Oggi ho scelto un tema piuttosto serio e delicato su cui dire la mia: il testamento biologico.
Allora, vediamo anzitutto la definizione secondo Wikipedia.
"Il testamento biologico (detto anche: testamento di vita, dichiarazione anticipata di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione."
L’argomento è di particolare attualità in questi giorni.
I casi di cronaca recenti e la dichiarazione del cardinale Bagnasco, presidente della CEI, sulla necessità di promuovere una legge che finalmente dia valore legale alle dichiarazioni inequivocabili lasciate anticipatamente, accende il dibattito fra posizioni diverse.
La mia è quella di chi è contro l’eutanasia, contro l’accanimento terapeutico, ma a favore del rispetto delle volontà dichiarate espressamente.
Trovo sia giusto che ogni persona in buona salute abbia il diritto, se lo vuole, di poter chiedere ai medici di sospendere o non attivare procedure e terapie, (quali sono per esempio il respiratore meccanico, la somministrazione di farmaci o l'alimentazione artificiale con un tubicino inserito chirurgicamente nello stomaco) che non si considerano accettabili o sopportabili per sé stessi. Una legislazione in questo senso è necessaria perchè nel caso in cui un giorno, per un incidente o una grave malattia, l’interessato diventasse incapace d’ intendere e di volere, le sue volontà, se precedentemente e chiaramente espresse, sarebbero legalmente rispettate.
No quindi all’eutanasia, che è una questione diversa, ma si al rispetto del rifiuto a continuare cure meccaniche, si al “ testamento biologico”.
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