giovedì 7 gennaio 2010

Tramonto a Fusina

ieri 6 gennaio 2010











mercoledì 6 gennaio 2010

L'Epifania tutte le feste si porta via


Leggendo il post di serenella sui nonni, mi è tornata in mente la mia nonna paterna, nonna Elisa.

Quello che sto per dirvi vi parrà un po' strano, ma vi assicuro che è pura verità.
Nonna Elisa ha vissuto con noi ed è morta quando io avevo otto anni. Beh, di quei primi otto anni della mia vita, io mi ricordo poco di mia madre. Ho invece dei ricordi chiari di mia nonna. Forse perchè dormivo con lei, nonno era morto molti anni prima, e le ero molto affezionata.  Con lei passavo gran parte della mia giornata quando ero piccina, trotterellandole intorno mentre si dedicava alle faccende di casa ed io non ero impegnata nel gioco. Di lei ero diventata la nipote preferita, i fratelli non mancavano di ripetermelo. A dir la verità, me ne rendevo conto persino io. Ma la faccenda mi risultava comoda e ci marciavo. Nonna non mancava di viziarmi, anche se cercava di non darlo troppo a vedere per non deludere gli altri. La mia prima bicicletta, una graziella di colore blu, fu un suo regalo al mio sesto ( o settimo?) compleanno. Come dimenticarlo? Adoravo quella bici...


E che dire della Befana? Ho scoperto anni dopo che era sempre lei la protagonista, in quanto gestiva l'ordine delle cose a casa, volenti o nolenti. Aveva un carattere forte e indomabile, mia nonna. In giro la chiamavano “Il carabiniere”. E ho detto tutto. Comunque... tornando alla Befana.
Qualche decennio fa, si festeggiava l'Epifania come se fosse il giorno di Natale. Da noi i regali (??) arrivavano quella mattina. E per regali intendo ben poca cosa se paragonato a quel che viene proposto oggi. Le possibilità economiche allora erano differenti. Le famiglie numerose, tanti figli da tirar su... Ci si doveva accontentare di poco, insomma. Così, capitava che nella calza, una vera calza di tutti i giorni scelta per l'occasione, ci trovavi dei mandarini, delle noci, qualche caramella o dolcetto . E, se eri fortunato, ma tanto fortunato, dei piccoli, ma ai nostri occhi preziosi, giochini che oggi farebbero sorridere. Allora, invece, ci facevano sentire i più ricchi del mondo. A sei/ sette anni, poi, eri già grande. Perciò la befana smetteva di scendere dal camino. E tutto finiva lì. Ricordo la delusione dei primi anni che, pur consapevole del fatto che non avrei mai più rivisto le calze appese, continuavo a sperare che la “befana” ci ripensasse e tornasse!
Credo sia questo il motivo per cui ora, nella mia casa, continuo ancora ad appendere la calza per mia figlia (ormai maggiorenne).


Buona Epifania a tutti!

I tre Magi





I Tre Santi Magi
I tre santi Re Magi dall'Oriente
chiedono in ogni piccola città:
«Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua?»

Né i giovani né i vecchi non lo sanno
e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d'oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe
ecco s'arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.

Heinrich Heine
 
 
“Melkon aveva con sé mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e i libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.

Il secondo, il re degli indi, Gaspar, aveva come doni in onore del bambino del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell’incenso e altri profumi.
Il terzo re, il re degli arabi, Balthasar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini.

(Vangelo dell’infanzia Armeno, Cap XI par.e e 3, “I vangeli apocrifi”, a cura di M.Craveri, Einaudi, 1969)

da Wikipedia

martedì 5 gennaio 2010

Pan e viiiin....ea pinsa soto el camiiin...!



E' il cinque di gennaio: nel Nordest ritorna la tradizione del “panevin” (tempo permettendo) e della pinza ( pinsa nel dialetto del Piave) .



Sulla storia del panevin leggi qui il-panevin


Quest'anno vi do la ricetta della pinza alla veneta.

Ricetta dea pinsa

Ingredienti
mezzo kg di farina bianca di mais
100 gr di farina di grano tenero tipo “00”
2 uova
200 gr di fichi secchi tagliatati a pezzettini
200 gr d'uvetta
3 cucchiai da tavola di semi di finocchio
50 gr di burro ( in origine era strutto)
la buccia di due arance sminuzzata finemente
il succo di un'arancia
mezzo bicchiere di latte
un cucchiaio di miele
4 cucchiai di zucchero.
Una bustina di lievito.
Io aggiungo anche qualche goccia di rum e di limone, anche se non è nella ricetta originaria .


Esecuzione.
Prepare una polenta con la farina di mais indicata a cui aggiungerò lo zucchero e un po' (un pizzico) di sale. Lasciare raffreddare un po' e poi aggiungere tutti gli ingredienti della lista, lasciando per ultimo il lievito. Impastare bene e mettere il tutto in una pirofila ben unta di burro. Cuocere in forno a 180° per 45 minuti. Per verificare la cottura, infilare il solito stecchino: se esce asciutto vuol dire che il dolce è pronto.
E' usanza mangiarla fredda.

E questa è la mia, appena sfornata!


lunedì 4 gennaio 2010

sabato 2 gennaio 2010

In quel di Jesolo



Sand Nativity edizione 2009




Qualche notizia al seguente link http://www.jesolo.it/ita/sand-nativity-2009.html


venerdì 1 gennaio 2010

Che sarà, che sarà, che sarà...?

L'anno nuovo
di Gianni Rodari



Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.



A proposito...




Buon 2010!

post programmato

giovedì 31 dicembre 2009

Domani è già qui



Tra le nuvole e il mare
passano i sogni di tutti
passa il sole ogni giorno
senza mai tardare.
Dove sarò domani?
Dove sarò?



Tra le nuvole e il mare
c'è una stazione di posta
uno straccio di stella messa lì a consolare
sul sentiero infinito
del maestrale.



Day by day hold me
shine on me.
Day by day save me
shine on me.



Ma domani, domani,
domani, dov'è?
Dov'è che si passa il confine,
che di colpo la vita
sembra fatta per te
e comincia domani?
(…)
testo di Mauro Pagani

domani è già qui...

mercoledì 30 dicembre 2009

Tic, tac, tic...



Il tempo corre, inesorabilmente. E siamo agli sgoccioli anche quest'anno: tra poco finisce il 2009. Un altro anno da portare sulle spalle, trascorso troppo in fretta per i miei gusti.
Non voglio tracciare bilanci sulla mia vita, come pare sia di moda fare in questo particolare momento. Non credo sia questo il posto migliore. O forse, obiettivamente, non è solo il momento giusto per me. E comunque per quelli c'è sempre tempo. Voglio fare invece una semplice, breve riflessione su quello che ha significato, per me, avere questo spazio quest'anno. Il blog esisteva già da po' di tempo, ma solo da gennaio ho iniziato ad avere i primi lettori. Una gran bella sorpresa continuata poi in tutti questi mesi. E' iniziato un rapporto di scambio, anche d'emozioni forti, di quelle che ti scuotono dentro e ti scombussolano tutto. Ho conosciuto persone speciali che mi hanno fatto compagnia, divertito, fatto riflettere e sorpreso. Il tutto virtualmente, certo, ma una ricca esperienza comunque.



Per questo dico grazie. Un grazie di cuore a tutti voi che mi seguite.


E buon 2010, per quanto possibile...

martedì 29 dicembre 2009

E' la cosa più importante da imparare



"l'amore non è una cosa che si può insegnare,
ma è la cosa più importante da imparare"
Papa Giovanni Paolo II

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
Emily Dickinson

Il mio pensiero oggi va ai 4  volontari del Soccorso Alpino  di Canazei vittime della stupidità umana. Leggi vittime della montagna

Grazie a tutti quei volontari che, a volte a rischio della propria vita, sentono di dover rispondere ad un bisogno personale di aiutare il prossimo. Un vero dono d'amore.

lunedì 28 dicembre 2009

Non so resistere...


Dal sito:

http://www.publiweb.com/nel_web/foto-cartelli-messaggi-divertenti.html 



















direi, però, che il prossimo avviso li batte tutti !



                                      

0h vita!



"Oh me, oh vita!

Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d'infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita!

Risposta
Che tu sei qui,
che la vita esiste e l'identità.
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo verso!"
 
dal film "l'attimo fuggente"

sabato 26 dicembre 2009

Perchè sono nato, dice Dio


 
"Sono nato nudo,
dice Dio perchè tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero
perchè tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perchè tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole,
dice Dio perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona,
dice Dio perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo perchè tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato
perchè tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio per portare tutti alla casa del Padre."
Lambert Noben

venerdì 25 dicembre 2009

Tu sarai diverso



“In nome della madre s'inaugura la vita”

Erri De Luca

“Com'è che non hai pianto, com'è che non piangi?
Non puoi, sei forse muto?
Meglio sarebbe, saresti in salvo, si dà troppa importanza alle parole,
succede che costringono all'esilio, alle prigioni, o peggio.
Portano peso eppure sono fiato.
Guarda come va su quello della nostra asina e quello del bue
che ci ospita è più forte e sale più veloce.
Pure il nostro, lo vedi? Soffio e va su.
E le parole no, una volta uscite mettono fuori il peso.
Quelle di un annuncio ti hanno portato a me,
quelle di un profeta danno ordini al futuro.
Ma no che non sei muto e nemmeno stupito di star fuori di me.
Muta ero io davanti all'angelo, muta ero io.
Invece tu, figlio di un vento di parole addosso a me
sarai un vaso di frasi.
Sarai diverso, ma senza esagerare,
com'è diverso un fiocco di neve da un altro,
un'oliva dall'altra.
Basta poco da noi a finire esclusi:
un'opinione su un articolo di legge,
sull'amore,
come il nostro Iosef che è stato messo al bando
in mezzo al popolo per proteggere noi.
Tu sei diverso già da ora
e neanche è trascorsa un'ora tua.
Mi fa paura che non piangi, figlio.” (...)

In nome della madre – Erri De Luca

BUON NATALE!

giovedì 24 dicembre 2009

Attesa



“Ce la farò, qui starò benissimo. Hai trovato un posto adatto, caldo e tranquillo.

Ce la farò Iosef, sono donna per questo.
All'alba ti metterò sulle ginocchia Ieshu.”
I dolori erano cominciati. Iosef sistemò della paglia sulle pietre asciutte, ci stese sopra una coperta e le pelli.
Gli chiesi il coltello e un bacile d'acqua. Mi sdraiai.
Batteva più violento il cuore, i colpi bussavano alle tempie, da chiudere gli occhi.
Nessuno intorno, la piccola stalla era fuori nei campi.
Una luce calava da un'apertura del tetto di canne e di rami.
Era lei, la cometa, appesa in cielo come una lanterna.

In nome della madre – Erri De Luca

mercoledì 23 dicembre 2009

Cos'è...

...il Natale?
(E' un post che pubblicato lo scorso anno ma, visto che la riflessione non è cambiata...)
Cos'è.
Me lo sono chiesta spesso. E di nuovo anche quest'anno.
E' vero che, da adulti, guardiamo questa festa con occhi diversi rispetto ai bambini. Per loro il Natale è magia, è grande emozione, è attesa. Probabilmente più dei regali che di Gesù che rinasce. Ma resta sempre un'attesa.

Noi adulti viviamo la cosa differentemente. Crescendo abbiamo perso quell'incanto tipico dei bambini che rendeva tutto così speciale.
Il punto è che, strada facendo, abbiamo anche perso di vista lo spirito vero del Natale.


Il Natale dovrebbe ricordarci che Gesù è venuto sulla terra per aiutare gli uomini a cambiare la loro vita. E' venuto ad insegnarci che è possibile vivere in modo diverso, più autentico.
Da qui dovremmo partire per fare la nostra riflessione sul significato vero di questa festa.


Si, d 'accordo, è bello vedere le strade illuminate a festa, gli alberi accesi, i presepi più originali, ma...a che serve tutto ciò?? Mi aiuta a diventare migliore?


Personalmente non trovo abbia molto senso tutto questo falso clima gioioso. C'è una leggera punta d'ipocrisia che aleggia nell'aria. Si percepisce proprio. Ognuno è alla ricerca del proprio bene e, al massimo, di quello per i propri cari. Questa è la verità.
E' spesso un falso buonismo che dura la bellezza di un giorno. E poi...
Poi non ci si accorge di chi ci sta intorno perchè la verità è che siamo diventati tutti più egoisti. L'individualismo è sempre più preponderante nella nostra società e questo guasta il nostro vivere, le nostre relazioni. Non riusciamo più a trovare i canali giusti per entrare in sintonia con gli altri. Badiamo al nostro orticello, e guai a chi lo tocca!
Accettiamo tutto questo come normale stile di vita, così arido e sterile che non lascia speranze per esempio alla solidarietà, o alla condivisione anche di un semplice pensiero o emozione.


E allora?


Che futuro ci attende se siamo sempre più proiettati in questo senso?


Che augurio è lecito farci senza essere ipocriti?

 

Tra un verso e l'altro

Ieri ultima lezione d'inglese dell'anno. Per fortuna, la pioggia, scesa ininterrottamente per tutta la giornata, ha sciolto la neve quasi del tutto e le strade erano ormai pulite. Sono entrata a scuola con un pensiero fisso e ho chiesto al bidello: “Lo spettacolo di Natale quest'anno non lo fanno?” Lui mi ha guardato un po' stupito e ha risposto “Come no! E' stasera. Inizia alle 19.30” “Bene” penso “ “due piccioni con una fava, che sarebbe poi il viaggio!La lezione finisce alle 20.00. Perdo solo mezz'ora di rappresentazione.” La serata prevedeva musica e poesia, come da tradizione. Ma. Sorpresa della sorprese. Il prof. ( che ha la madre irlandese) ci dà una bella notizia. “ Ho invitato un gruppo di Padova che proporrà danze irlandesi”. Una delle mie passioni. Troppo coinvolgente! Alla fine della serata ho pensato che potrei iscrivermi ad un corso loro. Potrei...


A sort of


Il pianeta che non c'è


 
“Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.
Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale
perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi ,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, è tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi,il padrone
ti fa l’inchino e dice”Grazie assai,
torna ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”
Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.
Un bel pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?"
 
Da “il pianeta degli alberi di Natale” di Gianni Rodari

martedì 22 dicembre 2009

A proposito di Natale...

Usanze e tradizioni.

" L'usanza di appendere rametti di vischio all'esterno di una abitazione nasce presso i Druidi, la classe colta dei Celti, per garantire un anno di fortuna e di armonia familiare.
I rametti verde giallastro con bacche bianche cenere venivano raccolti dal sacerdote sulle querce sacre con un falcetto d'oro."

"Il monaco e missionario britannico San Bonifacio ( nato a Winfrid nel 680 d.C.) parlava della Natività ad una tribù di Druidi.
Per convincerli che la quercia non era sacra e inviolabile ne abbattè una sul posto.
Nel cadere la quercia schiacciò tutti i cespugli ad eccezione di un piccolo abete.
Bonifacio interpretò il fatto come un miracolo e ordinò che l'albero fosse chiamato "Albero di Gesù Bambino".
I Natali successivi vennero celebrati piantando alberelli d'abete."

da Creare Donna- ed. Demetra

Due note per voi