Questa sera al TG hanno dato questa notizia:ridere fa bene alla salute. Bella scoperta dico io, si sa già da un po' questa cosa!
E allora ripubblico un vecchio post appropriato alla news.
Tutti gli studi nel campo della salute ci assicurano che dovremmo ridere di più, perché RIDERE FA BENE.
“E' scientifico: ridere fa bene anche al cuore: bastano 15 minuti al giorno per sentirsi più in forma. C’è una grande variabilità fra persona e persona, ma tutto quello che condiziona lo stato emozionale di un individuo ha un impatto importante sul cuore”.
Come dice un vecchio proverbio : “Il riso fa buon sangue”. Questo detto popolare è confermato da ricerche scientifiche internazionali.
La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni.
Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.
Effetti:miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Controindicazioni: nessuna. E' una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne.
Ridere cambia l'atteggiamento mentale: è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere, e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l'insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne. Ridere è il mezzo più sano per vivere meglio e più a lungo possibile sfidando le frustrazioni della vita.”
mercoledì 1 aprile 2009
martedì 31 marzo 2009
Il nostro viaggio nel tempo
Nel vascello del tempo
il mondo prosegue il suo viaggio
senza porto ne' riva , verso l'infinito.
E' proprio qui , amico , in questo mondo ,
che si mescolano il tempo che passa e l'eterno.
FAOUZI SKALI maestro d'oriente
“...Fu mio amico e complice dei dubbi di una vita
Il tempo accondiscende e occulta ogni cosa fallita...”
da: “Il tempo stesso” di Tiziano Ferro
Tempo...amico consolatorio che risani ferite, percorri con me il sentiero della vita. Tempo, non mi tradire: io mi fido di te!
lunedì 30 marzo 2009
riflessioni vaganti

E un uomo disse:
Parlaci della Conoscenza.
E lui rispose dicendo:
Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma il vostro orecchio è assetato dal rumore di quanto il cuore conosce.
Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni.
Ed è bene che sappiate:
La fonte nascosta della vostra anima
dovrà necessariamente
effondersi e fluire mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità
si mostrerà ai vostri occhi;
Ma non con la bilancia valuterete questo sconosciuto tesoro;
E non scandaglierete con asta o sonda le profondità della vostra conoscenza.
Poiché l'essere è un mare sconfinato e incommensurabile.
Non dite: "Ho trovato la verità",
ma piuttosto: "Ho trovato una verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima",
ma piuttosto: "Ho incontrato l'anima in cammino sul mio sentiero".
Poiché l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non procede in linea retta,
e neppure cresce come una canna.
L'anima si schiude,come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.
K.Gibran
Cara LaSignora in rosso , alla fine ho trovato un pensiero che mi collega al tuo post. Anche qui ritorna la simbologia del fiore di loto, come vedi. Oggi lo proponiamo come "fiore del giorno" per una riflessione.
domenica 29 marzo 2009
Padova - Giornata Fai 28/3/09
Ieri, a causa del tempo che poco prometteva, abbiamo deciso per Padova e grazie al FAI visitato:
Chiostro del Noviziato - Basilica del Santo - Bene normalmente chiuso al pubblico.
Dall'atrio della sacrestia della Basilica del Santo si esce dall'unica porta che guarda verso
l'esterno e si sbocca nel Chiostro del Noviziato così chiamato perché su di esso prospettano, in
particolare, le stanze dei novizi. Questi sono giovani candidati alla vita religiosa che, presso la
Comunità del Santo, vivono un anno intenso di vita religiosa, animando con la loro presenza sia
la vita della comunità che le celebrazioni liturgiche in basilica. Il Chiostro del Noviziato, realizzato
nella seconda metà del Quattrocento in stile gotico, ha proporzioni piuttosto ampie e
slanciate; tra l'ariosità delle arcate, cui fa da contrappunto il verde del prato, si respira
un'atmosfera di silenzio e di pace.
Scoletta del Santo - Bene normalmente chiuso al pubblico
Tra gli edifici che delimitano il margine meridionale di Piazza del Santo spicca la sede della
Confraternita di Sant’Antonio, detta popolarmente “Scoletta”. Si articola in due grandi sale
sovrapposte: quella a piano terra, realizzata tra il 1427 e il 1431, che svolge tuttora funzioni di
cappella di congregazione e quella superiore, chiamata anche Sala Priorale, innalzata nel 1504,
un tempo riservata alle adunate. La Sala deve la sua fama al ciclo pittorico che decora le pareti
tra cui affreschi di Tiziano, Girolamo dal Santo, Domenico Campagnola, Bartolomeo Montagna.
Un sincero grazie ai ragazzi volontari che ci hanno fatto da guide.
sabato 28 marzo 2009
Paesaggio con uomini – North b-East

E' il titolo dell'allestimento teatrale , proposto da Echidna associazione culturale, che ho visto ieri sera.
Sulla scena due monologhi che si alternano nella narrazione di quello che è :
"Il tentativo di raccontare quello che è sotto i nostri occhi, spesso così chiaro alle menti ma che sfugge ai nostri cuori."
Lo scenario descrive il nostro territorio, il Nord Est ed il relativo ambiente sociale. Entrambi risultano trasformati, contaminati, condannati ad un destino tristemente prevedibile: l'uno per la devastazione dell'ambiente e l'altro per la sempre più evidente difficoltà di relazionarsi.
“ C'è un inquinamento che sfugge alle sigle e ai numeri, più sottile delle polveri, più impalpabile dei gas e dei fumi. Gli effetti sono imprevedibili: si infila nelle trame dei nostri cuori, deviando i pensieri e le azioni. E' un disagio diffuso, che ci siamo costruiti intorno, giorno dopo giorno, senza lasciare vie di scampo.”
Decisamente suggestive e coinvolgenti le interpretazioni dei due attori-coautori Silvio Barbiero e Marco Tizianel. Il loro linguaggio verbale è piuttosto prorompente, colorato da espressioni di forte impatto emotivo.
“ Sono una farfalla nella giungla di cemento”.
La narrazione lascia spazio a riflessioni su quello che è il disagio del vivere il nostro tempo. Io ne ho goduto la visione e la suggerisco a chi ne avrà l'opportunità.
venerdì 27 marzo 2009
Suggerimento per il fine settimana

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con le giornate di primavera del FAI il 28 e 29 marzo . E' un'ottima opportunità per visitare siti altrimenti chiusi al pubblico. Perchè non approffittarne?
Dal sito http:www.correrenelverde.it
“ll FAI (Fondo Ambiente Italiano) nasce nel 1975 come fondazione privata, senza fini di lucro, allo scopo di recuperare, tutelare e gestire a beneficio della collettività il patrimonio culturale, artistico ed ambientale del nostro Paese.
Restaurare affreschi, statue, fontane, dipinti, mosaici, salvaguardare ed aprire al pubblico antichi monasteri, castelli, dimore, palazzi e dimore di alto valore artistico, agire per diffondere conoscenza in relazione alle testimonianze irripetibili di arte e natura in nostro possesso: questa da sempre rappresenta la "missione" dell’Associazione, per permettere ad appassionati e semplici curiosi di partecipare alle molteplici iniziative organizzate ogni anno grazie al contributo di 50.000 aderenti, all’aiuto di molteplici sponsor, a donazioni e lasciti.
Le prime acquisizioni risalgono ad oltre 25 anni fa, con il Monastero di Torba ed il Castello di Avio, ai quali si sono aggiunti numerosissimi altri patrimoni di rara bellezza.
Tra le iniziative dell’Associazione acquistano particolare rilievo:
manifestazioni nelle proprietà FAI, quali periodici accessi liberi a residenze storiche, giardini, palazzi di pubblico interesse;
eventi speciali, ossia giornate con finalità artistiche, occasioni anche per raccogliere fondi;
viaggi con itinerari particolari, in Italia e all’estero, appositamente ideati e condotti da docenti e storici dell’arte;
week-end di musica in Italia ed in Europa , ossia soggiorni dedicati ad appassionati e non solo, con accompagnatori esperti, in occasione di importanti eventi musicali.
Il FAI comunque non si è mai limitato ad acquisire e proteggere i suoi Beni: un punto focale del suo statuto interno attribuisce un particolare rilievo all’educazione, all’istruzione e alla difesa dell’ambiente: un impegno che culmina ogni anno nella cosiddetta "Giornata di Primavera", durante la quale migliaia di studenti ed adulti sono invitati a conoscere molti monumenti aperti in tutta Italia.”
giovedì 26 marzo 2009
Le buone maniere

Serata interessante ieri al corso d'inglese. Argomento del giorno “ Le buone maniere”.
Secondo un articolo di Elizabeth Ribbans, scrittrice del “ The Guardian”, pare che le buone maniere paghino sempre. Inoltre, il rispetto delle regole e del prossimo ricade spesso positivamente come effetto anche su chi lo pratica. Se ne può discutere.
L'articolo mette in luce il fatto che certe cattive abitudini stiano prendendo piede nella nostra società. Pare che il chiedere “ Per favore” o dire “Ti ringrazio” “ Buongiorno” ai colleghi, ai vicini, ai conoscenti, siano frasi oramai quasi in disuso. Triste realtà questa. Personalmente penso che certe buone abitudini non dovrebbero perdersi anche nei tempi che cambiano. Fanno parte del buonsenso civico nel rapportarsi agli altri. Il rispetto ( questa è anche una forma di rispetto, anche se non la sola, certo) per l'altro rende la vita più vivibile in qualsiasi società. Di questo sono ne sono convinta. E non è ipocrisia. Se tal persona non ti piace, eviti un contatto più diretto semplicemente. Mica è necessario che ci vai a cena!!
Altra notiziona : le buone maniere a tavola possono persino aiutarti a perdere peso, secondo il giornale medico “ The British Medical Journal”. Uno studio fatto su 3.287 adulti ha trovato che mangiare velocemente raddoppia quasi il rischio di essere sovrappeso. Le buone maniere a tavola ci permettono di concentrarci sulle persone con cui stiamo mangiando. Il suggerimento è quindi quello di non parlare con la bocca piena, mangiare lentamente, non tenere i gomiti sul tavolo...Niente di nuovo insomma, ma quante volte lo vediamo disatteso anche al ristorante!
E che dire della tecnologia e i suoi riflessi sulla nostre vite? L'articolo fa notare che viviamo “nell'era della distrazione”. Come possiamo essere educati con gli altri se mentre ci parlano ascoltiamo l'iPod, controlliamo le email o facciamo una telefonata magari in luogo pubblico parlando ad alta voce e gesticolando?
mercoledì 25 marzo 2009
E' andata così!

Vi capita mai di dover arrivare in un posto di fretta essendo in ritardo per un appuntamento per motivi che non dipendono dalla vostra volontà?
Vi capita mai, nella stessa circostanza, di trovare tutti i semafori rossi, lavori sulla strada che bloccano la tua corsia di marcia e, quando finalmente sei al parcheggio, trovare tutto occupato da dover ritornare in strada, vagare nervosamente perdendo altri minuti preziosi finchè finalmente riesci a scovare un buco dove infilarti?
Vi capita mai che dopo la corsa fatta anche a piedi per arrivare a destinazione ancora in un ritardo decente ti dicano:” Guardi che ha sbagliato posto. Deve andare all'ambulatorio esterno perchè l'intervento lo fanno lì.” Noooo, ma come???
“ Mi scusi, ma questa mattina ho chiesto appunto informazioni e mi hanno detto di salire qui!” “ No, no, deve proprio scendere e rivolgersi al medico dell'ambulatorio.” Immaginate cosa mi è passato per la testa in quel momento! Soprassediamo va...
Mia figlia, che è fortunatamente una ragazza molto saggia, mi trascina via:” Dai mamma, sbrigati che siamo in ritardo”. Per fare più in fretta non prendiamo l'ascensore ma le scale e via, giù di corsa! E di corsa raggiungiamo anche l'ambulatorio dopo aver chiesto ancora informazioni perchè l'entrata dell'ambulatorio è perversamente nascosta all'interno di un cortile. Uff! Finalmente, dopo tutto 'sto correre entriamo e...sorpresa delle sorprese, la sala d'attesa è piena di gente.
“ Ma guarda” dico “ Ci sarà da divertirsi questo pomeriggio!”
Un'ora e mezzo d'attesa, neanche male...
La situazione si risolleva quando conosciamo il medico che deve togliere un neo a mia figlia : un tipo spassoso, decisamente. Scherza con lei per alleggerire l'atmosfera in maniera che non presti molta attenzione all'intervento. Il gioco funziona e, dopo due punti di sutura, ci congeda con un'ultima battuta.
Prima di uscire però prepara una scheda dove registra l'intervento al braccio sinistro. SINISTRO? Come sinistro ? Veramente...il braccio interessato è quello destro!! “Destro, dottore!” “Ok, destro”
Direi che è la giusta conclusione di un pomeriggio così!!
Vi capita mai, nella stessa circostanza, di trovare tutti i semafori rossi, lavori sulla strada che bloccano la tua corsia di marcia e, quando finalmente sei al parcheggio, trovare tutto occupato da dover ritornare in strada, vagare nervosamente perdendo altri minuti preziosi finchè finalmente riesci a scovare un buco dove infilarti?
Vi capita mai che dopo la corsa fatta anche a piedi per arrivare a destinazione ancora in un ritardo decente ti dicano:” Guardi che ha sbagliato posto. Deve andare all'ambulatorio esterno perchè l'intervento lo fanno lì.” Noooo, ma come???
“ Mi scusi, ma questa mattina ho chiesto appunto informazioni e mi hanno detto di salire qui!” “ No, no, deve proprio scendere e rivolgersi al medico dell'ambulatorio.” Immaginate cosa mi è passato per la testa in quel momento! Soprassediamo va...
Mia figlia, che è fortunatamente una ragazza molto saggia, mi trascina via:” Dai mamma, sbrigati che siamo in ritardo”. Per fare più in fretta non prendiamo l'ascensore ma le scale e via, giù di corsa! E di corsa raggiungiamo anche l'ambulatorio dopo aver chiesto ancora informazioni perchè l'entrata dell'ambulatorio è perversamente nascosta all'interno di un cortile. Uff! Finalmente, dopo tutto 'sto correre entriamo e...sorpresa delle sorprese, la sala d'attesa è piena di gente.
“ Ma guarda” dico “ Ci sarà da divertirsi questo pomeriggio!”
Un'ora e mezzo d'attesa, neanche male...
La situazione si risolleva quando conosciamo il medico che deve togliere un neo a mia figlia : un tipo spassoso, decisamente. Scherza con lei per alleggerire l'atmosfera in maniera che non presti molta attenzione all'intervento. Il gioco funziona e, dopo due punti di sutura, ci congeda con un'ultima battuta.
Prima di uscire però prepara una scheda dove registra l'intervento al braccio sinistro. SINISTRO? Come sinistro ? Veramente...il braccio interessato è quello destro!! “Destro, dottore!” “Ok, destro”
Direi che è la giusta conclusione di un pomeriggio così!!
martedì 24 marzo 2009
Riflessioni sparse...

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo: Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Kahlil Gibran
lunedì 23 marzo 2009
Riflessioni tristi

Non capisco...
Non capisco le bugie gratuite , quelle del tanto per...quelle che non servono a niente e a nessuno se non a lacerare la fiducia verso la persona.
Non capisco le scuse inutili perchè sono peggiori delle bugie.
Non capisco i tentativi banali e patetici di camuffare la realtà che offendono l'intelligenza della persona.
Non capisco la maschera indossata per celare la verità. Poi la maschera cade e voilà: il gioco è fatto! La platea applaude al gioco illusorio della finzione. La commedia è stata recitata ( non a perfezione, però!)
A che giova tutto ciò? Me lo chiedo, davvero...
sabato 21 marzo 2009
E crescendo impari...

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che s' insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non è quella che affannosamente s' insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose.......
e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno,
e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grandeJonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
(Anonimo)
Sandro e i suoi racconti.
Sandro è un simpatico nonnino che vive a Napoli. Ama scrivere e cerca amici che amano leggere. Propongo una visita al suo blog:
http://iragazzidellasoffitta.blogspot.com/
http://iragazzidellasoffitta.blogspot.com/
venerdì 20 marzo 2009
Acqua, diritto di tutti?

A quanto pare no! E lo sarà sempre di meno...
Qualche giorno fa ho ricevuto un email che mi proponeva la lettura di questo articolo con il suggerimento di girarla ad altre persone. Credo sia una notizia interessante da leggere per poter fare le dovute considerazioni in merito. La pubblicazione dell'autore risale all'anno scorso ma vale comunque la pena darci un'occhiata.
ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA
di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008
“Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.
L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.”
L'acqua non è un diritto di pochi. E' un bene comune da condividere senza speculazioni. Non aggiungerei altro più.
giovedì 19 marzo 2009
Pensando a mio padre

Oggi, nella festa del papà , riporto un post pubblicato quando mio padre ha compito i suoi favolosi ottantatre anni.
E' un uomo tosto, mio padre. Un solitario, un uomo felice di vivere la sua vita semplicemente.
Per lui la vanità, la ricchezza, il possedere beni materiali, sono elementi poco significativi, mentre privilegia la libertà come bene primario.E’ un esempio di chi vive un buon rapporto con sé stesso e con l’ambiente naturale in cui vive. Ha sempre vissuto tenendo le redini della sua vita saldamente in mano, anche nei momenti più difficili. A me personalmente ha sempre trasmesso sicurezza, anche se quando era giovane aveva sempre poco tempo da dedicare a noi figli a causa dei suoi molteplici impegni lavorativi.Mi viene in mente quando, trent’anni fa, è rimasto allettato ed immobile per ben due mesi, dopo una brutta caduta che gli aveva causato la frattura dell’epistrofeo, la seconda vertebra della colonna che permette gli ampi movimenti della testa. I medici tentennavano nel decidersi a rimetterlo in piedi, paventando anche il rischio di morte. Ma lui era fermamente deciso a superare gli ostacoli ed arrivare alla guarigione! Con tanta determinazione, che è comunque una caratteristica del suo carattere, è riuscito a farcela, senza lamentarsi mai troppo della condizione in cui era costretto ( un busto pesante e rigido) in quei lunghi mesi.Per me è sempre stato un grosso punto di riferimento, anche se non lo considero un modello di perfezione, intendiamoci. Ha anche lui i suoi bei difetti, ma del resto, chi può vantare di non averne??
mercoledì 18 marzo 2009
A chi si è "perso"

Ricordati che non sei solo al mondo.
Dipendi da mille creature che fanno il tessuto della tua esistenza.
Lo specchio del tuo cuore s'impregna di una moltitudine d'immagini.
La tua anima è come una piuma in balia dei venti.
Ma ci vorrà ancora molto prima che tu ti possa vedere tal quale sei.
Faouzi Skali.
martedì 17 marzo 2009
Eravamo quattro amiche a...
No! Non al bar, ma a casa di Betty! Quattro amiche riunite a conversare di pane (lavoro), amore (mariti) e fantasia( di tutto e di più)...e delle nostre vite...e del mio blog.
I nostri incontri si ripetono periodicamente una volta a casa dell'una, la volta dopo a casa dell'altra. E' così da sei, sette anni ormai. Per noi è diventata una piacevole abitudine rinsaldata nel tempo e a cui non siamo disposte a rinunciare. Ci accomuna la voglia di condividere le nostre emozioni, le nostre frustazioni, i nostri pensieri, le nostre aspettative e così, davanti a una bella focaccia, o a qualche pasticcino, ci si racconta.
Oggi l'argomento nuovo è stato il mio blog. Come si fa ha spiegare di quale particolare esperienza si tratta a chi non la sperimenta? Una di loro mi segue sempre, perciò per lei il discorso non vale. Lei è già entrata nel circuito magico e virtuale, ma le altre trovano la faccenda parecchio strana e diffidano. Mi vedono catapultata in questa avventura che è il mettersi in discussione, il proporre te stesso a sconosciuti che probabilmente non conoscerai mai e si chiedono: perchè? Che senso ha? Qual'è la molla che ci spinge a relazionarci in questa maniera così inusuale per le nostre abitudini? Come ho già detto in un altro post , penso che ognuno abbia motivazioni diverse, magari differenti dalle mie, ma fondamentalmente credo sia la voglia di entrare in contatto con il mondo; è il sentirsi meno isolati in questa società che cambia e ci disorienta. E il fatto di avere un blog è una buona opportunità per affrontare certi argomenti: ti confronti con persone che mai avresti occasione d'incontrare! Quanto poi i rapporti che si intrecciamo siano veritieri e autentici, questo può essere motivo di discussione, ma uno scambio c'è e sta a noi valutare quanto possa corrispondere alle nostre aspettative.
Tornando alle mie amiche, chissà se sono riuscita a vincere la loro diffidenza...magari più avanti riesco persino a convincerle ad aprire un blog!
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