giovedì 21 gennaio 2010

La giornata ha cento tasche




"Se si ha molto da mettervi dentro, la giornata ha cento tasche"
 da Umano troppo umano di F.Nietzsche

mercoledì 20 gennaio 2010

Il centro è ovunque



Ci sono giorni che non vorresti arrivassero mai.
E invece il tempo non si ferma e inesorabile trascina gli eventi.

E' arrivato il momento. Oggi hanno chiuso definitivamente casa pronti a spiccare il volo.
Parlo dei miei vicini, la coppia di cui ho scritto qualche tempo fa. Ci siamo salutati con la promessa di non perderci ed io ci conto. Ho telefono e tutto. Ma so che mi mancheranno. A consolarmi, c'è già un invito ad andare in Croazia dove hanno la loro casa. Lì, li aspetta una nuova vita in quello che, secondo quanto descrivono, sembra un piccolo, semplice ma accogliente paradiso terrestre. Il loro entusiasmo è stato contagioso e m'hanno fatto lavorar di fantasia. Chissà se un giorno …

 “In ogni attimo l'esistenza comincia:
 il centro è ovunque.”

Così parlo Zarathustra di F. Nietzsche

martedì 19 gennaio 2010

Omaggio a Dino Buzzati



"E' noto che il colonnello Sebastiano Procolo venne a stabilirsi in Valle di Fondo nella primavera del 1925. Lo zio Antonio Morro, morendo, gli aveva lasciato parte di una grandissima tenuta boschiva a dieci chilometri dal paese (...)".

 Inizia  così "Il segreto del bosco vecchio" di Dino Buzzati, un racconto che amo particolarmente e che mi piace qui ricordare. Nel 1993 Ermanno Olmi ne ha tratto un film dove Paolo Villaggio interpreta  magistralmente Sebastiano Procolo, il protagonista principale della storia. Il film è stato girato nella zona dolomitica tra Auronzo ed il Passo Tre Croci, un luogo che vale la pena visitare almeno una volta perchè di suggestiva bellezza.

" Piacquemi, in quel di fondo, pascere la mia  vista di una mirabile visione; visitai una ricca foresta che quegli alpigiani denominano Bosco Vecchio, singolare per l'altezza dei fusti, superanti di gran lunga il campanile di San Calimero. Come io ebbi a notare, quelle piante sono la dimora dei geni, quali trovansi anche in boschi di altre regioni. Gli abitanti, a cui chiesi notizia, pareano ignari. Credo che in ogni tronco sia un genio, che di raro ne sorte in forma di animale o di uomo. Sono esserei semplici e benigni, incapaci di insidiare l'uomo. (...)


lunedì 18 gennaio 2010

In Valgrande, Comelico







giochi cromatici effetto del cielo terso e luminosissimo



la natura ci regala fantasie di cristallo


stalattiti trasparenti ed effimere


opere d'arte inimitabili



e la neve che tutto copre, propone un silenzio che regala pace.

Qualche traccia  della mia domenica tra la neve...

domenica 17 gennaio 2010

Gli effetti del tempo




" Nella memoria rivivi momenti e sensazioni filtrati dagli anni, come se la fame, la fatica, il dolore, il pericolo si fossero depositati sul fondo della bottiglia e il vissuto decantato resta limpido e malinconico, con tenuissimi colori e profumi."
Mario Rigoni Stern in Amore di confine

sabato 16 gennaio 2010

Trasformano il degrado ed il cemento in fiori



Sono i Guerrilla Gardening, gruppi di persone che hanno deciso di cambiare volto alle zone degradate ed abbandonate delle loro città. La cosa funziona in questo modo: degli appassionati del verde “adottano” degli angoli di tessuto urbano tra i più trascurati e li trasformano in giardini con fiori e piante. Il tutto facendo delle incursioni solitamente notturne armati di vanghe, rastrelli e semi. Il movimento non violento ed ambientalista è nato in America parecchi anni fa (1973 i primi pionieri) sotto il motto  di " Mettete i fiori nei vostri cannoni" e da allora ha avuto seguaci in tutto il mondo. In Italia è arrivato nel 2005 per merito di alcuni milanesi che hanno diffuso l'idea.

Grandioso progetto, concordate?

Ulteriori informazioni su  Guerilla Gardening
 
Un video dimostrativo  TheGuerrillaGardener
 


“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il Creato.”
Benedetto XVI

giovedì 14 gennaio 2010

Il fabbricante di sogni, di Andrew Crofts





L'ho finito ieri. E mi ha commosso perchè storia vera. Un libro da leggere per comprendere meglio certe realtà.

“ Quella di Iqbal è una storia di speranza, una storia intensa che tutti devono conoscere”
The New York Times

Iqbal è il protagonista: un ragazzino pakistano ridotto in schiavitù sin dall'età di quattro anni per pagare i debiti della famiglia.
“Sin dal primo giorno divenne una consuetudine essere prelevato di casa il mattino presto e rincasare a tarda sera. Il lavoro alla fabbrica consisteva nell'accucciarsi davanti ad un telaio e farci passare i fili nel modo più veloce e accurato consentito dalle piccole dita. Avrebbe creato quei disegni complessi che rendevano i tappeti pakistani così desiderabili, tirando i nodi talmente forte che non si sarebbero mai sciolti, per quanti anni fossero rimasti stesi sui pavimenti dei clienti.” (...)
Passa sei anni della sua vita incatenato ad un telaio, giornate intere passate senza staccare gli occhi dal lavoro, sottomesso e minacciato da persone violente e senza scrupoli. Iqbal comprende che deve far qualcosa per cambiare la sua vita e decide per la fuga. Dopo il primo tentativo fallito miseramente, il ragazzino riesce nell'intento e, una volta libero, con l'aiuto di Ehsan, inizia la sua battaglia per far sapere al mondo della schiavitù dei bambini in Pakistan. Inoltre, cosa non meno importante, lotterà personalmente per liberare tanti ragazzini prigionieri e vittime di padroni sfruttatori, diventando per tutti un simbolo di speranza.

Andrew Crofts ha conosciuto la storia di Iqbal da Ehsan, la persona che si era presa cura di lui. Ne è rimasto talmente colpito da voler scrivere un libro: “Una storia commovente e tragica di un bambino che non si è arreso mai... Un piccolo fabbricante di tappeti che è diventato un fabbricante di sogni, l'emblema di una lotta e di una speranza per milioni di bambini: in qualche modo, è stata semplicemente la sua storia a farne un mito”


mercoledì 13 gennaio 2010

Sull'isola di Haiti...


dal web

...morte e distruzione. Devastante scossa di terremoto mette in ginocchio il Paese.
 Altre notizie su lastampa.it/terremoto ad Haiti

Certe volte guardo il mare...


 il mare di Jesolo


'Certe volte guardo il mare,
questo eterno movimento,
ma due occhi sono pochi per questo immenso
e capisco di esser solo
e passeggio dentro il mondo
ma mi accorgo che due gambe non bastano
per girarlo e rigirarlo. (…)'

Biagio Antonacci – Se è vero che ci sei

martedì 12 gennaio 2010

Storia di migranti


dal web,Sergio Staino.

I migranti sono esseri umani e come tali dovrebbero essere trattati.  No ai ghetti, no allo sfruttamento, no alle negazione dei diritti più elementari. Certo è necessario che la legalità detti delle regole. Diritti e doveri  devono essere rispettati da tutti. La vicenda di Rosarno ha messo in evidenza una vicenda già nota che si è preferito ignorare per tanti anni. Ora non è più tempo. E' necessario intervenire.

(...)'C'è in Italia un esercito di uomini illegali, costretti alla clandestinità dai meccanismi della legge sull'immigrazione, che vagano da una campagna all'altra del sud. Seguendo le stagioni: i pomodori a Foggia, le arance a Rosarno, le primizie a Caserta, la olive ad Alcamo, le patate a Cassibile. E vanno così a tappare i buchi di un agricoltura che al sud è sempre più in crisi.(...). E' un post datato 27 gennaio 2009, ma la storia sembra scritta in questi giorni.
Leggi il seguito qui  fortresseurope-reportage-da-rosarno

lunedì 11 gennaio 2010

Nostalgia dei fumetti


Gegia Miranda


Il fumetto e la sua storia. E' uno degli argomenti proposti la settimana scorsa in una delle mie trasmissioni preferite: Le storie, diario italiano. Un programma in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 13.10,su rai3, condotto magistralmente da Corrado Augias.


Dunque, i fumetti. Lo sapevate che il racconto a fumetto è nato in Italia e ha più di cento anni? E che l'Italia è tutt'ora uno dei più grandi produttori al mondo di fumetto? Un'autentica sorpresa, vero?Quanti ricordi legati alle letture giovanili! A casa eravamo cinque figli tutti appassionati a questo genere letterario. Spaziavamo dalle avventure di Tex Willer ( la passione del più piccolo, ma anche mia, non nego), Diabolik, Topolino, i Fantastici Quattro, l'Uomo Ragno, solo per citarne alcuni. Ma il preferito per cui si riusciva pure a litigare per chi dovesse essere il primo a leggerlo dopo l'acquisto, era l'Intrepido. Qualcuno lo ricorda? Erano i tempi di Billy Bis, il super affascinante agente segreto, e Gegia Miranda, la mia storia preferita. I fumetti hanno accompagnato la nostra crescita adolescenziale. Stimolavano la fantasia e invitavano alla lettura anche il più pigro dei lettori. Negli anni settanta il computer era ancora un miraggio...una vera fortuna sotto certi versi!

sabato 9 gennaio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

Come disse il buon, caro William...



dal web - opera ispirata alla frase di Shakespeare

...a riguardo dei sogni:
“Siamo fatti delle stessa sostanza dei sogni...”
William Shakespeare

e dell'acqua della pioggia, del filo d'erba e del vento... se è vero che, come sostiene la scienza, arriva tutto da una primordiale, unica materia che diede inizio al tutto.

 Sui sogni Bob Dylan ha detto:
"Credo che le cose veramente naturali siano i sogni, che la natura non può corrompere."

E io aggiungo: come si fa a rinunciarvi? Sarebbe come tradire una parte di noi stessi, come soffocare la speranza, come lasciar morire l'anima.

"...e come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Fidatevi dei vostri sogni, perchè in essi è nascosto il passaggio verso l'eternità."
Kahlil Gibran

Riflettendo sui pensieri di un post letto stamattina.

giovedì 7 gennaio 2010

Tramonto a Fusina

ieri 6 gennaio 2010











mercoledì 6 gennaio 2010

L'Epifania tutte le feste si porta via


Leggendo il post di serenella sui nonni, mi è tornata in mente la mia nonna paterna, nonna Elisa.

Quello che sto per dirvi vi parrà un po' strano, ma vi assicuro che è pura verità.
Nonna Elisa ha vissuto con noi ed è morta quando io avevo otto anni. Beh, di quei primi otto anni della mia vita, io mi ricordo poco di mia madre. Ho invece dei ricordi chiari di mia nonna. Forse perchè dormivo con lei, nonno era morto molti anni prima, e le ero molto affezionata.  Con lei passavo gran parte della mia giornata quando ero piccina, trotterellandole intorno mentre si dedicava alle faccende di casa ed io non ero impegnata nel gioco. Di lei ero diventata la nipote preferita, i fratelli non mancavano di ripetermelo. A dir la verità, me ne rendevo conto persino io. Ma la faccenda mi risultava comoda e ci marciavo. Nonna non mancava di viziarmi, anche se cercava di non darlo troppo a vedere per non deludere gli altri. La mia prima bicicletta, una graziella di colore blu, fu un suo regalo al mio sesto ( o settimo?) compleanno. Come dimenticarlo? Adoravo quella bici...


E che dire della Befana? Ho scoperto anni dopo che era sempre lei la protagonista, in quanto gestiva l'ordine delle cose a casa, volenti o nolenti. Aveva un carattere forte e indomabile, mia nonna. In giro la chiamavano “Il carabiniere”. E ho detto tutto. Comunque... tornando alla Befana.
Qualche decennio fa, si festeggiava l'Epifania come se fosse il giorno di Natale. Da noi i regali (??) arrivavano quella mattina. E per regali intendo ben poca cosa se paragonato a quel che viene proposto oggi. Le possibilità economiche allora erano differenti. Le famiglie numerose, tanti figli da tirar su... Ci si doveva accontentare di poco, insomma. Così, capitava che nella calza, una vera calza di tutti i giorni scelta per l'occasione, ci trovavi dei mandarini, delle noci, qualche caramella o dolcetto . E, se eri fortunato, ma tanto fortunato, dei piccoli, ma ai nostri occhi preziosi, giochini che oggi farebbero sorridere. Allora, invece, ci facevano sentire i più ricchi del mondo. A sei/ sette anni, poi, eri già grande. Perciò la befana smetteva di scendere dal camino. E tutto finiva lì. Ricordo la delusione dei primi anni che, pur consapevole del fatto che non avrei mai più rivisto le calze appese, continuavo a sperare che la “befana” ci ripensasse e tornasse!
Credo sia questo il motivo per cui ora, nella mia casa, continuo ancora ad appendere la calza per mia figlia (ormai maggiorenne).


Buona Epifania a tutti!

I tre Magi





I Tre Santi Magi
I tre santi Re Magi dall'Oriente
chiedono in ogni piccola città:
«Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua?»

Né i giovani né i vecchi non lo sanno
e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d'oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe
ecco s'arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.

Heinrich Heine
 
 
“Melkon aveva con sé mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e i libri scritti e sigillati dalle mani di Dio.

Il secondo, il re degli indi, Gaspar, aveva come doni in onore del bambino del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell’incenso e altri profumi.
Il terzo re, il re degli arabi, Balthasar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini.

(Vangelo dell’infanzia Armeno, Cap XI par.e e 3, “I vangeli apocrifi”, a cura di M.Craveri, Einaudi, 1969)

da Wikipedia

martedì 5 gennaio 2010

Pan e viiiin....ea pinsa soto el camiiin...!



E' il cinque di gennaio: nel Nordest ritorna la tradizione del “panevin” (tempo permettendo) e della pinza ( pinsa nel dialetto del Piave) .



Sulla storia del panevin leggi qui il-panevin


Quest'anno vi do la ricetta della pinza alla veneta.

Ricetta dea pinsa

Ingredienti
mezzo kg di farina bianca di mais
100 gr di farina di grano tenero tipo “00”
2 uova
200 gr di fichi secchi tagliatati a pezzettini
200 gr d'uvetta
3 cucchiai da tavola di semi di finocchio
50 gr di burro ( in origine era strutto)
la buccia di due arance sminuzzata finemente
il succo di un'arancia
mezzo bicchiere di latte
un cucchiaio di miele
4 cucchiai di zucchero.
Una bustina di lievito.
Io aggiungo anche qualche goccia di rum e di limone, anche se non è nella ricetta originaria .


Esecuzione.
Prepare una polenta con la farina di mais indicata a cui aggiungerò lo zucchero e un po' (un pizzico) di sale. Lasciare raffreddare un po' e poi aggiungere tutti gli ingredienti della lista, lasciando per ultimo il lievito. Impastare bene e mettere il tutto in una pirofila ben unta di burro. Cuocere in forno a 180° per 45 minuti. Per verificare la cottura, infilare il solito stecchino: se esce asciutto vuol dire che il dolce è pronto.
E' usanza mangiarla fredda.

E questa è la mia, appena sfornata!


lunedì 4 gennaio 2010

sabato 2 gennaio 2010

In quel di Jesolo



Sand Nativity edizione 2009




Qualche notizia al seguente link http://www.jesolo.it/ita/sand-nativity-2009.html


venerdì 1 gennaio 2010

Che sarà, che sarà, che sarà...?

L'anno nuovo
di Gianni Rodari



Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.



A proposito...




Buon 2010!

post programmato