
Credo che ormai tutti quelli che mi conoscono da un po' sappiano del mio servizio di volontariato AVO all'ospedale locale. Il mio è un turno unico settimanale da fare il lunedì mattina. L'incarico è niente di troppo impegnativo, niente di troppo vincolante, accessibile a tutte le tipologie di volenterosi che abbiano un po' di sensibilità nei confronti dell'altro inteso come persona. Questa tipologia di volontariato è, per esempio, adatta a me che cerco sostanzialmente il contatto umano.
Ogni incontro speso a cercare di entrare empaticamente in relazione con l'ospedalizzato presenta sfaccettature diverse. Ogni approccio con la persona allettata deve essere particolarmente attento ai bisogni dello stesso, alla sua sensibilità, alla sua voglia o meno di rivelarsi ad una sconosciuta che si presenta alla porta. Come ho già detto in più occasioni, non è sempre facile assolvere questo compito. Le persone che frequentano un reparto di ortopedia hanno chiaramente differenti tipi di problematiche relative alla salute. S' incontra il bambino che necessita di intervento per malformazioni, all'adulto ricoverato per incidente sul lavoro , stradale, sportivo, alla persona bisognosa di protesi, all'anziano con le sue ossa fragili, ecc. E ogni persona ha una capacità personale di reagire all'evento traumatico. Trovi l'ottimista, il propositivo, ma anche il depresso, la persona rassegnata, l'arrabbiato. Insomma , c'è un po' di tutto. Io non ho la presunzione dev'essere la volontaria perfetta, anzi. Ma nonostante ciò ci provo, ecco .
Le soddisfazioni più grandi il volontario le trova quando viene compreso nel tuo intento che è quello di portare aiuto e quando riesce a provare, in pochi minuti di conversazione, la famosa empatia con l'altro. L'empatia, Dio che parola grossa! Eppure succede ed è bellissimo. Oggi è capitato per ben due volte! Giorno fortunato...
Argomenti della conversazione? L'importanza del ruolo genitoriale nell'educazione dei figli e la necessità profonda che ha l' essere umano al confronto con gli altri individui. “Il confronto è necessario alla crescita personale” diceva il mio interlocutore. Ed io concordo perfettamente. Un confronto onesto prevede anche discussioni accese se i punti di vista sono differenti. Elementi di disturbo queste, ma necessarie se si vuol dipanare la matassa. Accettare un confronto è accettare la possibilità che il nostro pensiero possa avere dei limiti, limiti che magari possono essere superati con la condivisione. Ecco che, allora, il confronto di pensiero può diventare arricchimento della persona.
Argomenti della conversazione? L'importanza del ruolo genitoriale nell'educazione dei figli e la necessità profonda che ha l' essere umano al confronto con gli altri individui. “Il confronto è necessario alla crescita personale” diceva il mio interlocutore. Ed io concordo perfettamente. Un confronto onesto prevede anche discussioni accese se i punti di vista sono differenti. Elementi di disturbo queste, ma necessarie se si vuol dipanare la matassa. Accettare un confronto è accettare la possibilità che il nostro pensiero possa avere dei limiti, limiti che magari possono essere superati con la condivisione. Ecco che, allora, il confronto di pensiero può diventare arricchimento della persona.
Sono d'accordo, confrontarsi significa aprirsi agli altri, a visioni altre del mondo, significa mettersi in gioco rischiando di far traballare i capisaldi delle proprie certezze. Ma non è una perdita è un arricchimento, una crescita, una rimessa a nuovo del nostro essere.
RispondiEliminaL'enozione che ti viene, quando vedi la persona che ti allunga la mano, che ti chiede aiuto con lo sguardo, il sorriso che ti elargisce per dirti grazie. Queste sono le emozioni che provo quando aiuto una persona bisognosa. Io non faccio volontariato ospedaliero ma volontariato nelle strade con persone che non hanno NULLA. E il cuore che te lo comanda ed e sempre il cuore che ti da la forza di farlo. Grazie per il tuo sforzo verso le persone bisognose. Buona vita, Viviana
RispondiEliminaAngelo grazie per questo prezioso post.
RispondiEliminaE tu saresti quella che non avrebbe di che scrivere?
Grazie delle informazioni nell'ultimo post.
Sei grande...
complimenti davvero importante e delicato quello che fai. Ti abbraccio A
RispondiEliminaD'accordissimo con Aliza!
RispondiEliminaBuona serata.
Cinzia
Quanti, anche senza alcuna motivazione religiosa, hanno deciso di vivere nelle zone più povere e neglette del mondo, provenendo da paesi sviluppati? Perchè lo fanno? Altruismo? Io preferisco chiamarlo egoismo intelligente. L'arricchimento, la soddisfazione di rendersi utile a chi ne ha tanto bisogno, tutto questo è parte della motivazione di queste scelte, a volte così faticose. Anche la giornata settimanale che tu dedichi all'assistenza ospedaliera, rientra a mio parere in questo piacere dell'incontro, come del resto tu ci descrivi così bene. In fondo, forse l'egoismo che pensa solo ad accumulare oggetti, possibilmente a danno di altri, è soltanto un sintomo estremo di stupidità, appunto di un egoismo stupido.
RispondiEliminaIl tempo che offri ai malati in ospedale arricchisce te e coloro che godono della tua presenza! Brava Angelo, e brava anche x il tuo cuore di mamma, che è giustamente orgoglioso dei successi della figlia!
RispondiEliminaNon sapevo, Angelo, che prestassi servizio di volontariato.
RispondiEliminaTi aprezzo per questo ancora di più.
Sono d'accordo sull'importanza dello scambio e del contatto umano. Il confronto è sempre positivo anche quando genera dissonanza. Anzi penso che questa faccia crescere se vissuta costruttivamente.
Un caro saluto
annarita
hai scritto un bellissimo post
RispondiElimina@Miranda. Peccato che non tutti sono disponibili al confronto. Se solo ne capissero l'importanza...
RispondiElimina@Viviana. Hai ragione. L'emozione è grande quando vedi quegli sguardi
@Stella. Grazie a te. Io non mi sento così speciale
@Aliza e Cinzia. porto solo un piccolo aiuto.
RispondiElimina@ Vincenzo. E' un dare e ricevere. Questo è sicuro
@Grazie Red.
@Annarita. E si. Ho iniziato quest'esperienza ormai quasi tre anni fa e ti assicuro che ho imparato molto
@Andrew. Lo considero un gran complimento!Grazie