Oggi raccolgo dalla TV questa notizia che mi sembra importante.
Vittoria, un paese in provincia di Ragusa, ha deciso di muoversi per contrastare le estorsioni mafiose promuovendo questa iniziativa: il Comune ha emesso una norma anti-racket, approvata a febbraio e presentata alla cittadinanza il 3 marzo scorso.
La norma, inserita all’articolo 3 del regolamento del Comune siciliano, prevede: niente imposta sugli immobili e sui rifiuti, canone idrico gratis per dieci anni e niente tasse di occupazione di suolo pubblico per tutti gli imprenditori che denunciano il pizzo.
Il giovane sindaco, Giuseppe Nicosia, dichiara oggi in tv: “Noi crediamo nella legalità e dobbiamo essere vicini a chi decide di denunciare, anche con queste azioni…bisogna sostenere e far sentire la nostra presenza agli imprenditori che fanno la scelta di ribellarsi…il Comune si costituisce parte civile nei processi contro chi invece continua a piegarsi alle richieste di estorsione (in questo caso però solo con sentenza di condanna passata in giudicato); inoltre, i beni confiscati alla mafia saranno utilizzati a vantaggio dei cittadini. Spero che seguano questa strada anche altri enti locali».
Vittoria è il primo ente locale che decide di aiutare con i fatti i propri commercianti impegnati nella lotta al racket. Mi sembra un bell’esempio di chi, con i fatti proprio, vuole risvegliare la coscienza civile e dare una svolta ad una consuetudine di vita consolidatasi in tanti decenni. L’augurio è quello che questo sia solo il primo comune a cui facciano seguito tanti altri perché la strada mi sembra quella giusta.
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