Ammettiamolo!
La Riviera del Brenta ospita un patrimonio di antiche ville venete della passata nobiltà veneziana di cui andare decisamente fieri.
Molte di queste sono private e sono circondate da parchi e giardini degni di nota.
Al visitatore fortunato, viene data l’opportunità d’immergersi in questa suggestiva atmosfera che pare ferma nel tempo: parchi con alberi secolari di diverse specie, anche esotiche e rare, arbusti di varietà incredibili, laghetti romantici nascosti dove mai uno sospetterebbe (mi sta a cuore villa Brusoni, assolutamente unica!!)
Eh si! La nostra Riviera è proprio bella!!
Quale posto sarebbe più adatto, se non questi meravigliosi siti, ad ospitare dei piccoli concerti all’aperto? Il contesto è decisamente tra i migliori ed il nostro Comune ha pensato bene di trarne beneficio organizzando una serie di appuntamenti culturali con la musica.
Ed infatti, ieri sera Villa Tito ha aperto i suoi cancelli a chi voleva assistere al duo pianistico “ Danza a quattro mani”. Lo spettacolo fa parte della rassegna “ DoloMusica 2008” già menzionata in un post passato. Oltre alle due brave musiciste che si sono esibite al pianoforte, abbiamo apprezzato anche la ballerina che accompagnava una parte dei pezzi.
Da sogno tutto il contesto:
la ballerina ha danzato usando come palcoscenico l’antica scala esterna che dà sul parco. Musiche e danze erano illuminate solo da due fari e da torce sistemate sulla scala che rendevano l’atmosfera ancora più speciale.
Le opere che mi sono piaciute di più sono dei compositori Moszkowski ,con “danze spagnole e polacche”, Ravel con il suo “Bolero”, e Rubinstein, di cui è stata proposta una brillante “Tarantella”.
Inutile dire che la serata mi è piaciuta molto, peccato che gli appuntamenti di questi tipo siano sempre pochi, dato lo sforzo finanziario che tutta l’organizzazione comporta e che il Comune sostiene.
Villa Tito.
La villa è stata la "casa del pittore", la dimora nella quale Ettore Tito (1859-1941) abitò nel secolo scorso. Qui, in questo edifico presumibilmente ottocentesco, l'artista ideò le più belle fra le sue tele. Il figlio Luigi, anche lui pittore, ne raccolse l'eredità spirituale, traendo dal luogo ispirazione per le sue pennellate.
La facciata della villa a sud è quella più bella (non visibile dalla strada). Decisamente da vedere insieme all’oratorio che pare ospiti opere pittoriche dei Tito.
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