tante garzette e qualche airone cinerino oziare tranquilli tra le barene. Uno spettacolo.
Grazie Dio, che ci regali tutto questo!


Qui, con me

Music Videos by VideoCure

lunedì 31 agosto 2009

Tra un aforisma e una riflessione.

                           
“Tutti i buoni scrittori hanno in comune due cose: preferiscono essere compresi che ammirati; e non scrivono per lettori acuti e troppo sottili”.
Da Umano troppo umano di F. Nietzsche

Aforisma che adatto al mio pensiero e trasformo in questo modo:
Come blogger, preferisco di più essere compresa che ammirata e non mi interessa scrivere per lettori acuti e troppo sottili.
Scrivo per la voglia di condividere i miei semplici pensieri.

Just an easy Sunday

At the lake... "Lago morto" che morto non è, per niente...


attimi rubati

riflessi sull'acqua

sabato 29 agosto 2009

Dai, mamma, preparati, che ti porto al mare!


Me la voglio coccolare la mia mamma, in questi pochi giorni che mi fermo da lei. So che le piacerebbe andare al mare. E già da un bel po' che non ha occasione di vederlo e di goderselo anche se abita a pochi chilometri. “Nessuno ha tempo di portami, devono andare al lavoro...” dice.

Partiamo al mattino presto, alle sette siamo già pronte ad uscire. Meglio scegliere queste ore per una bella passeggiata sulla battigia. E poi non fa troppo caldo. Si rimane sino alle dieci: quanto basta per rigenerare lo spirito.
E scopri che davvero il mattino ha l'oro in bocca. Che piacevole sensazione respirare quella leggera brezza marina, inseguendo il sole che pian piano s'inerpica nel cielo!


Appena arriviamo, scegliamo lo spazio dove posizionare l'ombrellone, poi subito ci incamminiamo verso est. E' una vera sorpresa scoprire che così tante persone, come noi, approfittano di queste ore per fare un po' di jogging o anche solo una semplice passeggiata. In realtà incontriamo anche chi, secondo la pratica yoga, rivolge il saluto al sole suscitando la curiosità di mia madre. E' una disciplina che non conosce, perciò trova la situazione decisamente “strana”. Le spiego che tutti i movimenti sono finalizzati a caricare di energia l'individuo ed ottenere uno stato di benessere generale. “ E' una pratica molto antica ripresa di recente anche dalla nostra cultura . Anch'io conosco due persone che si alzano all'alba per seguire questo rito. “ le dico. Mi guarda perplessa, non credo sia convinta della cosa...

Dopo la passeggiata, andiamo al chiosco per la colazione: cappuccino e brioche, non ci serve altro per stare bene!

Ritorniamo al nostro ombrellone mentre la spiaggia inizia a popolarsi. Il primo giorno conosciamo una coppia che avremo modo di vedere anche le volte successive. L'uomo ci guarda incuriosito ed esordisce: “ Dite la verità, voi siete qui da ieri sera per prender posto!” lo guardo e reggo il gioco “E si!” rispondo “ Pensi che a mezzanotte e due minuti eravamo già qua, ma abbiamo aspettato l'alba per piantare l'ombrellone!” Ci scambiamo ancora qualche battuta, tanto per rompere il ghiaccio. Diventeranno i nostri vicini di ombrellone fissi. Il tempo passa veloce ed il sole inizia a scaldare per bene l'aria .
E' già ora di tornare!


venerdì 28 agosto 2009

Mi ricordo ancora...


Questo post è stato scritto qualche giorno fa, ma mancando di connessione alla rete, lo pubblico ora.

Quelli che mi conoscono da un po', avranno forse intuito che la meta del nostro andare era Jesolo.
Qui, ho quasi tutta la mia famiglia: genitori, fratelli, nipoti, zii, cugini, ecc. E qui, le amiche di mia figlia hanno deciso di trascorrere una settimana in quella che fra qualche anno sarà considerata la “Miami beach italiana”. Non sto scherzando. Le intenzioni dell'amministrazione comunale, delle associazioni albergatori, commercianti, artigiani e di chi ha fiutato l'affare, sono molto ambiziose. Nel 2012 avremo la nuova “Jesolo City Beach”.
Un mega progetto di trasformazione del litorale jesolano. Come ti sposti nel territorio, vedi cantieri ovunque. Io, che da queste parti vengo praticamente una volta alla settimana, continuo a stupirmi sulla velocità con cui vedo nascere nuove costruzioni, nuovi centri commerciali, nuovi quartieri, nuovi capannoni artigianali. Il tutto nel giro di pochi mesi. Il progresso non si arresta, dicono...
Comunque...non è questo l'argomento del post.

domenica 23 agosto 2009

Ritorno alle origini...e di mare si parla






Ok, deciso! Prepariamo le valigie e andiamo.
Sara, mia figlia ha deciso di seguire le amiche al mare. Così oggi, nel tardo pomeriggio, si parte.
Destinazione......

Ci si rilegge fra una settimana, se reggiamo lo sforzo...
Salute a tutti!

 

sabato 22 agosto 2009

Eppure...






"Eppure io credo che se ci fosse un po' di silenzio, se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire".


(F. Fellini, La voce della luna)

venerdì 21 agosto 2009

giovedì 20 agosto 2009

La nostra macchina del tempo



"Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo: quelle che ci riportano indietro chiamate ricordi e quelle che ci spingono avanti chiamati sogni".
citazione da “ The time machine”



Oggi la mia macchina del tempo è proiettata nel futuro. Oggi non voglio vivere di ricordi. Voglio credere che la vita mi possa riservare ancora tanto. Voglio essere ottimista ed avere nuovi occhi rivolti al mondo. La giovinezza, la vecchiaia, sono solo un condizionamento mentale. Ci si può sentire "giovani" anche a novant'anni se lo spirito non si è intristito.
Sentirsi ragazzini dentro, guardare con occhi curiosi il mondo, come suggerisce il nostro pensatore zen. Questo, credo anch'io, possa fare la differenza nella qualità del nostro esistere.


"La nostra destinazione non è mai un luogo, ma un modo nuovo di vedere le cose" Henry Miller

Danze popolari a Noale

Martedì 18 agosto ore 21.30.
Anche quest'anno un grande appuntamento alla Rocca dei Tempesta di Noale. Il Gruppo Folcloristico Trevigiano, in collaborazione con il comune, ripropone un evento dedicato al folclore internazionale. Protagonisti della serata, tre gruppi provenienti da Taiwan, Brasile e Russia. Nonostante il caldo afoso, particolarmente indisponente in questi ultimi giorni, decidiamo, con la solita coppia di amici, di fare lo sforzo d'infilarci in auto per non perdere quello che prevedevamo essere un bello spettacolo. Ed in effetti, le aspettative non sono state tradite. I tre gruppi, come può essere ben intuibile, assolutamente eterogenei fra di loro, hanno proposto musica e danze popolari in un coinvolgente ritmo, impreziosito da coreografie magistralmente interpretate. Due ore di spettacolo puro. E lo so che non si dovrebbero far confronti vista la diversità di cultura che dà impronte specifiche alla danza popolare ma, secondo il mio modesto parere, il team russo è stato il migliore anche quest'anno. Saranno i costumi sempre particolarmente colorati e di sicuro effetto, sarà stato il tema scelto, il divertimento espresso con la danza, certo che l'empatia è stata totale.
Niente male anche il gruppo Brasiliano, dove dei Gauchos, tradizionalmente vestiti ( da far paura e temere il peggio per il cuore dei ballerini, vista la “bardatura pesante”) si sono esibiti in danze e canti legati anche alla memoria storica del loro paese, vedi canzone dedicata ad Anita Garibaldi.
Taiwan, terra d'oriente, ha portato una ventata di romanticismo e dolcezza. Danze sinuose, simbologie della tradizione con la comparsa di leoni ( a me sembravano draghi, veramente...), ventagli giganti abilmente usati nella coreografia, strumenti musicali sconosciuti a noi occidentali, hanno catturato la nostra attenzione portandoci a viaggiare con la fantasia in quel lontano paese.


Dicevo due ore di spettacolo, che verrà replicato a Treviso sabato 22 agosto per la gioia di chi vorrà assistervi.

Nessuna foto purtroppo perchè ho dimenticato la fotocamera a casa.


mercoledì 19 agosto 2009

Cammino, giro, vedo gente...

immagine prelevata in rete


...e incrocio volti tristi, annoiati, seccati, corrucciati . Bocche spesso piegate in giù, in espressioni che sembrano cementate e immutabili. Sorrisi pochi. Non traspare serenità dagli sguardi. Brutto segno.

La vita è proprio così indisponente?

martedì 18 agosto 2009

Che fine hanno fatto i giochi di una volta?



Mi è capitato, qualche giorno fa, di riflettere su come sono cambiati in fretta i tempi, anche nell'evoluzione del gioco. Pensavo alla mia infanzia e poi ancora alla mia adolescenza. Si, perchè anche quand'eravamo più grandicelli, io e mio fratello più giovane, impegnavamo un sacco di ore per dedicarci al gioco. Scacchi, dama e tria erano i nostri passatempi preferiti. Già, il gioco della tria. A me piaceva tantissimo perchè riuscivo, quasi sempre, a battere il mio caro fratellino. Lui era, ed è tutt'ora, un asso a scacchi ( partecipa ancora a dei tornei) e a dama. Con me vinceva spesso, così la tria diventava un modo per riscattarmi. Ah, che soddisfazione mettere nel sacco il campione! Bei tempi quelli... Ora, se provi a chiedere a qualche ragazzino se conosce il gioco della tria, ti guarda strano. Pensare che è un gioco antichissimo, conosciuto in tutto il mondo. Lo giocavano 3500 anni fa gli Egiziani ( è stata trovata incisa una scacchiera su un soffitto di un tempio), lo giocavano i Vichinghi durante i lunghi viaggi in mare, lo giocavano i pastori italiani nel Medio Evo. In Germania lo chiamano “mulino”, in Francia “merelle”, in Inghilterra si chiama “ nine men's Morris”, in Russia è la “meinitsa”. In Italia è “il filetto, ma anche il mulinello, la tria, la tela, la schiera e forse qualche altro nome ancora. Torno a chiedermi: oggi qualcuno si ricorda ancora come si gioca? Forse, tra gli adulti stagionati ( non voletemene per il stagionato...mi ci metto anch'io), probabilmente qualcuno si, ma tra i più giovani?

E come questo, anche altri passatempi sono andati in pensione dopo secoli di pratica. Penso al gioco della “Moscacieca”, che nell'ottocento era uno dei giochi preferiti non solo dai bambini, ma anche dagli adulti; al gioco della “campana”, anche questo antichissimo e praticato in tutti i continenti; al gioco degli “astragali”o più semplicemente conosciuto come “ossi” perchè si possono usare i noccioli di pesca o albicocca, oltre che i sassolini ( mia madre giocava con quelli); e che dire di “palla sette”! Di quest'ultimo ho un bellissimo ricordo. Io e la mia amica del cuore Emanuela passavamo dei pomeriggi interi, d'estate , a far rimbalzare la palla sui muri di casa. Con grande disappunto dei nostri rispettivi genitori, devo dire, che s'infastidivano se sceglievamo l'ora del riposo quotidiano per giocare. Ammetto che il continuo rimbalzare e il nostro rumoroso vocio, erano un po' difficili da sopportare...ma a quell'età era difficile da comprendere!
Che tristezza constatare che tutto questo si è perduto. Oggi, nell'era dei computers, della Tv spazzatura, del tempo libero che sembra non esistere più, grazie allo sport pianificato, i ragazzini hanno perso quella vecchia sana abitudine del confronto diretto e libero con il mondo reale. Basta con la piazza e la strada, perchè sono diventate pericolose. Basta il ritrovarsi con il gruppo da soli, arbitri della propria vita, artefici della propria crescita, della propria maturazione. Non è più possibile. La realtà è mutata. Mi vien da pensare in peggio, sotto questo punto di vista. Ora è tutto sotto controllo, o quasi, visti i disagi dei giovani ( apatia, noia, pigrizia...) La società moderna ha creato “gabbie” dove poter inserire, lontano da preoccupazioni, i nostri figli.


Ma, a che prezzo?


Per sapere chi cominciava il gioco, si faceva la conta.
Eccone una veneta.


Uselin che vien dal mare
quante penne vuoi portare?
Vuoi portar 'na penna sola,
questo drentro e questo fora.