martedì 22 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Una musica nel cuore
o meglio: August Rush. Domani sera su canale5 , ore 21.10.
domenica 20 dicembre 2009
e questa sera mi regalo questo
… “I hope you hear inside my voice of sorrow
And that it motivates you to make a better tomorrow
This place is cruel no where could be much colder
If we don't change the world will soon be over
Living just enough, stop giving just enough for the city...”
Clima: delusione ed avvilimento sul vertice di Copenhagen.
dal web
Nessun accordo sufficiente a cambiare veramente la situazione. Ciascun paese deciderà in proprio le misure idonee per ridurre l'inquinamento a casa propria. Il che significa in pratica un nulla di fatto per salvaguardare la salute dell'intero pianeta. Questo appuntamento a Copenhagen ha confermato la non volontà ad affrontare seriamente il problema. Ancora tempo e soldi spesi inutilmente. Come temevamo.
sabato 19 dicembre 2009
Diario
Australia. La mia amica S., compagna da diversi anni al mitico English course serale, in questo momento si trova nella terra dei canguri e dei koala. Per la seconda volta, pure. Beata lei! Ammetto che la invidio un po'.
Mi piace viaggiare da sempre.
Solo l'idea di programmare un viaggio mi manda al settimo cielo. Va bene qualsiasi posto, non importa che sia lontano, all'estero, o qui in Italia (Paese meraviglioso geograficamente parlando). E' bella l'esperienza del conoscere luoghi così differenti dal posto in cui vivi. E se poi incontri anche culture a te estranee, è ancora meglio. L'incontro, il confronto, lo scambio, arricchiscono sempre. Ti cambiano dentro.
Ricordo il primo viaggio fatto da sola senza la famiglia. Avevo undici anni e già tanta voglia di esplorare il mondo. L'occasione fu un' offerta vacanze proposta dalla scuola in occasione del Gemellaggio tra Jesolo ed Epinal, Francia. Il progetto per quell'anno era indirizzato a ragazzi dagli undici ai quattordici anni. Destinazione Gerardmer una località tra i monti arricchita da un lago e da una natura incontaminata, a 34 chilometri da Epinal. Ho ancora presente il momento in cui la maestra propose la cosa in classe.
Mentre lei descriveva i dettagli, già la mia mente vagava immaginandomi in viaggio. E tutto il seguito. La vacanza era prevista per luglio, quindi finiti gli esami di licenza elementare. Tre settimane piene. Quale momento migliore della pausa estiva dalla scuola, pensavo. Avevo un sacco di tempo a disposizione, io.
Certo, bisognava convincere i genitori...e non era cosa da poco...
Credo d'averli supplicati per un mese intero, ma forse anche di più. La decisione fu presa ( penso per sfinimento) l'ultima settimana disponibile per dar conferma all'iniziativa. Ormai avevo quasi perso le speranze quando mi dissero di si. Era maggio e da quel momento non aspettai altro che partire. Insieme a me vennero anche altre tre compagne di classe. Il che andò a fagiolo in quanto nella struttura dove alloggiammo ci assegnarono una stanza per quattro. Ricordo che, oltre al gruppo di noi italiani, il centro ospitava anche inglesi e francesi, tutti ragazzi più o meno della nostra età. Come accompagnatori avevamo degli insegnanti, i quali conoscevano già alcuni di noi più grandicelli essendone gli educatori a scuola.
Che dire, ho ricordi splendidi di quell'esperienza. Fu la prima volta per un sacco di cose. La prima volta che andai all'estero, la prima volta che toccai la neve d'estate mentre attraversavamo le Alpi, la prima volta che vedi i nidi di cicogna sui tetti di casette da fiaba, la prima volta che conoscevo degli stranieri, la prima volta che dormii in tenda (per ben due sere). La prima volta che vidi importanti musei ed altre meraviglie. Una volta alla settimana avevamo un'escursione in pullman che durava tutta la giornata. Fu la prima volta che sentii parlare del Consiglio d'Europa di Strasburgo perchè ci portarono a visitare la sede. Che emozione trovarsi in quelle grandi sale: era tutto così grandioso ai miei occhi! Fu anche la prima volta che vidi una donna condurre un pullman. Lo ricordo perchè guidava come una pazza, a detta di una delle nostre insegnanti. Ne rimase letteralmente sconvolta visto che, l'incauta autista, sfiorò più volte delle rocce di una montagna ai bordi della strada...
Ho visitato la casa di Giovanna D'arco ed attraversato il Reno per entrare in Germania. Tappa Baden Banden, una linda cittadina che mi colpì per l'estrema cura e pulizia di strade, giardini e parchi. Ricordo i paesaggi dei Vosgi che attraversavamo percorrendo la regione della Lorena. Era tutto un saliscendi di strade collinari immerse nel verde, a volte strette e piene di curve. Certi villaggi sembravano usciti da un libro di fiabe talmente erano “curiosi”. Mi chiedo se dopo tutti questi anni sia rimasto qualcosa di tutta quella bellezza...
Comunque, finita la vacanza, tornai a casa con tanta nostalgia per il posto che avevo lasciato. Sapevo che difficilmente l'avrei rivisto.
Caspita, se nevica!
castello di Neuschwanstein, sotto la neve
Fiocchi grossi ed orgogliosi da stamattina presto. E continua!
Mia figlia è andata a scuola a piedi. Vista la condizione delle strade, è l'unica soluzione per evitare problemi.
Certo, è fortunata ad avere la scuola vicina...
Mi piace la neve. Anche se capisco possa essere un grosso disagio per chi si deve spostare, ne rimango tutte le volte rapita.
giovedì 17 dicembre 2009
C'era una volta...ultima parte
Era una grande festa da pregustare lentamente nell'attesa della partenza. Il giorno predestinato poteva essere il 23 o la vigilia di Natale. Dipendeva dalle ferie di papà e da come riusciva a delegare i vari impegni per concedersi qualche giorno d'assenza. E comunque, il giorno stabilito si partiva molto presto pregando di non incontrare le nebbie o la neve che spesso comparivano a complicare le cose. Non ho un buon ricordo del tempo meteorologico del periodo. Arrivavamo in Lombardia spesso accompagnati da cielo grigio che era capace di stabilizzarsi per tutta la vacanza. Non ho mai capito se quella capa fosse colpa dell'inquinamento o se fosse frutto di stagione. Certo che l'aria che respiravamo appena arrivati era ben diversa da quella a cui eravamo abituati. Comunque, la felicità di vedere nonni, zii e cugini era talmente grande che tutto passava in secondo piano.
Nel giorno della vigilia, nonna preparava brodo con i cappelletti e il capitone in umido. Noi ragazzi, in realtà, non eravamo troppo entusiasti del capitone, ma mio padre ne diventava matto. Mia madre perpetua ancora la tradizione tutti gli anni. Al pranzo di Natale, io e mio fratello eravamo soliti mettere la letterina dei buoni propositi sotto il piatto di papà. Ricordo la timidezza mista ad un po' di vergogna quando la leggeva ad alta voce davanti a tutti. Non era un'abitudine quotidiana mostrare del tenero sentimentalismo nei nostri rapporti: l'educazione era severa, di tutt'altro genere di quella a cui siamo abituati oggi. Perciò l'imbarazzo era tanto. Ma almeno quel giorno, sentivamo quasi un obbligo il dover promettere che saremmo diventati più buoni ed ubbidienti. Naturalmente quelli erano propositi che duravano la bellezza del pranzo poi, neanche a dirlo, il comportamento tornava quello di sempre. Natale riuniva anche gli zii che vivevano fuori casa perchè ormai sposati. Così, capitava che in cucina ci trovassimo più di venti. Il pomeriggio gli uomini giocavano a carte e le donne se la raccontavano. Io e mio fratello, con diversi cugini più o meno della stessa età, giocavamo per conto nostro. Che caos! Ma anche una grande gioia. Ripenso a quel tempo con grande nostalgia.
Uno degli ultimi Natali prima che morisse, nonna regalò a me personalmente un piccolo presepe con tanto di lucina che illumina la Santa Famiglia.
Quel presepe lo possiedo ancora.
Inutile dire che mi è molto caro.
mercoledì 16 dicembre 2009
C'era una volta...parte prima
C'era una volta, tanti e tanti anni fa, una ragazzina che aspettava il Natale con particolare entusiasmo perchè avrebbe rivisto i nonni e gli altri parenti che vivevano lontano.
I miei nonni abitavano a Limbiate, un paese alla periferia di Milano, che praticamente è cresciuto con l'arrivo di tanti veneti emigrati negli anni cinquanta. Loro avevano seguito l'esempio di tanti altri. Erano scappati dalla terra veneta quando questa non riusciva più a garantire lavoro alle giovani generazioni. Mia madre, la maggiore di otto figli, si era già sposata quando fu presa la decisione. Così, lei ed un'altra sorella partita per l'Australia, furono le sole a non seguire i genitori.
Milano non era proprio ad un tiro di schioppo, quindi le occasioni per vedersi erano poche durante l'anno:solitamente durante le ferie e a Natale.
Prima che arrivasse il telefono in casa, ci tenevamo in contatto con lunghe lettere e cartoline. A quei tempi, era l'unico modo per sapere le notizie della famiglia. Poi arrivò il telefono e fu tutto molto più semplice. E ora, nell'era di internet, il contatto è ancora più diretto. Basta un pc ed una webcam e ci si può vedere annullando le chilometriche distanze. E' straordinario se ci si pensa! Allora, le novità diventavano notizie già vecchie nel tempo che la corrispondenza arrivava a destinazione. I tempi erano dilatati, non c'erano soluzioni diverse. Funzionava così, la normalità. Nelle lettere, solitamente era la nonna a scrivere. E lei aveva un pensiero per tutti. Ricordo ancora la sua scrittura incerta. Gli anni di scuola non erano molti, ma le sue righe riuscivano a trasmettere tutto il profondo sentimento che la legava a noi.
Poi arrivava il Natale. E a Natale era consuetudine che papà ci portasse a Limbiate per qualche giorno. Lì trascorrevamo le feste con i parenti. Per me era una grande gioia.
Segue...
martedì 15 dicembre 2009
Si comincia a morire nell'attimo in cui
Il Cammino
Si parlava di te l'altra sera
si diceva che non canti più
quelle strofe di frontiera
belle come la tua gioventù
ma se il cuore ha un'ala spezzata
devi solo curarla perche
non è ancora la fermata
altri viaggi aspettano te
dall'istinto che hai
di non credere mai
è da questo lo sai
che riparte il cammino
ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c'è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole
e se la vita ci frega
quando prima ci esamina e poi
solo dopo ce la spiega
la lezione più dura per noi
ma ci insegna che ogni bufera
può strappare un bel fiore però
non l'intera primavera
non può raderla al suolo non può
dall'istinto che hai
di non cedere mai
è da questo lo sai
che riparte il cammino
ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma pui
tu non smettere di camminare
si comincia a morire nell'attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare
segui il passo di un sogno che hai
chi lo sa dove può arrivare
chi lo sa
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strade da fare
anche se sembreranno
più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c'è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole
il sole sopra di noi
sopra di noi
Testo di Eros Ramazzotti
Mi piace talmente questo commento che ne faccio un post!
Risposta al mio post FATEMI CAPIRE
POLLO. Allora andiamo per ordine,il post è stato eliminato, anche se non essendo tu ne montanelli ,ne biagi, ne la yourcenar, non mi sento molto in colpa visto che a tua volta lo hai ripreso dal sito amando.it,secondo leva il tuo post con il mio nome dal tuo specie di blog, come odio questi pseudo blogger che invece di essere contenti della diffusione di un proprio post si inalberano perche uno copia, con tanto di link per altro..mah e poi dicono che la conoscenza va diffusa..strana gente frequenta la blogosfera ormai..
Comunque BUON NATALE..!!!
p.s. IL POST DI AMANDO.IT LO MESSO ANCHE IO ..VEDIAMO SE COSI TI VA BENE!
Per Mary che posta piu in alto:se non fosse Natale ti direi fatti i cazzi tuoi...ha gia ..non è ancora Natale!
14 dicembre 2009 20.32
E' strana sì, la gente che gira nella blogosfera. A partire da chi offende perchè ha pochi argomenti dalla sua.
Caro Pollo, quello che mi ha infastidito è che tu abbia copiato anche le mie battute alle notizie che pure io avevo ripreso (citando chiaramente il link) passandole per tue. Non mi disturbano i link ai miei post quando sono chiari e non celati.
La chiudo qui consigliandoti di usare meglio la rete.
lunedì 14 dicembre 2009
Fatemi capire!!!!
E' normale che qualcuno prenda il tuo post, lo pubblichi nel suo sito web e non ti chieda nemmeno il permesso?
No, è che vorrei capire questa cosa...
Caro thepolloweb ti presenti e ti fai conoscere?
Magari se me lo chiedi il post da copiare è tutta un'altra cosa non credi?
No, è che vorrei capire questa cosa...
Caro thepolloweb ti presenti e ti fai conoscere?
Magari se me lo chiedi il post da copiare è tutta un'altra cosa non credi?
domenica 13 dicembre 2009
Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia!
Not at all! Che vorrebbe dire macchè!
In realtà il giorno più corto dell'anno coincide con il solstizio d'inverno che solitamente è il 21 o 22 dicembre a seconda . Vedi Solstizio
Il detto, invece, ha queste origini:
“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” risale a quando, prima del 1582, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 rendendo quindi questo il giorno più corto dell’anno. Riformando il calendario secondo accurate osservazioni astronomiche, Papa Gregorio XIII decretò che si passasse direttamente dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, togliendo quindi i 10 giorni di sfasatura accumulati negli oltre 10 secoli precedenti. Il solstizio passò così al 21-22 dicembre (come oggi) ma la festa della santa rimase sempre al 13” (…)
dal sito: guide.supereva.it
In tanti paesi del nord Italia e del nord Europa il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia. In questi posti lei è anche la figura che fa le veci di Babbo Natale e a lei sono legate tradizioni e leggende molto particolari.
Dal sito amando.it/natale/santa-lucia:
“La storia di Santa Lucia
Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre.
La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant'Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all'aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia torna a Siracusa e trova la mamma guarita. Rompe il fidanzamento, e decide di andare tra i poveretti che stanno nelle catacombe, con una lampada alla testa, e di donare loro tutta la sua dote.
Il fidanzato non comprende, si arrabbia e decide di vendicarsi, denunciando pubblicamente quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa, con l'accusa di essere cristiana.
Sono anni di persecuzione dei cristiani, sotto l'imperatore Diocleziano.
Lucia ammette e ribadisce la sua fede, irremovibile anche sotto tortura, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l'esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riescono a smuoverla. Viene così condannata a morte.
Prima di morire riesce a ricevere l'Eucaristia e predice a Diocleziano la sua prossima morte e la cessazione delle persecuzioni entro breve. Entrambi i fatti si verificano nel giro di pochi anni.
La leggenda di Santa Lucia
La leggenda narra che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Lucia acconsente al regalo, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono e ancora più belli di prima. Il ragazzo chiede in regalo anche questi, ma la giovane rifiuta, così viene da lui uccisa con un coltello nel cuore.
Le tradizioni di Santa Lucia
In alcuni luoghi Santa Lucia viene festeggiata e fa le veci di Babbo Natale.
In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l'anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai familiari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.”
Oltre ad essere il mio nome, ho altre tre amiche omonime, di cui due abitano nello stesso mio condominio.
Un tempo era un nome molto diffuso, a quanto pare!
sabato 12 dicembre 2009
Attenzione in strada, perchè arriviamo noi!
dal web
Mercoledì 9 dicembre 2009. Mia figlia supera l'esame di teoria per ottenere la patente.
Va bene, il primo passo è fatto.
Ed ora arriva il bello, mi dico.
Sara prenota subito la prima lezione con la scuola guida che sarà già la settimana prossima. E fin qui tutto regolare. Ma siccome mia figlia è una precisina, figurati se pensa di presentarsi all'istruttore senza sapere nemmeno come s'accende l'auto! No, certo. Lei deve andare oltre e sentirsi preparata alla situazione. Perciò, indovinate un po' a chi tocca fare da apripista all'incauta creatura? Alla sottoscritta, naturalmente. Del padre neanche a parlarne, è chiaro. Incompatibilità di carattere, la chiamano. Il fatto è che soffrono entrambi dello stesso difetto: l'impazienza. E perciò si scornano spesso, mentre io devo fare da paciere. Per dir la verità, in questo caso, il padre preferisce ANCHE non vedere per non soffrire. Mi riferisco all'uso della SUA auto. Ogni “cattiva” azione rivolta al grande amore della sua vita è come infierirgli una stilettata al cuore. Ma si può!! Non capirò mai questo genere d'attaccamento alle cose.
Dunque, ricapitolando. Oggi pomeriggio figlia e sottoscritta sono partite per la prima lezione di guida. Da, dan...!!
Com'è andata? Niente male, tutto sommato. Sono qua a raccontarlo ed è già una buona cosa. (Speriamo bene per la prossima...!)
venerdì 11 dicembre 2009
Il nostro piccolo mondo
Quanto piccoli siamo?
Le dimensioni dei pianeti e delle stelle in scala.
Ma siamo davvero così "piccoli" o...?
“Esistono più cose in cielo e sulla terra,di quante tu ne possa immaginare”
da “Amleto” di William Shakespeare
giovedì 10 dicembre 2009
Pensieri leggeri
fa nascere nei nostri cuori un grande senso di libertà
che ci accompagna per tutto il giorno.
Quando fra le gole profonde delle montagne sibila il vento
ci ispira un sentimento di liberazione che ci fa sognare lidi lontani.
Quando l'acqua dei ruscelli scorre veloce dopo le grandi piogge ci indica il sentiero della vita
e le nuvole bianche nel cielo sono le nostre speranze che si muovono verso il futuro.
Quando l'uomo saprà capire tutte queste cose allora avrà raggiunto la felicità.
Romano Battaglia da Cielo chiaro
Quando ti alzi al mattino e vedi il cielo terso ed il profilo dei monti imbiancati, è facile vivere queste sensazioni. Ed il cuore diventa leggero, dimenticando per un attimo tutto il resto.
mercoledì 9 dicembre 2009
Pensando al futuro
Notizia di oggi: i Verdi comunicano i probabili siti che potrebbero ospitare le centrali nucleari.
"Ecco i siti dove si vorrebbero realizzare le 4 centrali nucleari in Italia: Montalto di Castro (Vt), borgo Sabotino ( Lt), Garigliano ( Caserta), Trino Vercellese ( Vercelli ), Caorso ( Piacenza),Oristano,Palma ( Agrigento ), Monfalcone ( Gorizia)." (...)
Notizie ansa
Aspettiamo risposte dai grandi della Terra!
martedì 8 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
Un argomento che mi sta particolarmente a cuore
Oggi a Copenhagen si è aperta la conferenza mondiale sul clima e con questa motivazione i quotidiani di 45 Paesi pubblicano questo editoriale comune appellandosi ai rappresentanti dei 192 stati presenti.
Leggi articolo editoriale clima
Una seria riflessione sull'argomento dovremmo farla tutti perchè la questione ci riguarda: nessuno è escluso e nessuno si deve sentire esentato dal prendersi le proprie responsabilità. La Terra è una, dobbiamo amarla e averne cura. Basta con il trattarla male, da ora, subito, o sarà veramente troppo tardi.
domenica 6 dicembre 2009
I contrasti della vita
dal web
La notte non è mai così nera come prima dell'alba
ma poi l'alba sorge sempre a cancellare il buio della notte.
Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi
trova motivo di attenuarsi e placarsi,
purché lo vogliamo.
Sappiamo che c'è la luce perché c'è il buio
che c'è la gioia perché c'è il dolore
che c'è la pace perché c'è la guerra
e dobbiamo sapere che la vita vive di questi contrasti.
tratto da Notte infinita - Romano Battaglia
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