
Venerdì 5 serata dedicata alla cultura. Sono stata a Padova con una coppia di amici per vedere lo spettacolo scritto da Dario Fo e interpretato magistralmente, davvero, da Mario Pirovano.
Qualche nota su questo attore.
Mario Pirovano incontra Dario Fo nel 1983: Pirovano, in Inghilterra da dieci anni, rimase folgorato dalla rappresentazione di Mistero Buffo e si propose come traduttore simultaneo delle rappresentazioni londinesi riuscendo ad ottenere una collaborazione con la compagnia.
Per anni è stato ad ascoltare le esibizioni di Fo, ha seguito le lezioni e le dimostrazioni che dava ai giovani attori "riuscendo - spiega proprio Fo - ad assimilare come un'idrovora tutti i trucchi e la 'sapienza' del mestiere". Infatti, sul palcoscenico sembra di vedere la copia di Fo che recita!
Straordinariamente riesce a rendere, senza ombra di dubbio, il senso dell'opera di Fo, pur restando fin troppo legato alla tecnica del suo maestro. Ma certamente il talento non gli manca e il pubblico, composto da giovani e meno giovani, appare attento dinanzi alle sue rappresentazioni e alla sua mimica.
Venerdì sera ha portato sulle scene il tema della pace e della guerra riproponendo l'opera di Dario Fo “Lu Santo Jullare Françesco”, in particolare il discorso di San Francesco ai Bolognesi. E' la famosa “concione” del 1222, ricostruita da Fo sulla base della tradizione popolare, delle cronache e delle testimonianze dirette. La figura di Francesco viene vista spogliata dalle contaminazioni e censure subite nel corso dei secoli da parte della Chiesa e da una certa cultura a senso unico.
Il racconto è ironico, poetico, a volte sarcastico, nello stile dei giullari del tempo. La narrazione è fluente e cattura l’attenzione sin dal primo minuto.
Bel spettacolo, davvero!

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