mercoledì 29 febbraio 2012

Post non-sense, ovvero sproloquio sul 29 febbraio



Ogni quattro anni l’anno nuovo avanza di un giorno intero. A parte la necessità di aggiustare il tempo, rimane la sfiga che devi lavorare un giorno in più senza che ti paghino lo straordinario.

Aggiungendo il fatto che molti lo considerano un anno da giudizio universale, ti chiedi: come posso trascorrere questa giornata in modo che diventi memorabile, leggendaria, mitica da doverla ricordare – se sopravvivo- ai posteri?

Aggiornamenti ( se degni di nota) a seguire

lunedì 27 febbraio 2012

Ma vai a capire!


I volontari non stanno simpatici a tutti. Neanche se il servizio è gratuito, tra parentesi.
Così, come capita che la nonnina di novant' uno anni ti aspetti ansiosa, e che si ricordi pure il tuo nome dopo una settimana di altre visite, capita anche che ti piazzino il giornale davanti al naso senza degnarti di un saluto. Un semplice saluto, dico. Nessuno vuole imporsi, nessuno vuole importunare. Si comprende la giornata storta, la non disponibilità al dialogo. E' umano e ci sta. Ma non degnarsi di rivolgere risposta e volgere lo sguardo altrove è proprio segno di maleducazione e villania. Lo dico chiaro: certa gente non la sopporto quando fa così. Allora giro i tacchi, lo mando mentalmente a quel paese, e mi rivolgo a chi mi accetta educatamente.

Ma guarda te!
per fortuna capita raramente...

venerdì 24 febbraio 2012

Parevano così vicine



...le montagne.
La foce del Piave. Una giornata di sole, le montagne sullo sfondo e l'aria di primavera pronta ad illuderci. Quando durerà questo improvviso ed allettante risveglio delle temperature?
Poco lontano da qui, le dune di sabbia dorata accolgono i nostri passi isolati. Non è ancora il momento. L'orda arriverà più lontano.


C'è da godere del silenzio, o meglio, della musica di quelle piccole onde che s'infrangono sulla battigia.
Arriva al galoppo un cavallo, conosciamo chi lo guida. Un saluto allegro, il bentornato. Poi lui scompare, proseguendo i suoi pensieri.


giovedì 23 febbraio 2012

Parola di Alessio


-martedì e giovedì: lezioni di Pilates.

I principi del Pilates sono sei:

  1. Concentrazione: in ogni esercizio nulla deve essere trascurato, dobbiamo essere consapevoli del nostro corpo in ogni sua parte;
  2. Controllo: durante il movimento non dobbiamo concentrarci solo sull'articolazione interessata, ma anche sulla posizione della testa, del collo, delle spalle, della schiena, ecc;
  3. Baricentro: è visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;
  4. Fluidità del movimento: i movimenti devono essere armonici, fluidi e controllati;
  5. Precisione: ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione per riuscire a bilanciare il tono fra i vari distretti muscolari;
  6. Respirazione: l'azione respiratoria coinvolge tutto il busto. La respirazione è l'atto motorio che facciamo più frequentemente nella vita, ma non sappiamo respirare: una respirazione scorretta provoca alterazioni postdurali e svariati problemi ( cefalee, cervicalgie, lombalgie...ecc). E' fondamentale quindi imparare a gestire ed educare il proprio respiro.
Il proprio respiro. Da educare.
Ci sto provando da tre anni. Tutto bene quando si è in palestra, molto meno quando devi fare i conti con la durezza della vita.
Educare il respiro.
A dirla sembra semplice. O almeno io così la facevo nella mia non-consapevolezza.

Il respiro è regolato dai ritmi della tua giornata e se non impari a domarlo, lui mica ti dà retta, va a briglie sciolte! Diventa corto, superficiale, disattento, accelerato, eccitato...e.
E noi ci perdiamo attimi di vita, a pensarci bene.

Bisogna imparare a respirare, a RALLENTARE se vogliamo cogliere quelle sfumature e quei sapori che determinano il nostro star bene.

lunedì 20 febbraio 2012

Vi racconto di polo, scoiattoli, neve...di montagna.



Che mi piace la montagna lo sanno tutti. Una salita in giornata significa sopportare un viaggetto niente male in auto, ma chi se ne importa quando lo sforzo viene sempre ripagato.

Al lago ghiacciato di Misurina una sorpresa: non sapevamo della manifestazione. Ieri la prima giornata con la prima gara nel pomeriggio. E' stato per puro caso che ci siamo trovati ad assistervi, un piacevole imprevisto dal sapore inusuale e mondano. Qualche clic per salvarne memoria ed andare oltre. Salendo a piedi sino al laghetto Antorno, uno scoiattolo dal pelo marrone attraversa la strada saltellando velocemente verso il suo albero.
Ecco, mi dico. Vale la pena venire quassù solo per questo! Poi per quelle cime maestose, che incantano ogni singola volta; poi per la neve che è iniziata a scendere rendendo l'atmosfera suggestiva nel suo silenzio ovattato. Poi per i cani e le slitte pronte a partire, poi per il rally delle Lamborghini sulla pista di ghiaccio viste sulla strada per Auronzo; poi per i casunziei rossi che sono la fine del mondo. Poi perchè la gente ti racconta come se ti conoscesse da tempo.
Poi perchè ti senti casa e ti pare di respirare l'essenza stessa della vita.
Adoro queste giornate.

domenica 19 febbraio 2012

Foto ricordo, per sottolineare il banale


Ho poco tempo per il blog in queste belle giornate di sole. Poca voglia anche di pensare, a dire il vero...mi lascio trasportare dal vortice della vita, che quella ha sempre qualcosa da proporti se ti lasci animare

sabato 11 febbraio 2012

Eventi eccezionali li chiamano


Anomalie a cui non siamo più abituati da molti anni. Dicono che il freddo polare potrebbe superare quello storico del 1956.
Ora arriva a spaventarci sul serio questo inverno.
E' arrivato dapprima in sordina, quasi a distrarci, con quei bei tramonti che illudevano la stagione mascherandola d'altro. Poi il vero volto, quello che ti suggerisce di non fidarti, che è bene rimanere in casa se vuoi evitare guai.
Neve, tanta neve come non se vedeva da decenni. Anzi, in questa povera Italia rovesciata sotto-sopra, le nevicate sono comparse fitte, fitte anche dove non c'era dimestichezza. E manca sui monti, le nostre Dolomiti, che tanto l'avrebbero auspicata. Siamo disorientati, i conti non tornano. I centimetri continuano a salire là dove ci sono già tanti problemi. E si contano dei morti, cosa più grave.

La Bora spazza rabbiosa tutto il Nord-est, decisa a stabilire record, noncurante della stanchezza di tanti giorni sommati insieme.
Ho provato ad uscire questo pomeriggio, ho voluto sfidare il cielo livido e poco benevolo. Niente da fare. Ho resistito poco più di mezz'ora battendo presto in ritirata senza proferir parola. Dopo il Burian, il siberiano dei giorni scorsi, è il turno di Blizzard, anche lui deciso a darci un bel po' di filo da torcere. Ma io lo lascio fare: non ci provo nemmeno a tenergli testa. Conviene assecondarlo e lasciargli provare la passerella sotto i riflettori, sperando che si stanchi presto, e ritorni sui suoi passi.

martedì 7 febbraio 2012

Era l'ultimo giorno di carnevale, e a Trieste la bora soffiava forte


Martedì 7 febbraio 1978. Ricordo quel giorno come fosse ieri. Del resto è facile: mio fratello Mario compie gli anni proprio il 7 febbraio. E io, nel 1978, frequentavo la mitica III D dell'ITCS Alberti.

Quel giorno il preside decise di farci uscire prima da scuola. Era l'ultimo di carnevale e per qualche strano motivo il nostro dirigente, solitamente molto rigido nel concedere qualche libertà non propriamente motivata, quel giorno ci fece la grazia. Voglia di tornare a casa nessuna, ovviamente. Bisognava festeggiare in qualche modo, anche se niente era stato programmato per l'occasione.

Tempo d' uscire di classe, incrociai tre amiche provvidenziali: Franca, Mara e Luisa. Loro erano già in quinta e, soprattutto, maggiorenni. Ci mettemmo due secondi a decidere. “Si va a Trieste!” disse Franca. Luisa aveva una sorella che lavorava in un bar di proprietà dello zio, proprio in centro città. La stazione del treno era a 10 minuti dalla scuola. Mettemmo insieme tutte le lire( poche, ma sufficienti) che avevamo in tasca e via, senza indugi. A dir la verità, uno dei grandi motivi che ci mise su quel treno era il fatto che al tempo frequentavamo dei ragazzi di Grado. Grado-Trieste sono ad un passo, che ci voleva? Potevamo prendere due piccioni con una fava! Fare i conti senza l'oste però, non conviene mai: si rischiano brutte sorprese... Dei ragazzi, infatti, nemmeno l'ombra. Erano tutti impegnati, e visto il preavviso...che si poteva sperare?? In quanto a Trieste, URCA CHE FREDDDO!!! Dopo un viaggio interminabile ( eh si, quella tratta ferrata era un vero incubo in termini di percorrenza), arrivammo a destinazione. Ma chi se l'aspettava tutto quel vento?? Non so a quanto soffiasse, ma fu angosciante: difficile raggiungere persino il bar, altro che passeggiata sulle
Rive! In conclusione la giornata si rivelò moooolto deludente. E come se non bastasse aggiungemmo pure la ramanzina dei genitori a tarda sera. Poveri, ignari del piano, stavano già pensando di telefonare alla polizia per la nostra scomparsa... Del resto, mica era colpa nostra se a quel tempo non esistevano ancora i telefonini!

domenica 5 febbraio 2012

Perchè clochard?


Perchè non impariamo ad andar fieri della nostra bella lingua e rifiutiamo contaminazioni che non cambiano la sostanza delle cose? Non capisco l'ostentazione dell'informazione tutta che insiste con gli “homeless” o con i “clochard”.
Che senso ha?

Chiamiamoli “senzatetto” che è più comprensibile. Sono quelli che stanno pagando il conto più salato nel record di neve e ghiaccio di questi giorni.

Senzatetto, chè si va dritti al punto.

sabato 4 febbraio 2012

E' gelata la laguna di Venezia

3 febbraio 2012

Lo so:la foto dice poco. Non si riesce a distinguere bene, ma è quanto di meglio ho potuto fare con il cellulare in auto, sul ponte della Libertà.
Parte della laguna davanti a San Giuliano è gelata fin da ieri. Oggi, con l'abbassamento della temperatura causa Bora, il ghiaccio è avanzato di un bel pò arrivando fino all'aeroporto di Tessera, alle lagune di Caposile, Jesolo, Cavallino.  Molto suggestiva questa grande distesa di ghiaccio, non capita spesso di vederla così.  Penso però ai seri problemi che il gelo causerà agli uccelli -garzette, aironi, cormorani, germani- che ci vivono e  ai pesci degli allevamenti delle valli. Le orate, sensibili particolarmente alle basse temperature, saranno tra i primi a morire.  Una strage già vista qualche anno fa, quando anche allora la laguna ghiacciando causò un disastro di cui ancora si ha memoria.


mercoledì 1 febbraio 2012

Neve e bora


Non ci facciamo mancare niente. Perchè se d'essere inverno, che inverno sia!
E comunque è inutile negare che queste giornate hanno un loro fascino. La neve che scende e copre tutto fa risvegliare il bambino sopito dentro di noi. Mi piace la neve. Da sempre.
Ricordo l'eccitazione provata da bambina quando, nonostante la contrarietà di mia madre che pensava sempre al peggio, scappavo fuori per godere di quell'incanto bianco.
Altre stagioni, altri ritmi. Respiri leggeri che godevano appieno ogni istante rubato alla trasgressione degli ordini.

Sulla lettura



Ho preso per caso in mano questo libro in biblioteca. Mi ha incuriosito il titolo. Ecco alcune citazioni prese nei vari capitoli, le ho appuntate perchè mi sono parse come cucite addosso. Ho pensato: dove archiviarle per conservarne memoria se non in questo spazio senza confini?


da “Elogio della lettura”  di Michèle Petit

(...)Cosa significa aprire un libro e leggere?
Significa scoprire se stessi nelle parole di un altro; stupirsi nell'incontrare mondi lontani;vedere scritti i nomi delle proprie emozioni e dare loro dignità; trovare alleati nel cammino della crescita, amici nella lotta contro il dolore; regalarsi uno spazio e un tempo, quello della lettura, che nessuno può portarci via.

Si legge per il piacere della scoperta e per inventarsi un senso della vita, per uscire dal tempo, dallo spazio della quotidianità e avere accesso a un universo più ampio.

Con la lettura si aprono spazi, passaggi, paesaggi, vie di fuga, tracciati che riorientano lo sguardo. Sono promesse di un altrove, di non essere destinati a rimanere per sempre dove siamo. E' ciò che permette di sognare e quindi di pensare.

La lettura è una stanza tutta per sé, è una necessità quasi vitale. Contrassegna la conquista di uno spazio e di un tempo interiori che sfuggono alla presa della collettività. Gli scrittori, i pittori, gli illustratori, i poeti ci regalano una geografia, una storia, un paesaggio dove prendere fiato. Un libro è un'offerta di ospitalità, il rifugio che possiamo portare con noi e a cui facciamo ritorno.(...)


Ha detto  Alessandro Baricco:

“La letteratura deve essere uno strumento per affrontare la tristezza della realtà, le nostre paure e il silenzio. Deve provare a pronunciare delle parole, poiché noi abbiamo paura di ciò che è sconosciuto e innominabile. Credo che tutte le storie non siano altre che elaborazioni linguistiche complesse per cercare di dare un nome alle nostre ferite, alle nostre paure, rendendole così meno spaventose”

 

lunedì 30 gennaio 2012

Diario di bordo

Jesolo, 29 gennaio 2012

Giornata tipicamente invernale. Sono i giorni della merla, per tradizione i più freddi dell'anno. 
Una passeggiata al faro per godere  di un tramonto pallido ed umido. Quella timida luce però, attrae. Sull'acqua delle piccole crespature rivelano una bellezza tiepida e silenziosa.
Mentre ci avviciniamo alla punta estrema della foce del Sile, una cinquantina di cormorani si alzano in volo. Sembrano spaventati da qualcosa, non si capisce di che cosa si tratti. Due cigni che girano nei paraggi sembrano non curarsene.
Rientriamo presto, si sta alzando un vento gelido.

domenica 29 gennaio 2012

Il senso dello Stato di Oscar Luigi Scalfaro

E' morto questa notte a Roma all'età di 93 anni. Uomo di grande statura, ex presidente della Repubblica, lascia una traccia importante nella storia della nostra Repubblica. Sono convinta della profonda sincerità delle sue affermazioni, per questo nutro grande stima per la coerenza, l'integrità, la forza del suo pensiero e a lui rendo omaggio.



“Mi auguro che la politica e i responsabili si muovano sempre in favore della gente, soprattutto di quella che noi chiamiamo povera gente. Non è demagogia, ci sono, e in certo senso aumenta. Mi auguro (…) che si cammini perchè ci sia l'Europa politica, con una volontà unica politica, perchè così potrà contare nel mondo. Perchè ci sia l'Europa politica, allora avremo il no alla guerra. Solo l'Europa politica dà il no alla guerra.”
Oscar Luigi Scalfaro


venerdì 27 gennaio 2012

Il Giorno della Memoria



Il Giorno della Memoria per me è la domenica. Ogni domenica, tutto l'anno. Succede che i ricordi del racconto, come flash, balzano alla memoria quando alla fila della comunione in chiesa vedo il maestro. Ogni volta è sempre più curvo, ora cammina con il bastone, tentennando ad ogni passo, ma è sempre presente. Il maestro. Una grande tristezza mi assale quando lo vedo: penso al peso dei ricordi che porta dentro. L'ho incontrato qualche anno fa ad una conferenza dove lui portava testimonianza degli orrori di quella tragedia. Sul suo braccio è ancora inciso il numero impressogli prima che varcasse la soglia del campo di concentramento. Uno dei pochi sopravvissuti a quel campo allora, uno degli ultimi a sopravvivere, dopo tutti questi anni, adesso. Sono rimasti in pochi a dare testimonianza diretta, il tempo scivola inesorabilmente trascinando tutto. Il loro ricordo, perciò, è ancora più prezioso perchè la parola, quel respiro di vita segnato per sempre da esperienze terribili, ancora, trasmette forte emozione e ci aiuta a non dimenticare.


giovedì 26 gennaio 2012

sabato 21 gennaio 2012

Le capre come punto di riferimento.

Tra qualche tempo non molto lontano, dicono gli esperti, la domanda di cibo nel mondo sarà superiore all'offerta. E' una certezza di cui dovremmo preoccuparci perchè questo sarà il futuro prossimo dell'umanità. A tal proposito vorrei proporvi la lettura di questo post. Parla di un progetto umanitario seguito da italiani e attivo in Senegal.

Due righe tanto per capire di che si tratta:

(...)l’intera Africa, è in realtà il magazzino del primo mondo (nel post meglio specificato) e come tale non produce per sé, non si arricchisce e finisce nell’indigenza. Superare l’idea dell’intervento sulla fame ed andare verso l’autosufficienza, significa pensare che si possa agire localmente. Con pazienza, cercando di mutare lentamente costumi e rassegnazione verso la coscienza del valore del proprio territorio. (…)

il resto lo leggerete cliccando su questo link :http://willyco.wordpress.com/2012/01/21/il-rating-delle-capre/

Vi prego, leggete con attenzione, merita una riflessione e magari anche qualcosa in più.



mercoledì 18 gennaio 2012

Mayday, mayday...


m'aidez, help me, detto meglio: AIUTO!!
Urge un sondaggio, tempo una settimana. Devo elaborare un saggio breve per la lezione d'inglese e ho poche idee al riguardo. O meglio. Vorrei sapere cosa ne pensate voi, così poi trarrò le mie conclusioni.
Ringrazio sin d'ora chi avrà la grazia e la pazienza di esprimere un parere al riguardo.

Il tema è : in cucina, sono più bravi gli uomini, o le donne?
Preferita un'argomentazione riguardo le qualità e difetti dell'uno o dell'altra, è ovvio.
Io ho già qualche ideuccia...
ne parleremo.
...

martedì 17 gennaio 2012

La telefonata della Capitaneria di Livorno




Un comportamento assurdo che suscita solo indignazione e rabbia. Tanta rabbia.
Sulla nave lui non è mai tornato. Ha lasciato altri a sbrigare quelle che erano sue precise responsabilità. Intanto lui pensava a salvarsi il c... a dispetto di tutto e tutti.
Come si fa a trovare comprensione per un simile atteggiamento?? vedi il linkQUI
La galera a vita gli darei...
E le navi, d'ora in poi, lui le dovrebbe vedere solo in fotografia!!!