Se c'è un mese che proprio non sopporto, ecco questo è novembre. Mi indispone da sempre, se ben ricordo.
Novembre è il mese più triste dell'anno, a parer mio. La natura si prepara all'inverno e si sveste dei suoi colori assumendo un'aria grigia che sa di malinconia. Il sole si mostra con meno generosità indossando un velo che ne nasconde il vero volto. E poi piove spesso. Così, se anche hai simpatia per la pioggia, dopo un po' di giorni simili, arrivi proprio a detestarla perchè t'incupisce l'anima. Ricordo che da ragazzina, quando tornavo dal doposcuola in bicicletta attraversando stradine di campagna per evitare il traffico pericoloso. Il grigiore di certi pomeriggi mi metteva paura. Il gioco d'ombre che veniva a crearsi con la luce ridotta assumeva un che di misterioso, di tetro, quasi da suggerire chissà quali cattivi presagi. Affrontavo di malavoglia quel percorso e pedalavo il più in fretta possibile per arrivare presto a casa, in salvo. Diventata più grande, le cose non sono migliorate di molto. Durante questo periodo, la sensazione di disagio all'adattamento delle nebbie e dei primi freddi, è sempre stata presente. Amo il sole, la luce mi dà respiro. Il buio, al contrario mi soffoca, mi toglie energia.
Di Emily Dickinson
Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
Dalla precoce, incombente Notte-
Il Pomeriggio in Sera profonda
La sua Gialla brevità distillò-
I venti smorzarono i loro passi marziali
Le foglie ottennero tregua-
Novembre appese il suo cappello di granito
A un chiodo di Felpa-
(1866- da “Tutte le poesie”)