Contro la riforma Gelmini, in migliaia fra studenti, docenti, ricercatori, si trovano in piazza in questi giorni a protestare contro quello che è considerato da molti lo smembramento, nonché disfacimento dell'Università italiana. Da Nord a Sud la stessa preoccupazione: proteggere quello che è considerato un luogo fondamentale: la culla di cultura su cui preparare la generazione che permetterà al Paese Italia di guardare al futuro. E' giusto pensare a una riforma: certe cattive abitudini clientelari dettate dalla classe dei cosiddetti Baroni vanno eliminate alla radice: sono il cancro dell'Università stessa. Ma, premesso questo, la situazione va attentamente valutata per non condannare buoni e cattivi insieme. Ci sono Facoltà virtuose che, in questo gioco al massacro causato da tagli indiscriminati, sentono l'urgenza di gridare un “NO”. E' giusto e lecito dare voce a chi si sente ingiustamente tradito pur avendo offerto il massimo del proprio onesto impegno. Penso a quei rettori virtuosi che non sanno più che pesci pigliare dovendo subire tagli; che saranno costretti a rispondere picche a quei precari che da anni aspettano un incarico fisso. Poi ci chiediamo perchè non riusciamo a trattenere i nostri”cervelli” che se ne scappano all'estero. Sarebbe bello che potessero scegliere se rimanere o meno, che ci fossero opportunità allettanti qui, nel loro Paese, per cui la scelta di espatriare diventerebbe solo un'opportunità in più per arricchire la propria esperienza invece che obbligo.
“ Non sono sorda alle proteste” dice il ministro Mariastella Gelmini. Vediamo dunque se presterà orecchio a chi ha molto da dire.
Non sarà sorda alle proteste ma purtroppo non ne capirà mai il motivo. Chi ha "partorito" una simile riforma è impossibile che sia dotato di intillegenza!
RispondiEliminaPrima o poi qualcuno doveva mostrare l'in*********! Troppo grave e troppo ignobile ciò che questa riforma produce. Speriamo non ci scappi il morto...io ho ancora negli occhi le cariche dei "celerini!
RispondiEliminaStanno abusando troppo di tutti i nostri valori e la cultura è fra i primi posti, scuola, universit, lavoro, cinema, teatri, associazioni di volontariato...
RispondiEliminaCome scrive Sandra, speriamo tanto che non ci scappi il morto.
Ciao!
Lara
una scuola libera e indipendente dal controllo politico, una scuola che diffonde cultura ed eleva le conoscenze del popolo, è sempre un problema per i sistemi di potere e di controllo sociale. Il nostro paese è in mano a dei sciacalli (con tutto rispetto per quelli a quattro zampe che sono di gran lunga migliori)e come tali fanno di tutto per privare le persone della cultura.
RispondiEliminaciao Angelo azzurro