
Oggi, nella festa del papà , riporto un post pubblicato quando mio padre ha compito i suoi favolosi ottantatre anni.
E' un uomo tosto, mio padre. Un solitario, un uomo felice di vivere la sua vita semplicemente.
Per lui la vanità, la ricchezza, il possedere beni materiali, sono elementi poco significativi, mentre privilegia la libertà come bene primario.E’ un esempio di chi vive un buon rapporto con sé stesso e con l’ambiente naturale in cui vive. Ha sempre vissuto tenendo le redini della sua vita saldamente in mano, anche nei momenti più difficili. A me personalmente ha sempre trasmesso sicurezza, anche se quando era giovane aveva sempre poco tempo da dedicare a noi figli a causa dei suoi molteplici impegni lavorativi.Mi viene in mente quando, trent’anni fa, è rimasto allettato ed immobile per ben due mesi, dopo una brutta caduta che gli aveva causato la frattura dell’epistrofeo, la seconda vertebra della colonna che permette gli ampi movimenti della testa. I medici tentennavano nel decidersi a rimetterlo in piedi, paventando anche il rischio di morte. Ma lui era fermamente deciso a superare gli ostacoli ed arrivare alla guarigione! Con tanta determinazione, che è comunque una caratteristica del suo carattere, è riuscito a farcela, senza lamentarsi mai troppo della condizione in cui era costretto ( un busto pesante e rigido) in quei lunghi mesi.Per me è sempre stato un grosso punto di riferimento, anche se non lo considero un modello di perfezione, intendiamoci. Ha anche lui i suoi bei difetti, ma del resto, chi può vantare di non averne??











