A proposito di quello che non ci dicono i nostri TG...
Tratto dal sito http://italiadallestero.info/archives/667
[New York Times]
Roma - Venerdì l’Economist ha dichiarato che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha perso la causa per diffamazione contro lo stesso giornale, a riguardo di un articolo di copertina che lo accusava di essere inadatto a governare l’Italia.
Il tribunale di Milano, dopo aver respinto le accuse di diffamazione da parte di Berlusconi, uno degli uomini più ricchi d’Italia, gli ha ordinato di pagare al giornale 35 mila dollari per i costi legali.
Il numero dell’Economist uscito il 26 aprile del 2001 presentava una foto di copertina di Berlusconi con il titolo “Perchè Silvio Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”. L’articolo che lo accompagnava lo accusava di conflitti di interesse, analizzava il suo impero economico e decriveva in dettaglio le battaglie legali in cui era coinvolto. Il giornale apparse proprio prima delle elezioni parlamentari, vinte da Berlusconi.
L’articolo dell’Economist, ha scritto il giudice Angelo Ricciardi nella sua sentenza, si situava completamente “nell’ambito del diritto di critica, che è garantito dall’articolo 21 della Costituzione.”
La decisione probabilmente non diminuirà le frequenti critiche del presidente del consiglio contro i media e i giudici italiani, i quali, egli afferma, lo avrebbero ingiustamente preso di mira dal momento in cui è entrato in politica quasi 20 anni fa.
L’Economist ha ripetutamente lanciato attacchi contro Berlusconi, il cui impero economico si estende su televisione, editoria, cinema e la squadra di calcio A.C. Milan.
Proprio poco prima di perdere per un soffio la rielezione nel 2006, il giornale pubblicò una storia di copertina intitolata “Basta, Berlusconi”.
A luglio di quest’anno, l’Economist ha accusato Berlusconi di usare il suo terzo mandato come presidente del consiglio per conseguire largamente ciò che ha chiamato i suoi “interessi personali e aziendali.” Quell’articolo si intitolava “Berlusconi si trastulla, l’Italia brucia“, era accompagnato da una sua caricatura come l’imperatore romano Nerone ed affermava “Non c’è traccia di un dibattito sulle misure di liberalizzazione di cui la limitata economia italiana ha fortemente bisogno.”
[Articolo originale di Reuters]
[traduzione: info@ItaliadallEstero.info]
Articolo pubblicato Venerdì 5 Settembre 2008, in USA.
Sempre dallo stesso sito:
Silvio Berlusconi approfitta della sua popolarità e dell’apatia della sinistra per avviare pesanti riforme
Mercoledì 3 Settembre 2008
[Le Monde]
Esulta Silvio Berlusconi: “Ho rispedito a casa Prodi e i comunisti, ho ingaggiato Ronaldinho per il Milan. Insomma, ho mantenuto tutte le promesse che avevo fatto prima delle elezioni”. A più riprese, il Presidente del Consiglio si è anche glorificato di aver risolto il problema dei rifiuti a Napoli - o almeno di averlo fatto sparire - e di aver trovato una soluzione 100% italiana per risanare la compagnia area Alitalia.
Pubblicato in Francia.
Il mio commento è "hahahahahaha!bisognerebbe approfondire sul metodo del suo risolvere i problemi del paese!!!"
Consiglio la consultazione del sito sopraccitato che è molto, molto interessante.
Riporto anche una parte del commento di Antonio Di Pietro sulla notizia dell"Economist".
"Il nostro primo ministro Silvio Berlusconi deve pagare 25.000 euro di spese processuali al settimanale britannico l'Economist secondo quanto deciso dal tribunale di Milano. La notizia è passata in sordina. Delle nostre testate nazionali, Repubblica ne ha fatto timidamente menzione a pagina 13 lo scorso 6 settembre affiancando la notizia alla foto del Presidente del consiglio che abbraccia campioni olimpici e delira dicendo di averci salvato dal ritorno del comunismo. Le altre testate il silenzio, nel timore di rompere il clima idilliaco tra governo e ombra di governo. Certamente ad Emilio Fede la notizia nessuno l'ha detta, agli altri Tg forse è sfuggita...
...La gravità della querela depositata nel luglio 2001 da Silvio Berlusconi non è la sentenza dall'esito scontato leggendo l'articolo in questione, ma il fatto che debba essere un giudice a ricordare a colui che di lì a poco sarebbe diventato Presidente del Consiglio, e che oggi dopo 7 anni lo è nuovamente, cos'è l'articolo 21.
Attendiamo il ricorso preannunciato dal nostro Presidente del Consiglio ricordandogli che la stampa degli altri paesi occidentali non è quella della mitraglia mimata nella visita dell'ex premier sovietico Vladimir Putin e che la magistratura italiana non è ancora malleabile come il ministro della (sua) giustizia Angelino Alfano."
Bravo Di Pietro!
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